Fatture “fantasma” su Excel: è occultamento di scritture contabili
Non salvare i file non equivale a distruggere le scritture, ma a occultarle. La prescrizione decorre solo dalla scoperta dell’irregolarità

Con la sentenza n. 28910 del 6 agosto 2025, la Corte di cassazione è tornata ad affrontare uno dei nodi più delicati del diritto penale tributario: la qualificazione giuridica della mancata conservazione delle fatture emesse e non annotate nei registri Iva. La Suprema Corte ha stabilito che le fatture predisposte con fogli Excel preimpostati, stampate e consegnate al cliente senza essere salvate in formato elettronico né registrate contabilmente, non integrano “distruzione” di scritture contabili, bensì “occultamento”. Una distinzione tutt’altro che teorica, perché incide direttamente sul dies a quo della prescrizione.