Fisco

UNICO 2015: versamento omesso o carente, ecco come rimediare

UNICO 2015: versamento omesso o carente, ecco come rimediare
Per i ritardatari sarà comunque possibile procedere al pagamento di tributi e contributi entro il 16 luglio 2015, con la maggiorazione dello 0,40 per cento a titolo di interessi

Il 16 giugno è scaduto il primo termine per versare le imposte da UNICO 2015. Il successivo termine è fissato al 16 luglio 2015 con la maggiorazione a titolo di interessi dello 0,40%. Tali scadenze sono state differite per i contribuenti soggetti alla disciplina degli studi settore.
È stato infatti approvato il D.P.C.M. che differisce, per i soli contribuenti assoggettati alla disciplina degli studi di settore, il termine del 16 giugno al 6 luglio e quello del 16 luglio al 20 agosto 2015.
In seguito alla scadenza di tali termini sarà possibile sanare le violazioni commesse esclusivamente con il ravvedimento operoso.

Ravvedimento operoso
L’art. 13, D.Lgs. n. 472/1997 consente di regolarizzare, mediante il ravvedimento, le violazioni commesse in sede di predisposizione e di presentazione della dichiarazione, nonché il pagamento delle somme dovute. In merito si ricorda che il contribuente può avvalersi del ravvedimento operoso anche qualora siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, fatte salve le ipotesi in cui sia stato notificato un atto di liquidazione o accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972.

Al contribuente può convenire sanare la propria posizione fruendo del ravvedimento operoso perché tale istituto gli consente di rimuovere le violazioni commesse, usufruendo di una riduzione delle relative sanzioni. In caso di ravvedimento, le sanzioni applicabili sono diverse in base al tempo in cui la violazione viene sanata e nello specifico sono pari a:

  • 1/10 del minimo se il pagamento del tributo o di un acconto viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua scadenza;
  • 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/8 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • 1/7 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/6 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/10 del minimo della sanzione prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se la dichiarazione viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, indipendentemente se sia dovuta o meno imposta.
Per i contribuenti che regolarizzano gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e ritenute entro i 14 giorni successivi alla scadenza, la sanzione è pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo e alla stessa si accompagna il versamento dei relativi interessi legali, con maturazione giorno per giorno (tasso del 2,5% dal 1° gennaio 2012, dell’1% dal 1° gennaio 2014 e dello 0,5% dal 1° gennaio 2015).

I principali codici tributo da utilizzare per il versamento degli interessi e delle sanzioni derivanti dal ravvedimento operoso sono:

  • 1989 – Interessi ravvedimento IRPEF;
  • 1994 – Interessi ravvedimento Addizionale regionale all’IRPEF;
  • 1998 – Interessi ravvedimento Addizionale comunale all’IRPEF;
  • 8901 – Sanzione pecuniaria IRPEF;
  • 8902 – Sanzione pecuniaria Addizionale regionale all’IRPEF;
  • 8926 – Sanzione pecuniaria Addizionale comunale all’IRPEF;
  • 8911 – Sanzioni pecuniarie per altre violazioni tributarie relative alle imposte sui redditi.

Dichiarazione integrativa
Dopo il 30 settembre 2015 sarà possibile presentare una dichiarazione integrativa per la rettifica di situazioni che abbiano determinato un minor debito di imposta o un maggior credito rispetto a quanto previsto (dichiarazione integrativa a sfavore), sia per correggere situazioni che abbiano determinato un maggior debito di imposta o un minor credito (dichiarazione integrativa a favore).

Nel primo caso la dichiarazione integrativa può accompagnarsi al ravvedimento operoso secondo le modalità sopra esposte; nel secondo caso, invece, essa può accompagnarsi alla procedura di rimborso tramite istanza all’Amministrazione finanziaria.

In particolare, la dichiarazione integrativa a sfavore può essere presentata entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione originaria. La presentazione di una dichiarazione integrativa dalla quale dovesse risultare una maggiore imposta dovuta (ovvero un minor credito spettante) costituirà titolo per la riscossione, oltre all’applicazione degli interessi e della sanzione per omesso, infedele o tardivo versamento dell’imposta di cui all’art. 13, D.Lgs. n. 471/1972.

Qualora la dichiarazione integrativa a sfavore venisse presentata prima dell’avvio dell’attività di controllo, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, è ammesso il ravvedimento operoso con versamento spontaneo della maggiore imposta, unitamente agli interessi e alla sanzione in misura ridotta ad 1/8.

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