
Via libera alle richieste per il credito d’imposta sui carburanti agricoli acquistati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Il contributo può arrivare fino al 20% della spesa sostenuta per gasolio e benzina utilizzati nell’esercizio delle attività agricole.
Le modalità operative sono state definite dal decreto interministeriale del 24 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 settembre 2026.
Per le imprese interessate il tempo, però, è limitato: la domanda deve essere trasmessa entro il 30 settembre 2026.
Vediamo chi può beneficiare dell’agevolazione, quali acquisti rientrano nel credito d’imposta e come presentare correttamente la richiesta.
Bonus carburanti agricoli 2026: a chi spetta
Il credito d’imposta è stato introdotto dall’articolo 8-ter del decreto-legge n. 38 del 27 marzo 2026 per compensare, almeno in parte, i maggiori costi sostenuti dalle imprese agricole per l’acquisto di carburante.
L’agevolazione riguarda le imprese agricole indipendentemente dalla forma giuridica adottata e dal regime contabile utilizzato.
Il contributo è riconosciuto nella misura massima del 20% della spesa effettivamente sostenuta.
Quali spese danno diritto al credito d’imposta
Il bonus interessa gli acquisti di gasolio e benzina utilizzati per alimentare i mezzi impiegati nell’esercizio delle attività agricole, compresi i carburanti destinati al riscaldamento delle serre utilizzate per la coltivazione.
Non tutti gli acquisti effettuati nel 2026 sono però agevolabili.
Il credito riguarda esclusivamente le spese sostenute nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Diventa quindi essenziale verificare con attenzione fatture, documentazione fiscale e periodo in cui è stato effettuato l’acquisto prima di procedere alla richiesta.
Quanto spetta: credito fino al 20% della spesa
L’agevolazione può coprire fino al 20% dei costi sostenuti per l’acquisto dei carburanti ammessi.
Ad esempio, a fronte di una spesa agevolabile di 10.000 euro, il credito d’imposta teoricamente riconoscibile può arrivare fino a 2.000 euro, fermo restando l’esito dei controlli e dell’istruttoria prevista dalla normativa.
Domanda all’Agea entro il 30 settembre 2026
La gestione tecnica dell’agevolazione è stata affidata all’Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura.
La richiesta deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso l’apposita piattaforma disponibile sul portale istituzionale Agea.
L’Agenzia ha inoltre pubblicato le istruzioni operative con le modalità per ottenere il contributo e il relativo modello di domanda.
La scadenza da segnare è il 30 settembre 2026.
Dopo tale data non sarà più possibile presentare la richiesta secondo la procedura prevista dal decreto.
Domanda già inviata? Si può sostituire
Il decreto prevede una possibilità importante per chi dovesse accorgersi di aver commesso un errore nella domanda già trasmessa.
Fino al 30 settembre 2026 è infatti possibile presentare una nuova domanda.
La nuova istanza sostituisce integralmente quella precedentemente trasmessa.
L’articolo 4 del decreto stabilisce espressamente che sarà presa in considerazione l’ultima domanda validamente presentata, che sostituisce tutte quelle inviate in precedenza.
Entro la stessa scadenza è inoltre possibile presentare la rinuncia integrale al credito d’imposta già richiesto.
Cosa succede dopo l’invio della domanda
Una volta conclusa positivamente l’istruttoria, l’Agea individua le imprese ammesse al beneficio e determina l’importo del credito riconosciuto.
L’elenco delle imprese beneficiarie e gli importi concessi vengono quindi trasmessi all’Agenzia delle Entrate attraverso il Sistema di Interscambio Dati (SID).
È quindi l’Agea a gestire la fase di richiesta e concessione dell’aiuto, mentre l’Agenzia delle Entrate entra successivamente nel procedimento anche ai fini dei controlli sulla corretta fruizione del credito.
Attenzione ai controlli: credito recuperato con sanzioni e interessi
Il riconoscimento dell’agevolazione non esclude i successivi controlli.
Qualora l’Agenzia delle Entrate accerti che il credito d’imposta è stato utilizzato indebitamente, in tutto o in parte, ne dà comunicazione telematica all’Agea.
L’Agea avvia quindi il procedimento per il recupero delle somme non spettanti.
All’importo da restituire possono aggiungersi anche interessi e sanzioni.
Per questo motivo è fondamentale che le imprese conservino tutta la documentazione utile a dimostrare sia l’effettivo sostenimento della spesa sia la riconducibilità degli acquisti alle attività ammesse dall’agevolazione.
Credito carburanti agricoli: cosa fare adesso
Per le aziende agricole che hanno acquistato gasolio o benzina nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, il primo passo è verificare immediatamente se le spese sostenute rispettano le condizioni previste dalla normativa.
Successivamente sarà necessario predisporre la documentazione richiesta e trasmettere la domanda attraverso la piattaforma telematica Agea.
La data da non perdere è il 30 settembre 2026.
Considerato il termine particolarmente ravvicinato, chi intende beneficiare del credito d’imposta farebbe bene a verificare subito la propria posizione ed evitare di concentrare la trasmissione della domanda negli ultimi giorni disponibili.



