La continuità sostanziale delle attività culturali salva l’Art bonus

Il rientro nei centri di produzione musicale non esclude l'accesso al credito d'imposta per le erogazioni liberali

Con la risposta n. 279 del 3 novembre 2025, l'Agenzia delle Entrate ha stabilito che un'associazione operante nel settore dello spettacolo, nonostante abbia mutato l'inquadramento nella categoria dei "Centri di produzione musica" (ex art. 21-bis D.M. 27 luglio 2017, ora art. 22 D.M. 23 dicembre 2024, n. 463), rientra comunque tra i soggetti dello spettacolo ammissibili all'Art bonus ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge n. 83/2014. Tale esito si fonda sul riconoscimento, da parte del Ministero della Cultura, della sostanziale continuità e strutturalità dell'attività svolta dall'Istante nel tempo, confermando che l'Art bonus è applicabile alle erogazioni liberali destinate a sostenere la sua attività.

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