Pensioni 2027, taglio alla rivalutazione: chi perde e quanto
La Legge di Bilancio 2027 limita gli aumenti delle pensioni oltre 2.447 euro lordi. Nuove percentuali dal 32% all’85%: ecco chi sarà penalizzato e quanto perderà

Dal 1° gennaio 2027 milioni di pensionati potrebbero ricevere aumenti inferiori a quelli previsti dalle regole attuali. Il disegno di legge di Bilancio 2027 introduce infatti una stretta sulla rivalutazione automatica delle pensioni, modificando il sistema con cui gli assegni vengono adeguati all'inflazione. La novità è contenuta nell'articolo 55 della manovra, approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e trasmessa al Parlamento.
Il nuovo meccanismo garantirà la rivalutazione piena soltanto alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo INPS, pari a 2.447,40 euro lordi mensili. Al di sopra di questa soglia, gli aumenti saranno progressivamente ridotti, fino a riconoscere appena il 32% dell'inflazione agli assegni più elevati.
La conseguenza è che, anche in presenza di un'inflazione significativa, una parte dei pensionati recupererà soltanto una frazione del potere d'acquisto perso a causa dell'aumento dei prezzi.


