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Alloggi turistici, recensioni più trasparenti: l’Europa detta le regole

Il nuovo codice di condotta europeo punta a distinguere le recensioni autentiche da quelle fittizie, alzando l’asticella della trasparenza giuridica nel settore ricettivo

Con la pubblicazione del comunicato ufficiale da parte della Commissione europea datato 1° settembre 2025, l’Unione fa un salto di qualità nel contrasto alle recensioni false nel settore turistico. Il “Codice di condotta per le valutazioni e le recensioni online degli alloggi turistici” sancisce l’impegno condiviso tra piattaforme digitali, strutture ricettive e altri stakeholder per rafforzare la trasparenza, l’affidabilità e la legalità delle recensioni online.

Obiettivi e natura giuridica

Il documento europeo prefigura un quadro volontario (non vincolante), elaborato secondo i principi della soft law, in stretta collaborazione con gli attori del settore, senza avvalersi dell’art. 45 del Regolamento (UE) 2022/2065 (legge sui servizi digitali). Pur mantenendo lo status di “best practice”, il Codice stabilisce un orientamento normativo che, se massicciamente adottato, potrà fungere da standard de facto nel mercato digitale – con potenziali riflessi su futuri vincoli regolatori.

Meccanismi tecnici: autenticità, verifiche e affidabilità

Al cuore del Codice c’è l’introduzione di sistemi per distinguere recensioni di utenti realmente presenti fisicamente nella struttura da contributi generati da account anonimi o falsificati. Tali sistemi si basano su elementi tecnici (p.es. verifiche tramite QR al check-in, codici univoci, proof of stay) e regole di governance condivise fra operatori e piattaforme online. L’obiettivo è duplice: aumentare la fiducia dei turisti e tutelare la reputazione delle attività ricettive contro recensioni ingannevoli o manipolate.

Commenti istituzionali: tra entusiasmo e prospettive concrete

Il Commissario per i Trasporti sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas, ha sottolineato come “recensioni online affidabili siano fondamentali per la fiducia nel turismo” e ha accolto il Codice come una vittoria sia per i viaggiatori sia per i fornitori, definendolo un passo importante verso un settore più resiliente”.

Dall’Italia, la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha evidenziato il ruolo pionieristico dell’Italia, che ha già disciplinato la materia internamente prima dell’azione europea: un “percorso da noi tracciato” che ora viene seguito a livello comunitario.

A livello associativo, Giancarlo Banchieri (presidente Fiepet Confesercenti) ha auspicato un ulteriore sviluppo nella fase di identificazione degli utenti, al fine di estirpare l’”anonimato” che ancora affligge il sistema delle recensioni, auspicando regole sempre più chiare e sicure per tutti gli attori coinvolti.

Impatti giuridici e possibili sviluppi regolatori

Dal punto di vista tecnico-giuridico, il nuovo Codice offre una valida “soft regulatory” alternativa al ricorso diretto a normative vincolanti. Unitamente ad iniziative già intraprese a livello nazionale, potrebbe prefigurare un prossimo passaggio verso credenziali digitali certificate, interoperabilità dei sistemi e integrazione con le banche dati delle autorità turistiche nazionali.

A livello giuridico, la distinzione chiara tra autenticità e falsificazione delle recensioni potrà servire da base in sede di contenzioso fra consumatori, imprese e piattaforme, favorendo l’applicabilità del diritto dei consumatori e dell’responsabilità civile. Inoltre, potrebbe stimolare l’inclusione nel quadro normativo futuro dell’UE, in linea con il processo di armonizzazione della tutela dei consumatori digitali.

Il Codice di condotta UE su recensioni online affidabili segna un avanzamento concreto nella definizione di standard tecnici e giuridici per il turismo digitale. Non è una legge, ma un segnale chiaro di come regolatori, imprese e stakeholder possano cooperare per innalzare la qualità delle informazioni online e rafforzare la fiducia dei consumatori — con un potenziale effetto domino normativo sull’intero settore.

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