Lavoro

Unioni civili con rendita Inail

Unioni civili con rendita Inail
Dalla facoltà di ricorrere all’impresa familiare all’attribuzione di prestazioni Inail, passando per l’indeducibilità dei compensi e del costo del lavoro del partner, la legge sulle unioni civili avrà più di un effetto sulla gestione del personale

Consulenza del lavoro da rivedere e aggiornare. Dalla facoltà di ricorrere all’impresa familiare all’attribuzione di prestazioni Inail (rendite ecc.), passando per l’indeducibilità dei compensi (nel caso di professionisti) e del costo del lavoro (nel caso di imprese) del partner, infatti, la legge sulle unioni civili, che sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di lunedì, avrà più di un effetto sulla gestione del personale.

Unioni civili
Le maggiori conseguenze si avranno dalle «unioni civili tra persone dello stesso sesso», che la nuova legge inquadra come «formazioni sociali». Per esse, infatti, è espressamente stabilito che «le norme che contengono le parole «coniuge», «coniugi», «marito» e «moglie», ovunque ricorrano nelle leggi, nei regolamenti, negli atti amministrativi e anche nei contratti collettivi, trovano applicazione anche alla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso».

Gli effetti sulla gestione del personale
Dal punto di vista del contratto di lavoro, per esempio, le unioni civili (ma anche le convivenze di fatto, per espressa previsione di legge) potranno fare ricorso all’impresa familiare. Come pure il partner potrà svolgere prestazioni occasionali nell’impresa dell’altro partner, senza che questi debba dichiararlo e assoggettare a contribuzione qualora già sia impiegato a tempo pieno presso altro datore di lavoro oppure sia pensionato (è l’ipotesi c.d. di lavoro occasionale familiare).

Dal punto di vista del rapporto di lavoro, la legge determinerà l’estensione del pieno diritto a congedi e permessi previsti a favore del coniuge a carico. Esempi: la possibilità di assentarsi per due anni dal lavoro per assistere il partner malato grave; oppure il diritto a tre giorni di permesso dal lavoro in caso di decesso del coniuge.

Dal punto di vista fiscale, invece, le novità saranno di segno contrario. Ad esempio, qualora si dovesse avere un’unione di fatto tra il titolare di uno studio professionale e un suo collega dipendente, il costo del lavoro di quest’ultimo diventerà indeducibile (il partner, però, ci guadagnerà: il suo reddito sarà esentasse). I primi aggiornamenti richiesti, probabilmente, saranno quelli in busta paga. Fatta l’unione civile, il giorno dopo si potrà richiedere al proprio datore di lavoro il riconoscimento delle detrazioni fiscali per il partner eventualmente a proprio carico, nonché l’assegno al nucleo familiare erogato dall’Inps.

Infine, ci sono le prestazioni previdenziali e assistenziali, per le quali le novità sono numerose. A cominciare dalla pensione di reversibilità (la legge sulle unioni civili assicura al partner il 60% della pensione del partner defunto, fatte salve le normali riduzioni connesse al possesso di redditi), a finire alle rendite dell’Inail. Queste ultime, in particolare, sono erogate ai familiari del lavoratore morto sul lavoro e, quindi, potrà essere erogata al partner sopravvissuto, solo in caso di unione civile e non invece nel caso di convivenza.

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