Fisco

Uil, l’aumento dell’aliquota Tasi causerà un aggravio di 40 euro a famiglia

Quello che si va profilando sulla Tasi, con l’aumento dell’attuale aliquota massima dal 2,5 per mille al 3 per mille sulla prima casa e il superamento del tetto della somma di Imu e Tasi sugli altri immobili dal 10,6 per mille all’11,1 per mille, comporterà un ulteriore aggravio di 40 euro medi a famiglia. E’ quanto emerge da uno studio della Uil, che sottolinea che il gettito stimabile, comprese le seconde case e gli altri immobili, è di 1,4 mld di euro. Secondo le intenzioni del Governo, continua la Uil, l’extragettito dell’aumento dell’aliquota massima dovrebbe essere destinato prioritariamente a introdurre ulteriori detrazioni per fasce deboli utilizzando il reddito Isee. In ogni caso, questa facoltà viene rimandata ai Comuni, che avendo maggiori margini di manovra, potranno utilizzare il gettito o per prevedere detrazioni per tutti, o per detrazioni specifiche, oppure per coprire “buchi di bilancio” e per migliorare i servizi. Per Guglielmo Loy, segretario confederale Uil, “se si arrivasse al 3 per mille sulle prime case, mediamente, senza detrazioni, si pagherebbero 237 euro medi (il costo medio dell’Imu nel 2012 era di 225 euro)”. Ovviamente a tali cifre, occorre quantificare le eventuali detrazioni: “secondo un nostro calcolo, sommando il gettito dell’aumento dell’aliquota (1,4 miliardi), con i 500 mln già stanziati dalla Legge di Stabilità si arriva a circa 1,9 mld di euro, che equivarrebbero a circa 150 euro medi. In sintesi il rischio è di dover pagare per la Tasi quanto e più dell’Imu, anche con eventuali detrazioni“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *