NORMATIVA

Ravvedimento operoso: 23 nuovi codici tributo F24

L'Agenzia delle Entrate istituisce 23 codici per la sanzione unica da cumulo giuridico. Ecco l'elenco completo e come compilare il modello F24

Novità per i contribuenti che devono regolarizzare violazioni fiscali attraverso il ravvedimento operoso. Con la risoluzione n. 38/E del 23 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha istituito 23 nuovi codici tributo per consentire il pagamento della sanzione unica derivante dall’applicazione del cumulo giuridico. Le novità interessano IRPEF, IVA, IRES, IRAP, imposte di registro, successioni e numerosi altri tributi. Ecco cosa cambia, quali codici utilizzare e come compilare correttamente il modello F24.

Ravvedimento operoso e cumulo giuridico: cosa cambia per i contribuenti

Una novità operativa importante per chi deve correggere errori fiscali e regolarizzare violazioni tributarie. L’intervento dà attuazione, sul piano dei versamenti, alle modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 87 del 14 giugno 2024, che ha esteso l’applicazione del cumulo giuridico anche al ravvedimento operoso.

Il principio è particolarmente rilevante quando il contribuente deve regolarizzare più violazioni fiscali.

In presenza dei presupposti previsti dalla normativa, infatti, il cumulo giuridico consente di determinare una sanzione unica, anziché procedere alla semplice somma delle singole sanzioni.

Attenzione, però: il cumulo giuridico non si applica indistintamente a qualsiasi insieme di violazioni. Occorre verificare le condizioni previste dall’articolo 12 del d.lgs. n. 472/1997 e rispettare i criteri di determinazione della sanzione unica.

Come funziona la sanzione unica nel ravvedimento operoso

La disciplina trova il proprio fondamento nell’articolo 12, comma 8, del d.lgs. n. 472/1997, modificato dal d.lgs. n. 87/2024.

La disposizione stabilisce che, nei casi di ravvedimento operoso, accertamento con adesione e conciliazione giudiziale, la sanzione unica deve essere determinata separatamente:

  • per ciascun tributo;
  • per ciascun periodo d’imposta;
  • per ciascun istituto deflativo utilizzato.

Questo significa che il contribuente non può accorpare liberamente violazioni relative a tributi o periodi d’imposta differenti.

Un ulteriore elemento riguarda la riduzione prevista dal ravvedimento operoso.

Il nuovo comma 2-bis dell’articolo 13 del d.lgs. n. 472/1997 stabilisce che, quando la sanzione viene calcolata applicando l’articolo 12, la percentuale di riduzione deve essere determinata con riferimento alla prima violazione.

La norma prevede inoltre la possibilità di calcolare la sanzione unica anche attraverso le procedure messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

La risoluzione del 23 ottobre 2026 interviene proprio sul passaggio successivo: il versamento delle somme dovute.

Nuovi codici tributo F24: l’elenco completo

Per consentire il pagamento della sanzione unica attraverso il modello F24 ordinario, l’Agenzia delle Entrate ha istituito 20 nuovi codici tributo, dal 8960 al 8979, distinti in base alla tipologia d’imposta.

Codice tributo Imposta o tributo
8960 IRPEF
8961 Addizionale comunale IRPEF
8962 Addizionale regionale IRPEF
8963 IRES
8964 IRAP
8965 IVA
8966 Ritenute
8967 Imposta sostitutiva
8968 IVIE
8969 IVAFE
8970 Imposta di registro
8971 Imposta di bollo
8972 Imposta ipotecaria
8973 Imposta catastale
8974 Imposta di successione
8975 Imposta sulle donazioni
8976 Imposta sui servizi digitali (webtax)
8977 Imposta sulle transazioni finanziarie
8978 Global Minimum Tax
8979 Canone TV

Tutti questi codici identificano il versamento della sanzione unica da ravvedimento, ai sensi dell’articolo 13, comma 2-bis, del d.lgs. n. 472/1997.

La distinzione per tipologia di tributo permette di individuare correttamente la sanzione da versare in relazione alla violazione regolarizzata.

Come compilare il modello F24 con i nuovi codici tributo

La risoluzione n. 38/E fornisce indicazioni precise sulla compilazione del modello F24.

In linea generale, i nuovi codici tributo devono essere riportati nella sezione Erario, esclusivamente in corrispondenza della colonna importi a debito versati.

Nel campo anno di riferimento deve essere indicato l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento, utilizzando il formato AAAA.

Sono tuttavia previste alcune eccezioni importanti.

Addizionali regionali e IRAP: attenzione alla sezione Regioni

I codici tributo 8962, relativo all’addizionale regionale IRPEF, e 8964, relativo all’IRAP, devono essere indicati nella sezione Regioni del modello F24.

In entrambi i casi occorre riportare anche il codice della Regione interessata, utilizzando quelli presenti nella Tabella T0 dell’Agenzia delle Entrate.

Addizionale comunale IRPEF: il codice 8961

Per il codice tributo 8961, relativo alla sanzione unica da ravvedimento dell’addizionale comunale IRPEF, deve essere utilizzata la sezione IMU e altri tributi locali.

Nel campo codice ente/codice comune deve essere inserito il codice catastale del Comune, individuabile attraverso la Tabella T4 pubblicata dall’Agenzia delle Entrate.

Imposta di successione: regole particolari per gli eredi

Una disciplina specifica riguarda il codice tributo 8974, destinato alla sanzione unica da ravvedimento dell’imposta di successione.

In questo caso, nella sezione Contribuente devono essere riportati il codice fiscale e i dati anagrafici dell’erede.

Nel campo dedicato al codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare deve invece essere indicato il codice fiscale del defunto.

Occorre inoltre utilizzare il codice identificativo 08.

Si tratta di indicazioni particolarmente importanti per evitare errori nella compilazione del modello di versamento.

Altri tre codici tributo per assicurazioni, intrattenimenti e aerotaxi

Oltre ai 20 codici previsti per il modello F24 ordinario, la risoluzione introduce ulteriori tre codici destinati a specifiche tipologie di versamento.

Codice tributo Imposta Modello
8984 Imposta sulle assicurazioni F24 Accise
8985 Imposta sugli intrattenimenti F24 Accise
8986 Imposta erariale sugli aerotaxi F24 ELIDE

Codice 8984: imposta sulle assicurazioni

Il codice 8984 deve essere riportato nella sezione Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione del modello F24 Accise.

La compilazione prevede:

  • Campo ente: codice A.
  • Campo mese: mese di riferimento nel formato MM.
  • Campo anno di riferimento: anno nel formato AAAA.

Quando il versamento riguarda il debito emergente dalla denuncia annuale, il mese deve essere convenzionalmente indicato come dicembre, riportando l’anno di riferimento dei premi.

Il campo codice identificativo non deve essere compilato.

Codice 8985: imposta sugli intrattenimenti

Anche il codice 8985 deve essere indicato nel modello F24 Accise, nella sezione relativa ad Accise e Monopoli.

In questo caso, il campo ente deve essere valorizzato con la lettera M, mentre l’anno di riferimento deve essere indicato nel formato AAAA.

Codice 8986: imposta sugli aerotaxi

Per il pagamento della sanzione unica relativa all’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi e voli taxi, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice 8986.

Il versamento deve essere effettuato attraverso il modello F24 Versamenti con elementi identificativi (ELIDE).

Nella sezione Contribuente devono essere riportati i dati anagrafici e il codice fiscale del vettore.

Nella sezione Erario ed altro devono invece essere indicati:

  • Il valore R nel campo tipo.
  • Il codice tributo 8986.
  • L’anno di effettuazione del servizio nel formato AAAA.
  • Gli elementi identificativi richiesti dalla risoluzione.

Questi ultimi comprendono il numero dei passeggeri per singola tratta, seguito dalla lettera A per i voli fino a 1.500 chilometri oppure B per quelli oltre 1.500 chilometri, e infine il giorno e il mese di effettuazione del servizio nel formato GGMM.

F24 Enti pubblici: cosa devono fare le amministrazioni

La risoluzione contiene anche un chiarimento per gli enti pubblici che utilizzano il modello F24 EP.

Per il pagamento della sanzione unica derivante dall’applicazione del cumulo giuridico in sede di ravvedimento, tali enti potranno continuare a utilizzare i codici tributo già istituiti per il versamento delle sanzioni in regime di ravvedimento attraverso F24 EP.

Non viene quindi introdotto un nuovo elenco di codici specifici per questo modello.

Perché i nuovi codici tributo sono importanti

La risoluzione n. 38/E rappresenta un passaggio operativo importante nell’attuazione della riforma delle sanzioni tributarie.

La possibilità di applicare il cumulo giuridico in sede di ravvedimento era già stata introdotta dal d.lgs. n. 87/2024.

Con l’istituzione dei nuovi codici tributo, l’Agenzia delle Entrate individua ora le modalità di pagamento della sanzione unica per un’ampia serie di imposte.

Per i contribuenti e i professionisti, gli aspetti fondamentali da considerare sono tre: verificare se le violazioni possono essere assoggettate al cumulo giuridico, determinare correttamente la sanzione unica e utilizzare il codice tributo e la sezione F24 appropriati.

La novità non consiste in una riduzione automatica delle sanzioni per tutti i contribuenti, ma nella disponibilità di codici specifici per versare la sanzione unica nei casi in cui la normativa ne consente l’applicazione.

Il nuovo sistema interessa numerosi ambiti della fiscalità, dalle imposte sui redditi all’IVA, fino alle successioni, alle donazioni e ad alcune imposte speciali.

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