Fisco

Unico 2013 verso la proroga all’8 luglio

Unico 2013 verso la proroga all'8 luglio
Ore decisive per la proroga dei versamenti di Unico. L’ipotesi su cui si sta lavorando è uno spostamento delle scadenze all’8 luglio senza maggiorazione e al 20 agosto con lo 0,40% in più per i circa 3,5 milioni di contribuenti

Ore decisive per la proroga dei versamenti di Unico. L’ipotesi su cui si sta lavorando è uno spostamento delle scadenze all’8 luglio senza maggiorazione e al 20 agosto con lo 0,40% in più per i circa 3,5 milioni di contribuenti (imprenditori, autonomi e società) soggetti a studi di settore. Salvo ripensamenti dell’ultima ora, la decisione del posticipo rispetto al termine attuale del 17 giugno potrebbe essere ufficializzata già oggi in commissione Finanze della Camera all’interrogazione presentata da Maurizio Bernardo (Pdl). Mentre al momento non sembra esserci alcun margine per spostare in avanti i versamenti per l’acconto Imu in scadenza sempre il 17 giugno.

La proroga su Unico dovrebbe, quindi, ricalcare grosso modo quella già concessa lo scorso anno: si andrebbe alla cassa fino all’8 luglio senza maggiorazione e dal 9 luglio al 20 agosto con lo 0,40% aggiuntivo. Il differimento andrebbe incontro alle richieste arrivate dalle associazioni di categoria e dai professionisti nel corso delle ultime settimane. Non a caso l’interrogazione di Bernardo prende le mossa proprio dall’appello al Ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, da parte dell’Ordine dei commercialisti di Roma e condiviso da altri 62 Ordini. Un appello che sottolineava il ritardo nel rilascio della versione definitiva del software Gerico per i contribuenti soggetti a studi di settore e l’incrocio “pericoloso” con l’acconto Imu che – nonostante la sospensione sulla prima casa in attesa del restyling complessivo della tassazione sugli immobili – riguarda comunque quasi 30 milioni di immobili.

Va ricordato che la risposta fornita mercoledì scorso all’interrogazione presentata dal vicepresidente della commissione Finanze della Camera, Enrico Zanetti, aveva escluso uno slittamento per gli studi di settore perché l’iter di definizione di tutta la procedura fosse a buon punto. Negli ultimi giorni l’Agenzia delle Entrate ha accelerato sul fronte degli strumenti necessari per il calcolo delle imposte dovute. Lunedì, infatti, è stata pubblicata la release definitiva del programma per determinare gli importi dell’autotassazione insieme ai 205 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti che sono parte integrante di Unico 2013. Il pressing della politica starebbe convincendo l’amministrazione finanziaria (nonostante le smentite su una proroga arrivate anche ieri) della difficoltà di gestire due scadenze ravvicinate come l’Imu e il prelievo sui redditi dello scorso anno (Irpef o Ires ma anche Irap), di fronte al quale commercialisti, altri professionisti abilitati e Caf sarebbero chiamati a un vero e proprio tour de force nelle prossime due settimane.

Del resto, anche sul 730 la scelta è stata quella di optare per un differimento, motivato proprio dall’Imu. Il Dpcm è stato firmato dal Ministro dell’Economia ed è andato alla firma del presidente del Consiglio, Enrico Letta. La pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» è attesa per oggi anche in vista della scadenza per la consegna della dichiarazione ai Caf entro domani, venerdì 31 maggio. L’ufficializzazione porterà a lunedì 10 giugno il termine ultimo per affidare il modello nelle mani dei centri di assistenza fiscale e dei professionisti abilitati, che poi dovranno consegnare entro il 24 giugno la copia della dichiarazione dei redditi elaborata e il prospetto di liquidazione al contribuente ed entro l’8 luglio dovranno inviarla alle Entrate. Anche in questa circostanza sono state le difficoltà emerse prima con le incertezze e poi con le novità introdotte dal Dl 54/2013 sull’Imu a richiedere un intervento per i tempi supplementari.

In particolare la consulta dei Caf aveva lanciato l’allarme su circa 100mila dichiarazioni di lavoratori dipendenti e pensionati da rifare dopo il congelamento dell’Imu sull’abitazione principale e le relative pertinenze (con l’esclusione naturalmente degli immobili di pregio). Si tratta dei casi in cui i contribuenti interessati avevano scelto di destinare il credito Irpef che emergeva dal 730 per abbattere l’imposta sulla prima casa e che, senza proroga, avrebbero richiesto la presentazione di una dichiarazione integrativa entro il 25 ottobre. La proroga sul 730 e quella che potrebbe maturare sui versamenti dei contribuenti soggetti a studi di settore finisce con il rendere molto difficile se non impossibile lo slittamento per l’Imu, anche alla luce dell’impatto negativo di un eventuale differimento per la tenuta dei bilanci degli enti locali. Bilanci su cui proprio ieri l’Anci ha chiesto una proroga per l’approvazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *