Italia

Università, anche 500 euro per stanza in centro. Studiare al Sud costa la metà

Nel 2013 i prezzi per una stanza in affitto si mantengono su quelli del 2012 con picchi verso l'alto nelle zone più prossime alle università o collegate meglio
Nel 2013 i prezzi per una stanza in affitto si mantengono su quelli del 2012 con picchi verso l’alto nelle zone più prossime alle università o collegate meglio

Messi da parte i libri dopo l’esame di maturità è tempo di scegliere la facoltà a cui iscriversi. Scelta su cui pesa anche la distanza dall’ateneo desiderato. I costi che devono affrontare gli studenti fuori sede non sono, infatti, da sottovalutare e possono diventare un discrimine per la decisione. A tracciare un primo quadro dei costi di soggiorno fuori dalla propria città per uno studente fuori sede il portale specializzato Studenti.it che ha anche aperto un sondaggio per chiedere ai propri utenti le proprie esperienze in merito.

I prezzi, rileva il sito che, a ridosso del nuovo anno accademico, ha consultato le principali bacheche online con gli annunci di affitto per studenti di alcune città, in generale si mantengono su quelli del 2012 con picchi verso l’alto nelle zone più prossime alle università o collegate meglio. Allontanarsi dal centro o dalle zone più gettonate fa risparmiare e studiare in un capoluogo del Sud costa la metà.

A Milano i prezzi in generale sono alti ma variabili a seconda della zona. Per una singola i prezzi oscillano tra i 400 e i 500 euro, ma in centro si possono arrivare a spendere oltre 600 euro (zona Porta Romana). Per un posto letto si va dai 265 ai 320 euro e le spese non sono incluse. Più ci si allontana dalle zone centrali o universitarie e più calano i prezzi: a Masate per una singola si possono spendere circa 300 euro al mese, spese incluse.

A Roma, affittare una stanza singola in una zona universitaria come Piazza Bologna, nei pressi della Sapienza, costa tra i 450 ed i 500 euro mentre il posto letto oscilla intorno ai 270 euro. Prezzi analoghi anche nelle altre zone universitarie come San Paolo, vicino a Roma 3 o nei pressi del Policlinico Gemelli. A fare il prezzo non è solo la vicinanza agli atenei bensì i collegamenti: anche a Furio Camillo la singola costa intorno ai 450 euro spese incluse, vicino alla stazione Tiburtina siamo sui 470. Chi è disponibile ad allontanarsi dal centro risparmia: in zona Collatina per una singola si possono spendere 320 euro circa.

Gli affitti a Napoli, rileva ancora il sito, sono molto più bassi che nelle città universitarie del Nord. Il costo di una singola si aggira tra i 250 ed i 300 euro in centro, 300 euro anche in zona Vomero con contratto. Stanze singole tra i 150 e i 180 euro.

I costi di affitto, spiega ancora Studenti.it, raddoppiano se la casa/stanza viene trovata attraverso l’annuncio di un’agenzia: in questo caso all’agenzia spetta una commissione pari a una mensilità (che pagherà lo studente) a cui si dovrà aggiungere anche la caparra da dare al proprietario, anche questa pari a una mensilità: il primo mese può costare carissimo e per una stanza si possono arrivare a sborsare 1.200 – 1.500 euro.
Ma il costo di studiare lontano da casa non è determinato solo dall’alloggio. Bisogna mangiare, pagare la retta universitaria, acquistare libri, pagare i trasporti.

E se in alcune città sindaci illuminati hanno decretato tasse universitarie a costo 0 per incentivare le immatricolazioni anche in tempo di crisi (ad esempio a L’Aquila, Camerino, a Foggia per studenti con un genitore in cassa integrazione) le voci di spesa dei fuorisede sono ancora tante.

Gasparri, blitz un errore, servono controlli regolari: «Tutti devono pagare. I controlli vanno fatti. L’economia è al collasso. Il turismo è in crisi. E che si fa? Un bel blitz fiscale a colpi di controlli tanto per mettere ancora più in crisi le imprese turistiche e creare il panico tra i cittadini. Ma a chi vengono queste idee geniali? Perchè i controlli non vengono fatti con regolarità senza azioni spettacolari che partono da una presunzione di colpa e dalla volontà di fare scena? Pagare è doveroso. Mandare l’economia all’aria era una passione di Monti. Perchè imitarlo caro Enrico Letta? Il fisco va rispettato ma i cittadini pure. Soprattutto in un momento di crisi profonda». Lo dichiara Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato (Pdl).

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