Bollo auto 2027, esenzione fino a 80 kW: chi non paga
Il Dl 162/2026 azzera il bollo per un veicolo, taglia le accise sul diesel, proroga il credito autotrasporto e rinvia il contributo sui pacchi

Il bollo auto sparisce per un anno per milioni di automobilisti, ma non per tutti. Dal 2027 scatterà infatti una nuova esenzione dalla tassa automobilistica destinata alle persone fisiche proprietarie di veicoli con determinate caratteristiche.
La novità è contenuta nel decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 ed entrato in vigore il 18 settembre. Il provvedimento non interviene soltanto sul bollo: arrivano anche un nuovo taglio temporaneo delle accise sul gasolio, la proroga del credito d’imposta per l’autotrasporto, nuove disposizioni per i frontalieri e il rinvio del contributo sulle spedizioni di piccolo valore provenienti da Paesi extra Ue.
Bollo auto 2027: chi non dovrà pagarlo
La misura destinata ad avere l’impatto più immediato sulle famiglie è prevista dall’articolo 2 del decreto.
Per tutto il 2027 le persone fisiche potranno beneficiare dell’esenzione dal bollo per un solo veicolo regolarmente assicurato. L’agevolazione riguarda i versamenti il cui termine ordinario cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Non si tratta quindi dell’abolizione definitiva del bollo auto, ma di un’esenzione limitata all’anno 2027 e subordinata al rispetto dei requisiti stabiliti dal decreto.
Per le autovetture la soglia decisiva è quella degli 80 kW di potenza, equivalenti a circa 109 CV.
Potranno accedere all’esenzione le persone fisiche intestatarie di auto alimentate a benzina o gasolio, comprese quelle che utilizzano tali alimentazioni in combinazione con un’altra fonte di propulsione, come alcune vetture ibride, purché la potenza non superi gli 80 kW.
Più auto sotto gli 80 kW? L’esenzione non si può scegliere
Attenzione a un aspetto destinato a interessare molte famiglie.
Chi possiede più automobili che rispettano i requisiti non potrà ottenere l’esenzione su tutte e neppure scegliere liberamente su quale vettura applicarla.
Il decreto prevede un meccanismo automatico: il beneficio spetta all’autovettura con la potenza più bassa.
Se due o più auto hanno la stessa potenza, l’esenzione viene attribuita a quella per la quale il bollo ordinariamente dovuto sarebbe di importo inferiore.
In altre parole, anche chi possiede due auto entrambe da meno di 80 kW avrà diritto a non pagare il bollo soltanto per una di esse.
Esenzione anche per moto e ciclomotori, ma con una condizione
Il decreto estende l’agevolazione anche a motocicli e ciclomotori alimentati a benzina, anche in combinazione con un’altra forma di propulsione.
C’è però una condizione importante: il proprietario non deve essere soggetto al pagamento del bollo per un’autovettura con potenza pari o inferiore a 80 kW.
Anche per le moto il beneficio riguarda un solo mezzo. In presenza di più motocicli viene scelta la moto con la potenza minore e, in caso di parità, quella per cui sarebbe dovuto il bollo più basso.
Per i ciclomotori, invece, se i mezzi agevolabili sono più di uno, l’esenzione viene riconosciuta a quello con la data di prima immatricolazione più remota.
Bollo auto in Sicilia e nelle Regioni a statuto speciale: attenzione all’accordo
Un passaggio del decreto merita particolare attenzione.
L’esenzione è prevista anche nei territori delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome, ma la norma stabilisce che l’applicazione avvenga previo accordo con ciascuna autonomia speciale titolare della tassa automobilistica.
Per i contribuenti residenti, ad esempio, in Sicilia sarà quindi necessario verificare l’attuazione della misura a livello regionale.
Lo Stato ha previsto complessivamente 2,2935 miliardi di euro per il 2027 per compensare Regioni e Province autonome della perdita di gettito. La ripartizione dovrà essere stabilita entro il 31 marzo 2027 con decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze.
Diesel, nuovo taglio delle accise dal 18 settembre
Il decreto interviene anche sul prezzo del gasolio.
Dal 18 al 25 settembre 2026 l’accisa sul gasolio utilizzato come carburante viene fissata a 572,90 euro per mille litri.
Dal 26 settembre al 5 ottobre 2026 l’aliquota sale invece a 622,90 euro per mille litri.
Per il periodo dal 18 al 25 settembre, l’aliquota di 572,90 euro per mille litri viene applicata anche ai gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o idrotrattamento, come l’HVO, e al biodiesel che rispetta le condizioni previste dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato.
L’intervento nasce con l’obiettivo di attenuare temporaneamente gli effetti dell’aumento dei prezzi dei prodotti energetici.
Autotrasporto, credito d’imposta prorogato fino a ottobre
Buone notizie anche per le imprese di autotrasporto.
Il credito d’imposta introdotto dal Dl n. 33/2026 per compensare il maggiore costo del gasolio viene esteso anche al mese di ottobre 2026.
Il periodo agevolato, precedentemente compreso tra marzo e settembre, diventa quindi marzo-ottobre 2026.
Per finanziare la proroga il decreto mette a disposizione ulteriori 21,2 milioni di euro per il 2026.
Frontalieri con la Svizzera, cambiano i criteri di distribuzione delle risorse
Novità anche per le aree italiane di confine con la Svizzera.
Per gli anni 2026 e 2027, le risorse del fondo destinato allo sviluppo economico, alle infrastrutture e al sostegno delle remunerazioni nelle zone italo-elvetiche saranno assegnate a Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano sulla base del numero dei lavoratori frontalieri residenti nei rispettivi territori.
Il decreto chiarisce inoltre le soglie che consentono ai comuni interessati di rientrare nella disciplina: il rapporto tra lavoratori frontalieri e popolazione residente deve essere almeno del 4% nei comuni con più di 15mila abitanti e almeno del 3% nei comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti.
Pacchi extra Ue, contributo rinviato al 1° dicembre
Slitta, infine, l’entrata in vigore del contributo previsto sulle spedizioni di piccolo valore provenienti da Paesi extra Ue.
La partenza della misura, inizialmente fissata al 1° ottobre 2026, viene rinviata al 1° dicembre 2026.
Il differimento concede quindi altri due mesi prima dell’applicazione del nuovo prelievo previsto dalla legge di bilancio 2026 sulle spedizioni di valore ridotto.
Cosa cambia davvero dal nuovo decreto
Il Dl n. 162/2026 concentra in pochi articoli misure che possono avere effetti diretti su automobilisti, famiglie e imprese.
La novità destinata a raggiungere la platea più ampia è certamente l’esenzione dal bollo auto per il 2027, ma la soglia degli 80 kW, il limite di un solo veicolo e le regole previste per chi possiede più mezzi rendono fondamentale verificare con attenzione i requisiti.
Per chi vive nelle Regioni a statuto speciale, inoltre, sarà necessario attendere gli accordi previsti dal decreto per conoscere le modalità concrete di applicazione dell’esenzione.
Sul fronte dei carburanti, invece, il beneficio è immediato: dal 18 settembre scatta il nuovo regime temporaneo delle accise, mentre per le imprese di autotrasporto il credito d’imposta sul gasolio viene prorogato fino a ottobre.



