Conti correnti, il Fisco può tassare i versamenti non giustificati
La Cassazione chiarisce che i controlli riguardano anche i privati: per evitare l'accertamento serve una prova per ogni versamento

Non serve essere imprenditori o professionisti per finire sotto la lente del Fisco. Anche i movimenti sul conto corrente di un semplice cittadino possono diventare la base di un accertamento fiscale. E quando emergono somme di denaro di cui non viene dimostrata la provenienza, il contribuente rischia di vederle considerate redditi non dichiarati.
A ribadirlo è la Corte di cassazione con l'ordinanza n. 25843/2026, che affronta un tema particolarmente delicato: fino a che punto l'Agenzia delle entrate può utilizzare i versamenti bancari per ricostruire il reddito di una persona fisica?
La risposta dei giudici è chiara: la presunzione prevista dall'articolo 32 del Dpr n. 600/1973 si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dall'esercizio di un'attività d'impresa o professionale. E per superarla non bastano spiegazioni generiche.



