Sequestro preventivo: gli adempimenti del custode giudiziario per i redditi d’impresa

Il custode deve utilizzare la Partita IVA del titolare e applicare il regime di reddito d'impresa, operando in contabilità separata come "soggetto terzo emittente" nella fatturazione elettronica, per tutti gli adempimenti tributari

L'Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 46 del 25 febbraio 2025, offre un fondamentale chiarimento in merito agli adempimenti tributari a carico del custode giudiziario in caso di sequestro preventivo penale ex articolo 321 c.p.p. su beni che generano reddito. Il documento ribadisce l'applicazione per analogia della disciplina del Codice delle leggi antimafia (D.Lgs. n. 159/2011) e della prassi consolidata in materia di sequestro, superando le conclusioni prospettate dall'istante relative all'attribuzione di un nuovo codice fiscale e alla configurazione dei redditi come "redditi diversi".

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