Lavoro

Voucher, calcoli sui compensi netti

Voucher, calcoli sui compensi netti
C’è tempo fino al 31 maggio per usare i buoni lavoro acquistati prima del 18 luglio 2012, senza tenere conto dei limiti economici introdotti dalla riforma Fornero

C’è tempo fino al 31 maggio per usare i buoni lavoro acquistati prima del 18 luglio 2012, senza tenere conto dei limiti economici introdotti dalla riforma Fornero (legge 92/2012). Dopo questa data, entrerà a pieno regime la nuova normativa – con il doppio limite di 5mila e 2mila euro percepiti dal lavoratore in un anno – e il sistema telematico di distribuzione dei voucher.
La formula di pagamento dei buoni lavoro è utilizzata dai datori di lavoro nell’agricoltura, nel commercio, nei servizi e nel turismo, per far fronte a necessità di manodopera occasionali e per periodi brevi: l’impiego è aumentato del 30% nel giro di sei mesi, da luglio dell’anno scorso a gennaio di quest’anno.

È uno degli effetti della riforma del mercato del lavoro, che ha liberalizzato l’uso dei voucher eliminando i vecchi limiti settoriali e introducendo, però, nuovi paletti. Con la circolare 4/2013, il ministero del Lavoro ha chiarito come interpretare il nuovo articolo 70 del D.lgs 276/2003 sul lavoro accessorio e ha fornito le indicazioni al personale ispettivo.

Il limite degli importi netti. Le causali soggettive e oggettive sono state sostituite dal limite economico: oggi è possibile attivare sempre e comunque il lavoro accessorio, tenendo conto soltanto del limite di 5mila euro percepiti dal lavoratore in un anno solare.
La circolare ministeriale, come la norma di legge, si limita a parlare di «compenso», ma l’Inps precisa (nel suo stesso sito) che il limite va inteso come netto: quindi, i 5mila euro corrispondono a 6.660 lordi (cioè di valore nominale dei buoni lavoro). Una lettura peraltro in linea con la prassi precedente la riforma.
Del resto – precisa il Ministero – è proprio il modesto apporto economico in capo al lavoratore che caratterizza l’occasionalità della prestazione. Una conferma è l’esenzione da ogni imposizione fiscale del lavoro accessorio o la non incidenza sullo stato di disoccupazione o inoccupazione del lavoratore.
Fermo restando il limite dei compensi totali per lavoratore in un anno, c’è un altro tetto importante per le prestazioni pagate da imprese commerciali e professionisti: in questi casi, infatti, ogni lavoratore può incassare solo un massimo di 2mila euro per ciascun committente. Anche in questo caso, il limite va inteso come netto ed è pari a 2.666 euro lordi.
Nella nozione di imprese commerciali rientra «qualsiasi soggetto, persona fisica o giuridica, che opera in un determinato settore».
Il limite dei 2mila euro non vale invece per i piccoli lavori che possono essere svolti per conto di privati cittadini (si pensi al lavoro domestico o all’insegnamento supplementare) o di associazioni sportive, di promozione sociale, di volontariato.
L’agricoltura. Nel settore agricolo – dove l’uso dei voucher è aumentato del 18% da luglio a gennaio – la riforma distingue le aziende con un fatturato inferiore a 7mila euro (in cui vige il solo limite dei 5mila euro), da quelle che superano questo tetto, e possono arruolare solo pensionati o studenti sotto i 25 anni, per svolgere attività stagionali. Proprio per la specialità del settore agricolo – precisa la circolare 4/2013 – non trova applicazione l’ulteriore limite di 2mila euro previsto per le imprese commerciali e i professionisti.

I committenti pubblici. L’uso dei voucher è possibile da parte dei committenti pubblici: oltre a quelli indicati nel D.lgs 165/2001, vi rientrano gli enti e le società inserite nel conto economico consolidato (legge 196/2009), nei limiti, tuttavia, previsti dalle disposizioni di spesa sul personale e dei vincoli del patto di stabilità interno.
Percettori di ammortizzatori
Il D.l. 83/2012 (convertito dalla legge 134/2012) ha ripristinato, per il 2013, la possibilità, per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, di svolgere lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, nel limite massimo di 3mila euro, senza che ciò incida sul diritto e sulla misura dell’integrazione o del sostegno al reddito.

SINTESI
La soglia economica da non superare
Tetto generale a 5mila euro. Il lavoratore può percepire compensi per 5mila euro in un anno, indipendentemente dal numero dei committenti.
Per committenti commercianti o professionisti il limite per committente è di 2mila euro. In agricoltura è possibile usare voucher fino a 5mila euro solo se l’attività è svolta da pensionati o studenti, o, a prescindere da chi è il lavoratore, se l’attività è svolta a favore di piccoli imprenditori.
Quando è vietato usare i voucher
Lavoro senza intermediari. Il lavoro accessorio è utilizzabile per prestazioni rivolte direttamente a favore dell’utilizzatore della prestazione stessa, senza il tramite di intermediari (con la sola eccezione degli steward delle società calcistiche). Dunque, il ricorso ai buoni lavoro è escluso nei casi di appalto o somministrazione (circolari Inps 88/2009, e 17/2010).
Il valore nominale è quello lordo
I tagli disponibili. Il valore nominale dei buoni è di 10 euro. Sono disponibili un buono del valore di 50 euro, equivalente a 5 buoni non separabili e un buono da 20 euro (2 buoni non separabili). Il valore nominale è comprensivo della contribuzione (pari al 13%) a favore della gestione separata Inps, accreditata sulla posizione contributiva del prestatore; di quella in favore dell’Inail (7%) e di un compenso all’Inps (5%).
Il committente impresa familiare
Il contributo aumenta. Se le prestazioni occasionali accessorie sono svolte per imprese familiari (articolo 70, comma 1, lettera g, del D.lgs 276/03) il valore nominale del voucher è comprensivo della contribuzione (33%) a favore del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, di quella per l’Inail (4%) e della quota all’Inps (5%), per la gestione del servizio. Il valore netto del voucher da 10 euro nominali in favore del prestatore, è dunque di 5,80 euro.
Dove si acquistano i buoni lavoro
Formato cartaceo o virtuale. L’acquisto dei buoni lavoro può avvenire presso le sedi Inps, dove sono in distribuzione i voucher cartacei, tramite la procedura telematica (attraverso il sito Inps o il contact center dell’Istituto, previa registrazione del committente e del lavoratore), presso i rivenditori di generi di monopolio autorizzati (come le tabaccherie), negli sportelli bancari abilitati e in tutti gli uffici postali.
La procedura telematica
La modalità per il futuro. Il committente e il lavoratore si registrano presso l’Inps. Il lavoratore riceve la Inps Card sulla quale è possibile accreditare i corrispettivi delle prestazioni. Prima dell’inizio delle attività, il committente chiede all’Inps i buoni lavoro virtuali, invia la comunicazione preventiva all’Inail e versa il valore totale dei buoni virtuali con modello F24, o su conto corrente postale o tramite il sito Inps.

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