Lavoro

Visite mediche, assenze imputabili a malattia

Visite mediche, assenze imputabili a malattia
Le assenze dal servizio per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici devono essere imputate a malattia secondo i criteri e le modalità già applicate in precedenza, secondo la prassi amministrativa e gli orientamenti giurisprudenziali formatisi prima della circolare n. 2/14

Con la nota n. 14368 del 24 aprile 2015, il Ministero della Salute corre ai ripari dopo l’annullamento da parte del Tar Lazio (sentenza n. 5714 del 17 aprile 2015) della circolare n. 2/14 del Dipartimento della Funzione pubblica in materia di assenze dal servizio per visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici.

La predetta circolare, interpretando la norma di cui al comma 5-ter dell’art. 55-septies del D.Lgs. n. 165/2001, così come modificata dalla legge di conversione del decreto legge n. 101 del 31 agosto 2013, aveva disposto che per l’effettuazione di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici, il dipendente avrebbe dovuto fruire dei permessi per documentati motivi personali di cui all’art. 18, comma 2, del CCNL 16/5/1995, o di istituti contrattuali similari o alternativi (ad esempio i permessi brevi), non potendo più imputare a malattia l’assenza dal servizio dovuta alle predette fattispecie.

Con la sentenza n. 5714 del 17 aprile 2015, i giudici amministrativi del Tar Lazio rilevano che la nuova formulazione della norma di cui al comma 5-ter dell’art. 55-septies del D.Lgs. n. 165/2001 – che usa l’espressione “il permesso è giustificato” al posto della precedente “l’assenza è giustificata” – è generica e funzionale alla regolazione di situazioni di assenza dal lavoro non direttamente collegate ad uno stato patologico acclarato, in quanto la necessità di sottoporsi ad una visita o ad un controllo medico non presuppone necessariamente la presenza di una patologia in atto, e sottolineano, al contempo, che un’interpretazione logicamente e sistematicamente orientata della predetta norma non può essere quella proposta con la circolare n. 2/2014 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica, che richiama direttamente i permessi per “documentati motivi personali secondo la disciplina dei CCNL o di istituti contrattuali similari o alternativi (come i permessi brevi o la banca delle ore)”. Tale richiamo diretto è inammissibile, secondo i giudici amministrativi, “perché, evidentemente, tali permessi, e la relativa contrattazione di comparto, erano stati individuati nella vigenza della normativa precedente, che non faceva distinzione sull’assenza per malattia, come sopra evidenziato”.

Ne consegue, per l’organo giudicante, che la novella legislativa in questione deve comportare, per la sua applicazione, una revisione della disciplina contrattuale di riferimento, per cui la circolare n. 2/2014 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione pubblica viene annullata per illegittimità in quanto la materia oggetto del novellato comma 5-ter dell’art. 55-septies del D.Lgs. n. 165/2001, deve trovare attuazione nella disciplina contrattuale, da rivisitare, e non in atti generali, quali appunto la circolare annullata, che impongono modifiche unilaterali a CCNL già sottoscritti.

Pertanto, in ossequio alla sentenza di annullamento appena illustrata, immediatamente esecutiva pur non risultando ancora formatosi il giudicato in materia, la circolare n. 11006 del 1° aprile 2014 in materia di assenze dal servizio per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici è revocata dal 24 aprile 2015.

In attesa delle nuove norme contrattuali, ovvero delle ulteriori indicazioni che vorrà fornire il Dipartimento della funzione pubblica, le assenze dal servizio per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici potranno quindi essere imputate dai dipendenti a malattia secondo i criteri applicativi e le modalità definite dagli orientamenti giurisprudenziali consolidati e dall’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni precedentemente alla circolare annullata.

Ministero della Salute – Nota N. 14368/2015
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