
Lavoratori impatriati e continuità del rapporto con il datore formale
Il requisito della permanenza estera si innalza a sei o sette anni se il datore di lavoro formale in Italia appartiene allo stesso gruppo della società estera, a prescindere dall'utilizzatore finale
Con la risposta n. 54 del 27 febbraio 2026 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che, ai fini del nuovo regime agevolativo per i lavoratori impatriati, la continuità del rapporto di lavoro rilevante per l'estensione del requisito di permanenza all'estero (da tre a sei o sette anni) deve essere valutata con riferimento al datore di lavoro formale, ovvero l'Employer of Record (EoR).