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Rottamazione-quinquies, online l’elenco degli enti aderenti: dal 16 ottobre via alle domande

Circa 1.500 Regioni ed enti locali hanno aderito alla definizione agevolata. Dentro anche Imu, Tari, bollo auto e multe: ecco come verificare i debiti e le scadenze

La Rottamazione-quinquies si allarga ai debiti locali e per migliaia di contribuenti arriva il momento di verificare se cartelle relative a Imu, Tari, bollo auto, multe stradali e altre entrate territoriali potranno essere pagate beneficiando della definizione agevolata.

Agenzia delle entrate-Riscossione ha infatti pubblicato l’elenco delle Regioni e degli enti locali che hanno aderito alla Rottamazione-quinquies: sono circa 1.500 gli enti che hanno comunicato l’adozione del provvedimento previsto dalla normativa.

La pubblicazione dell’elenco rappresenta un passaggio fondamentale perché consente ai contribuenti di sapere se i carichi affidati alla riscossione dal proprio Comune, Provincia, Città metropolitana o Regione possono rientrare nella nuova sanatoria.

Rottamazione-quinquies: quali debiti locali possono rientrare

L’estensione della definizione agevolata agli enti territoriali è stata prevista dal Dl n. 38/2026.

La misura può interessare i debiti, sia tributari sia non tributari, risultanti dai carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.

Tra le somme potenzialmente interessate possono quindi rientrare, a seconda dell’ente creditore e della natura del carico:

  • Imu;
  • Tari;
  • bollo auto;
  • multe e sanzioni stradali;
  • altre entrate tributarie degli enti territoriali;
  • determinate entrate patrimoniali e non tributarie.

Sono invece esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Non è però sufficiente che il debito riguardi un tributo comunale o regionale. È necessario che l’ente abbia deciso di aderire alla Rottamazione-quinquies e che il relativo carico sia stato affidato proprio ad Agenzia delle entrate-Riscossione.

Online l’elenco: cosa deve controllare il contribuente

L’elenco pubblicato da Agenzia delle entrate-Riscossione contiene la denominazione degli enti che hanno adottato il provvedimento necessario per applicare la definizione agevolata alle proprie entrate.

Per alcuni enti viene indicata anche la presenza di soggetti terzi che hanno provveduto, per conto dell’amministrazione territoriale, all’affidamento dei carichi all’agente nazionale della riscossione.

È inoltre presente un campo dedicato alle note, utile per individuare eventuali precisazioni relative all’ambito di applicazione della Rottamazione.

Chi ha vecchie cartelle relative, per esempio, a Tari, Imu o sanzioni stradali dovrà quindi controllare innanzitutto se il proprio ente compare nell’elenco.

La presenza del Comune o della Regione, tuttavia, non significa automaticamente che qualsiasi debito locale possa essere rottamato: sarà necessario verificare anche la data di affidamento e le caratteristiche del singolo carico.

Attenzione ai tributi riscossi direttamente dal Comune

Un aspetto particolarmente importante riguarda le modalità con cui il debito è stato riscosso.

La Rottamazione-quinquies prevista dal Dl n. 38/2026 riguarda infatti solamente i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione.

Restano fuori da questa specifica procedura le entrate che il Comune o l’altro ente territoriale riscuote direttamente oppure quelle affidate per la riscossione coattiva a concessionari privati.

Ciò non significa necessariamente che tali debiti siano esclusi da qualsiasi forma di definizione agevolata.

La legge di bilancio 2026 consente infatti agli enti territoriali di adottare proprie delibere e regolamenti per introdurre forme autonome di definizione agevolata. In questi casi, però, condizioni, termini e modalità dovranno essere verificati direttamente presso l’ente interessato.

Domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026

Per chi ha debiti rientranti nell’estensione della Rottamazione-quinquies, la data da segnare sul calendario è il 16 ottobre 2026.

A partire da quel giorno sarà possibile presentare la domanda per accedere alla definizione agevolata.

La finestra resterà aperta fino al 15 dicembre 2026.

Le modalità telematiche per aderire saranno pubblicate da Agenzia delle entrate-Riscossione sul proprio sito entro il 15 ottobre 2026.

Entro la stessa data, nell’area riservata del portale, saranno inoltre disponibili le informazioni necessarie per consentire ai contribuenti di individuare i carichi potenzialmente definibili.

Questo consentirà di verificare concretamente quali cartelle o partite possono essere inserite nella domanda prima di procedere con l’adesione.

Quanto si pagherà e quando arriverà la comunicazione

Dopo la presentazione della domanda sarà Agenzia delle entrate-Riscossione a determinare le somme effettivamente dovute.

La comunicazione delle somme da pagare dovrà arrivare entro il 28 febbraio 2027.

Il contribuente potrà successivamente scegliere se versare l’intero importo in un’unica soluzione oppure utilizzare un piano rateale particolarmente lungo.

Nel primo caso il pagamento dovrà essere effettuato entro il 31 marzo 2027.

In alternativa sarà possibile arrivare fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo.

Rottamazione dei debiti locali: le date da ricordare

Il calendario della nuova procedura è quindi ormai definito.

Entro il 15 ottobre saranno pubblicate le modalità operative e saranno disponibili nell’area riservata le informazioni sui carichi definibili.

Dal 16 ottobre 2026 partirà la presentazione delle domande, che dovranno essere trasmesse entro il 15 dicembre 2026.

Entro il 28 febbraio 2027 Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà invece le somme dovute, mentre il 31 marzo 2027 scadrà il termine per il pagamento in unica soluzione.

Per chi ha vecchie cartelle relative a Imu, Tari, bollo auto o multe, il primo controllo da effettuare è dunque sull’elenco appena pubblicato: l’adesione dell’ente può aprire la strada alla Rottamazione-quinquies, ma occorrerà verificare successivamente che anche il singolo debito possieda tutti i requisiti previsti dalla normativa.

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