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Vivere da single costa il 66% in più: consigli utili per risparmiare

Sono circa 8 milioni in Italia le case abitate da una sola persona. I single spendono il 66% in più dei singoli componenti di una coppia
Sono circa 8 milioni in Italia le case abitate da una sola persona. I single spendono il 66% in più dei singoli componenti di una coppia

Vivere da soli è una scelta impegnativa e coraggiosa anche e soprattutto dal punto di vista economico. Ed un recente studio della Coldiretti ha individuato, al contrario, la famiglia come terreno fertile per ottimizzare le condizioni economiche. Ciononostante, negli ultimi dieci anni il numero dei single è aumentato del 40% e oggi vive da solo un italiano su tre. I dati, va specificato, non si riferiscono solo a giovani non fidanzati o sposati ma anche ad anziani vedovi. Sono in tutto circa 8 milioni in Italia le case abitate da una sola persona, e in media i single spendono il 66% in più dei singoli componenti di una coppia (332 euro al mese contro 204).
Si considerino i tanti beni considerati oggi di prima necessità e che una coppia può condividere mentre un single deve utilizzare (e mantenere) da solo: casa e macchina solo per fare due esempi. E lo stesso vale per alcuni servizi come luce, gas, telefono fisso e connessione internet wifi. Ma a pesare sono anche prodotti alimentari e generi per la casa, spesso disponibili a prezzi scontati in formato famiglia. Vediamo quindi qualche spunto per risparmiare su queste voci.

MOBILITA’

In tema di mobilità una soluzione viene fornita dal car sharing o dai mezzi pubblici. Se clima e strada lo permettono anche la bicicletta è una valida alternativa per risparmiare.

IL CONDIZIONATORE

La diffusione dei condizionatori d’aria è tra i maggiori responsabili dell’incremento dei consumi energetici estivi avvenuto nell’ultimo decennio in Italia. Il condizionatore è infatti un grande consumatore di energia: al suo costo di acquisto bisogna sommare i notevoli costi di esercizio, specialmente per unità multiple o per utilizzi protratti nel tempo. Se infatti un’unità di piccole dimensioni ha un consumo medio di 900W e comporta quindi un consumo di circa 160 euro l’anno se usato 6 ore al giorno per quattro mesi, un’unità centralizzata da 24.000 btu (2,5 ton) consuma 3500W e può costare più di 630 euro l’anno con lo stesso tipo di utilizzo. Se si decide comunque di acquistare un condizionatore, è possibile ridurre a un quarto i consumi e risparmiare più di 120 euro l’anno con una singola unità o 470 euro con un’unità centralizzata a tre uscite.
E’ importante:

  • collocarlo nella zona notte, dove la diminuzione della temperatura ambientale migliora il comfort del riposo notturno;
  • preferire la funzione ‘deumidifica’ a quella di normale condizionamento d’aria: con questa funzione il condizionatore rimuove umidità dall’aria, che insieme alla temperatura è uno dei componenti dell’indice di calore percepito, senza abbassare la temperatura. In questo modo il condizionatore lavora meno e il suo intervento è meno fastidioso e dannoso per la salute;
  • combinare l’uso del condizionatore a quello del ventilatore, che sia a soffitto, da tavolo o da pavimento: il ventilatore riduce il senso di calore e contribuisce a diffondere l’aria fresca del condizionatore in tutta la stanza, che deve così lavorare molto meno;
  • limitare l’utilizzo alle fasce orarie serali. Questo perchè la temperatura esterna è più bassa, quindi l’unità esterna lavora meglio e perchè in molti casi l’energia costa leggermente meno dopo le 19. Di notte, inoltre, il caldo esterno è meno intenso e non fa in tempo a rioccupare la stanza quando il condizionatore viene spento. Per gli stessi motivi è sbagliato far lavorare il condizionatore di giorno se siamo fuori casa;
  • tenere pulita e libera da ostruzioni l’unità esterna, che si sporca facilmente a contatto con gli agenti esterni. Ricordarsi di pulire il filtro una volta al mese.

LA LAVATRICE

E’ un falso mito che le temperature basse siano meno igieniche rispetto alle alte: anche a temperature maggiori parecchi batteri sopravvivono al lavaggio, mentre l’azione battericida avviene asciugando al sole o in asciugatrice. Molti modelli hanno una funzione ‘eco’ che allunga i tempi di lavaggio ma consente un leggero risparmio energetico. E’ molto più efficace lavare a basse temperature con un programma normale che impostare temperature più alte e usare la funzione ‘eco’. Aspettare di avere un pieno carico e ridurre i lavaggi contribuisce molto a ridurre i consumi. Quando si sceglie una lavatrice bisogna tenere presente che le lavatrici più piccole, di carico massimo 5-6 kg, non sono molto più economiche da operare di quelle più grandi, da 8-9 kg. Al momento si trovano sul mercato lavatrici in classe A+++ a prezzi abbordabili (a partire da 350 euro), tuttavia anche in questo caso è bene ricordare che la differenza in bolletta è data dalle temperature a cui si effettuano i lavaggi più che dalla classe energetica.

IL FRIGORIFERO

Il frigorifero è l’elettrodomestico coi più alti valori di consumo nella stragrande maggioranza dei casi, perché è sempre acceso e il suo compressore deve lavorare diverse ore al giorno. Valutare quindi attentamente la classe energetica e il consumo annuo del frigorifero all’atto dell’acquisto, orientandosi ove possibile su apparecchi in classe energetica ‘A++’ o ‘A+++’. Considerando modelli di medie dimensioni (circa 300 litri di capacità), i primi hanno un consumo annuo inferiore a 200 KWh/anno (corrispondente a circa 480 euro in bolletta nel corso della vita utile dell’apparecchio) e si trovano a partire da circa 450 euro. I secondi consumano meno di 150 KWh/anno (meno di 360 euro in 10 anni) e si possono trovare a partire da 500 euro: non è quindi necessario un grande esborso per portare a casa un frigorifero dai consumi bassissimi, che si ripaga velocemente.

PASSARE AL MERCATO LIBERO

Il passaggio al mercato libero garantisce risparmi significativi, dell’ordine del 7-10% l’anno. Per una famiglia di 4 persone che utilizza lavatrice, lavastoviglie e condizionatore ma non lo scaldabagno, questo si traduce in un risparmio di quasi 70 euro l’anno. Una coppia che non è quasi mai in casa di giorno può sfruttare una tariffa bioraria conveniente del mercato libero e risparmiare quasi il 10%. Sul mercato libero esiste una significativa varietà di offerte: alcune prevedono un canone fisso se si rimane entro certe soglie, altre includono quote significative di energia verde e altre ancora offrono prodotti o servizi aggiuntivi. La scelta della tariffa giusta sul mercato libero va ponderata in base ai propri consumi e non fatta alla cieca per evitare brutte sorprese. E’ importante conoscere i propri consumi mensili in KWh e come si distribuiscono questi consumi tra le fasce F1 (08:00 – 19:00 di giorni feriali) e F23 (giorni festivi e 19:00 – 08.00 dei giorni feriali). Un servizio di comparazione può aiutare a fare la scelta giusta.

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