Crediti inesistenti e non spettanti, chiarimenti sulla qualificazione

I crediti d’imposta utilizzati in compensazione per un importo eccedente rispetto ai limiti normativamente previsti devono essere considerati inesistenti e non semplicemente “non spettanti”

Con l’ordinanza n. 24822 del 9 settembre 2025, la Corte di cassazione ha chiarito la qualificazione dei crediti d’imposta utilizzati in compensazione per un importo eccedente rispetto a quanto contabilizzato, configurandoli come “crediti inesistenti” e non semplicemente “non spettanti”. La distinzione rileva, in particolare, sia sotto il profilo delle sanzioni penali e amministrative applicabili nei confronti del contribuente che abbia proceduto ad un’indebita compensazione, sia sotto il profilo dei termini di decadenza entro cui il fisco può procedere al recupero.

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