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Tutti gli sconti fiscali per chi si iscrive all’università

Tutti gli sconti fiscali per chi si iscrive all'università
Il fisco fa lo sconto su tasse e contributi pagati per l’università. Le somme versate, infatti, possono essere detratte dall’Irpef nella misura del 19 per cento

Il fisco fa lo sconto su tasse e contributi pagati per l’università. Le somme versate, infatti, possono essere detratte dall’Irpef nella misura del 19 per cento. Tra i contributi che è possibile portare in detrazione c’è anche quello per la partecipazione alla prova di selezione eventualmente prevista dalla facoltà alla quale lo studente intende iscriversi, a condizione che sia richiesta dall’ordinamento.

Per le università pubbliche non sono previsti limiti di spesa, mentre il tetto entro cui calcolare lo sconto per i corsi universitari privati è rappresentato dalla misura massima delle tasse e dei contributi versati agli istituti statali italiani, indipendentemente da riduzioni o facilitazioni legate all’Isee. Sono agevolate anche l’iscrizione e la frequenza di università telematiche, purché riconosciute con decreto dal Miur, e di conservatori musicali. Per questi ultimi, le spese per l’iscrizione ai nuovi corsi istituiti ai sensi del Dpr n. 212/2005 presso i conservatori di musica e gli istituti musicali pareggiati, sono equiparate a quelle per l’iscrizione ai corsi universitari, mentre le spese d’iscrizione ai corsi di formazione relativi al precedente ordinamento sono equiparate a quelle sostenute per la formazione scolastica secondaria. Sono esclusi invece gli istituti musicali privati.

Anche gli studenti italiani che decidono di andare a studiare all’estero possono usufruire degli stessi vantaggi fiscali, ma con alcune limitazioni. La detrazione dall’Irpef pari al 19% è prevista anche per i pagamenti effettuati a istituti stranieri; l’importo su cui calcolarla, però, non può eccedere quello stabilito per tasse e contributi previsti per la frequenza di corsi similari tenuti presso l’università statale italiana più vicina al domicilio fiscale del contribuente, come chiarito dal Ministero delle Finanze nella circolare 12 maggio 2000, n. 95. Vale, in altri termini, la stessa regola applicabile al caso in cui lo studente si iscriva a un corso universitario privato in Italia, con la differenza che, in quest’ultimo caso, si deve ricercare un corso equiparabile svolto da un’università pubblica nella stessa città o in una città della stessa regione.

Non danno diritto ad alcun beneficio, invece, le spese sostenute per le cosiddette vacanze studio, sia pure trascorse all’interno di un campus universitario, e i contributi pagati per il riconoscimento della laurea conseguita all’estero, anche se pagati a un’università pubblica statale, secondo quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 1 luglio 2010 n. 39/E. Restano fuori dal beneficio anche le spese diverse da quelle strettamente inerenti alla frequenza del corso universitario, come ad esempio l’acquisto di libri e altri strumenti didattici, il vitto e i viaggi.

L’alloggio. I benefici fiscali per gli studenti universitari non si esauriscono con gli sconti sulle tasse e i contributi, ma vi è un’ulteriore possibilità, che consiste nella detrazione, sempre nella misura del 19%, da calcolare sulle spese sostenute per alloggiare fuori sede. Le ipotesi previste dal legislatore sono innanzitutto quelle relative al pagamento di canoni relativi ai contratti di ospitalità, agli atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative. A queste si affiancano i contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge n. 431/1998.

La detrazione deve essere calcolata su un importo massimo di 2.633 euro annui e può essere fruita anche se l’onere è sostenuto nell’interesse di familiari a carico.

Dal primo gennaio 2012 la detrazione per canoni di locazione e ospitalità è stata estesa anche agli studenti che si recano all’estero. I contratti, ovviamente, devono essere stipulati ai sensi della normativa vigente nello Stato in cui l’immobile è situato ed esclusivamente da parte degli studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università ubicata nel territorio di uno stato membro della Ue o in uno degli stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo (Sse). La detrazione sui canoni di locazione, quindi, oltre all’importo massimo su cui deve essere calcolata, incontra l’ulteriore ostacolo della territorialità, non essendo consentita se l’alloggio non è situato in uno degli stati aderenti allo See, che attualmente comprende i 27 Paesi aderenti alla Ue e l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia.

Detta limitazione non è prevista per la detrazione delle spese di istruzione sostenute all’estero, per cui se, ad esempio, ci si reca a studiare negli Stati Uniti, si avrà diritto allo sconto sulle spese universitarie, ma non su quelle relative all’alloggio. Entrambe le agevolazioni seguono il principio di cassa, per cui conta l’anno in cui la spesa è stata materialmente sostenuta, indipendentemente dal periodo cui si riferisce. Ne possono usufruire i genitori, se il figlio è a loro carico, e spettano al genitore cui è intestato il documento che certifica la spesa. Se il documento è intestato al figlio, le spese devono essere ripartite tra i due genitori in parti uguali, ovvero nella diversa percentuale che deve essere annotata sul documento medesimo. Se uno dei coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare l’intero ammontare.

I conti. Vale il principio di cassa, per cui conta l’anno in cui la spesa è stata materialmente sostenuta. Se il figlio studente è a carico di altri, ad esempio i genitori, dello sconto fiscale usufruiscono questi ultimi: le spese devono essere ripartite tra i genitori con riferimento al loro effettivo sostenimento, annotando sul documento la percentuale di ripartizione, se diversa dal 50 per cento. In caso di coniuge a carico dell’altro, quest’ultimo può considerare l’intera spesa sostenuta.

Anche le borse di studio universitarie fruiscono di sconti fiscali. Di norma le somme corrisposte a titolo di borsa di studio, assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, il cui trattamento fiscale è identico a quello riservato ai redditi di lavoro dipendente. I sostituti d’imposta, quindi, sono tenuti a calcolare l’Irpef, al netto delle detrazioni di lavoro e per carichi familiari, e a prelevarla sotto forma di ritenuta d’acconto, nonché a rilasciare il Cud.

Sono esenti – e quindi non soggiacciono ai predetti obblighi – le borse di studio corrisposte dalle Regioni a statuto ordinario agli studenti universitari in base alla legge n. 390/1991 e quelle corrisposte allo stesso titolo dalle Regioni a statuto speciale e dalle Province autonome; quelle erogate dalle università e dagli istituti di istruzione universitaria per la frequenza dei corsi di perfezionamento e delle scuole di specializzazione, per i corsi di dottorato di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato e per i corsi di perfezionamento all’estero, ai sensi della legge n. 398/1989 e della legge n. 210/1998. In base al decreto legislativo n. 257/1991 sono state escluse da imposizione anche le somme corrisposte agli studenti che frequentano le scuole universitarie di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia. Le borse di studio erogate nell’ambito del programma Socrates e le somme aggiuntive corrisposte dalle università non sono tassabili, invece, a condizione che l’importo complessivo annuo non superi 7.746,85 euro.

Sono esenti le somme percepite da parte di cittadini stranieri in forza di accordi e intese internazionali, come le borse di studio Erasmus mundus, finanziate dalla Ue ed erogate dalle università italiane per promuovere la qualità dell’istruzione superiore europea e la comprensione interculturale. Secondo la legge n. 407/1998 usufruiscono dello sconto anche le borse di studio erogate a vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché agli orfani e ai figli di questi.

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