Fisco

Via libera al riccometro, il nuovo strumento per smascherare gli evasori del Welfare

In attesa del redditometro per smascherare gli evasori fiscali, ecco il riccometro per sbugiardare i furbetti del Welfare che abusano dei servizi sociali e rubano i diritti a chi davvero ne ha bisogno
In attesa del redditometro per smascherare gli evasori fiscali, ecco il riccometro per sbugiardare i furbetti del Welfare che abusano dei servizi sociali e rubano i diritti a chi davvero ne ha bisogno

In attesa del redditometro per smascherare gli evasori fiscali, ecco il riccometro per sbugiardare i furbetti del Welfare che abusano dei servizi sociali e rubano i diritti a chi davvero ne ha bisogno. Col via libera di ieri della Conferenza unificata tra Governo, Comuni e Regioni è ormai pronto ai nastri di partenza il nuovo Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie che detta le regole per accedere alle prestazioni sociali agevolate: asili nido, assegni di maternità, disabilità, bollette della luce, bonus sui canoni telefonici, ma anche mense scolastiche, tasse universitarie, libri di testo. E chissà se anche per il calcolo dell’Imu. La crociata anti evasione si attrezza di nuove armi ed entro l’anno – il Dpcm va forse domani in Consiglio dei ministri per poi passare al parere del Parlamento e tornare a palazzo Chigi per l’ok finale – potrà debuttare sul campo sempre più avaro di risorse e di chance dei servizi sociali.

Non è un caso la soddisfazione con cui ieri ministri ed enti locali hanno accolto il primo sì al decreto, stoppato dalla componente cattolica anche governativa nell’ultimo scorcio del Governo di Mario Monti. «Il nuovo Isee mette l’Italia all’avanguardia in Europa. Mi auguro che il Parlamento si esprima al più presto», ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, sottolineando che «ogni giorno in più che passa è un giorno in più di ingiustizia». Perché, ha incalzato Graziano Delrio, ministro degli Affari regionali, «l’Isee è uno strumento di equità e giustizia che permette di uscire dal vizio molto italiano di chi non pensa che, se si usufruisce di prestazioni agevolate non avendone diritto, si toglie questo diritto a qualcun altro». Commenti sottoscritti in pieno da governatori e sindaci, da Vasco Errani ad Alessandro Cattaneo. Mentre la madre della riforma, il vice ministro al Lavoro Cecilia Guerra, sottosegretario con Monti, è rimasta defilata.

Se il nuovo Isee – che lascia ampia discrezionalità a regioni e comuni – saprà vincere la sfida dell’«equità sociale», lo vedremo col tempo. Certo la macchina dei controlli (in teoria rafforzata) dovrà essere perfetta. Anche se le armi a disposizione non mancano. Auto di lusso, moto di grossa cilindrata, yacht finiranno sotto la lente e faranno perdere punti. Debutterà nel calcolo della ricchezza la componente dei patrimoni mobiliari – tetto di franchigia a 10mila euro – dai Bot alle partecipazioni azionarie anche all’estero, conti correnti bancari e postali, obbligazioni, certificati di deposito e credito, buoni fruttiferi, quote di fondi di investimento. Fari puntati sul patrimonio immobiliare, anche all’estero, nel quale il valore di case e terreni è quello valido ai fini Imu: si potrà sottrarre il mutuo residuo e per chi vive nella casa di proprietà il valore dell’abitazione, al netto del mutuo, sarà pari a due terzi. Più sconti per chi ha disabili in famiglia e per i nuclei numerosi, calcolo dei redditi con sconti differenziati per lavoratori dipendenti e pensionati. E poi una nuova definizione del nucleo familiare, altra leva fondamentale della riforma.
Per un nuovo Isee che sarà “mobile”: l’«Isee corrente» potrà farà riferimento infatti all’ultimissima condizione reddituale. Un omaggio ai tempi della crisi e della perdita del posti di lavoro che possono far precipitare all’improvviso le famiglie nel baratro dell’indigenza.

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