Operazioni soggettivamente inesistenti: chiarimenti sulla buona fede
Il contribuente, per dimostrare la sua innocenza, deve provare che la sua ignoranza riguardo alla frode messa in atto era inevitabile e non superabile nonostante l’uso della massima diligenza

Gli scorsi 8 e 9 ottobre la Corte di cassazione ha emesso tre ordinanze (27042, 27053 e 27071) facendo il punto su onere della prova e consapevolezza in materia di operazioni soggettivamente inesistenti.