Lavoro

Vecchi contratti a termine senza sanzione anche se sforano il tetto del 20%

Vecchi contratti a termine senza sanzione anche se sforano il tetto del 20%
Anche se fanno sforare all’azienda il tetto del 20%, i contratti a tempo determinato stipulati prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2014 (21 marzo 2014) non sono soggetti a sanzione

Vecchi contratti a termine senza sanzione. Anche se fanno sforare all’azienda il tetto del 20%, i contratti a tempo determinato stipulati prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 34/2014 (21 marzo 2014) non sono soggetti a sanzione. E non lo sono nemmeno se l’azienda non rientra nel tetto del 20% entro il 31 dicembre 2014, come imposto dalla legge di conversione dello stesso D.L. n. 34 /2014, la Legge n. 78/2014. È quanto precisato dal Segretario generale del Ministro del Lavoro, Paolo Pennesi, rispondendo ai quesiti formulati nel corso del Forum lavoro 2014, organizzato da ItaliaOggi in collaborazione con la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.

Termine senza causale
Dal 21 marzo per assumere a termine non è più necessaria una causale, ma occorre rispettare un limite numerico di tali assunzioni, cioè il 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno in cui si effettua l’assunzione a termine. Ai datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti (che con la condizione del 20% non potrebbero fare alcuna assunzione a termine) è concesso di stipulare comunque un contratto a termine.

Nella forza lavoro solo dipendenti
In merito al calcolo del limite quantitativo è stato chiesto al Ministero del Lavoro di precisare a quale tipologia di organico si riferisce la norma. Il Ministero ha spiegato che il tetto del 20% «opera con riferimento ai lavoratori subordinati a tempo indeterminato» con esclusione «di tutte le forme di lavoro non subordinato (quindi, ad esempio, co.co.pro.)».

La sanzione
Per il caso di sforamento del tetto del 20% la Legge n. 78/2014 ha introdotto la specifica sanzione di tipo economico, pari:

  • al 20% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro, se il numero dei lavoratori assunti oltre il tetto è 1;
  • al 50% della retribuzione, per ciascun mese o frazione di mese superiore a 15 giorni di durata del rapporto di lavoro, per tutti i lavoratori assunti oltre tetto (anche sul primo), se il numero dei lavoratori assunti oltre il tetto è superiore a 1.

In merito alla nuova sanzione è stato chiesto al Ministero se sia immediatamente operativa. Il Ministero ha risposto affermativamente «ma soltanto per i nuovi contratti». E ha aggiunto che «lo sforamento dovuto a contratti a termine in essere può essere ricondotto nei limiti di legge entro il 31 dicembre 2014». Ciò vuol dire, ad esempio, che se un’azienda avendo in forza 20 dipendenti a tempo indeterminato si trova oggi con 6 anziché 4 dipendenti a termine, assunti entro il 20 marzo 2014, essa non sarà sanzionata per i due contratti a termine oltre soglia (il 20% di 20 dipendenti è 4). Questa azienda ha un solo obbligo, previsto dalla Legge n. 78/2014: rientrare nella soglia entro il 31 dicembre 2014. Come potrà fare? Due le possibilità.

La prima è quella di licenziare i due dipendenti a termine oltre soglia. Il datore di lavoro, a tal fine, potrebbe invocare proprio la nuova «soglia» quale giusta causa di licenziamento perché, altrimenti, l’azienda non potrebbe sciogliere il contratto (licenziamento) prima del termine. E questo sarebbe un vero boomerang per i lavoratori. L’alternativa sarebbe quella di effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato al fine di coprire la quota (o trasformare i contratti a termine a tempo indeterminato e questa potrebbe essere l’idea dei Tribunali). Nell’esempio si tratterebbe di dover fare 10 nuove assunzioni a tempo indeterminato, così da portare la forza lavoro a 30 e ottenere la quota di 6 dipendenti a termine (il 20% di 30). Poiché nessuna delle due possibilità è realisticamente praticabile, soccorre lo stesso D.L. e le precisazioni fornite dal Ministero del Lavoro: se l’azienda non dovesse adeguarsi entro il 31 dicembre 2014, la nuova sanzione non verrà comunque applicata ai vecchi contratti oltre tetto. In tal caso, ha precisato il Ministero del Lavoro, «il Legislatore prevede l’impossibilità a stipulare nuovi contratti di lavoro a tempo determinato fino a quando il datore di lavoro non rientri nel limite percentuale previsto». Una soluzione che va bene all’azienda e ai lavoratori.

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