Diritto

Via libera al sequestro dei beni del legale rappresentante che evade l’Iva

Via libera al sequestro dei beni del legale rappresentante che evade l'Iva
Via libera al sequestro preventivo dei beni personali del legale rappresentante che non versa l’Ival’esistenza del fumus del reato

Via libera al sequestro preventivo dei beni personali del legale rappresentante che non versa l’Iva.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 15050 depositata il 2 aprile, afferma la responsabilità penale di chi ha commesso il reato anche se il profitto derivante dall’evasione rimane nelle casse della società. La terza sezione penale respinge così il ricorso del legale rappresentante contro la decisione, del Gip prima e del tribunale poi, di avallare il sequestro per equivalente disposto dall’Agenzia delle Entrate sui conti correnti privati dell’amministratore, per l’imposta non pagata a nome della società.

Secondo l’amministratore, prima di “attingere” ai suoi conti correnti doveva essere “aggredito” il patrimonio della società che non poteva dirsi estranea a un reato dal quale aveva tratto un vantaggio. Senza contare che il ricorrente aveva dichiarato di aver agito per cause di forza maggiore, perché l’azienda non aveva la disponibilità per saldare il conto con l’Erario.

Di parere diverso la Cassazione che individua l’unico limite per la legittimità del sequestro nella proporzionalità dei beni. La Suprema corte afferma infatti che “in caso di reati tributari commessi nell’interesse della persona giuridica, il sequestro preventivo funzionale alla confisca sui beni della persona fisica non richiede, per la sua legittimità, la preventiva escussione del patrimonio dell’ente“.

Cassazione – Sentenza N. 15050/2013

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *