Lavoro

Tutte le novità su lavoro e previdenza con la Legge di Stabilità

Pensioni, esodati, riduzione del cuneo fiscale.

Sono questi i capitoli più rilevanti – e più discussi – del Ddl Stabilità 2014, i cui contenuti sono stati illustrati il 22 ottobre dal Presidente del Consiglio dei Ministri al Senato.

Si fornisce una sintesi delle misure in materia di lavoro e di previdenza.

Il testo della Legge di Stabilità 2014 predisposto per il prossimo triennio reca ora la firma del Presidente Napolitano ed è stata presentata dal Primo Ministro Letta al Senato ieri 22 ottobre.

In particolare si parte dal ritorno del contributi di solidarietà per i c.d. pensionati d’oro, passando per il blocco – per il 2014 – dei CCNL per gli impiegati pubblici, fino ad arrivare ai benefici Irap riservati alle imprese che assumono personale con contratto a tempo indeterminato. Queste ed altre novità verranno illustrate nel presente elaborato.

Gli interventi in materia di lavoro e previdenza possono dunque così essere riassunti:

Misure fiscali per il lavoro e le imprese (art. 6)
Detrazioni per reddito di lavoro dipendente ex art. 13 del TUIR Modificata (dal 2014) la norma di cui all’art. 13 del TUIR recente disposizioni in ordine alle detrazioni, dall’imposta lorda, rapportate al periodo di lavoro nell’anno, pari a:

  • 1.840 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro (norma invariata);
  • 1.520 euro, aumentata del prodotto tra 320 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro (norma che sarebbe così modificata);
  • 1.520 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro (norma che sarebbe cosi’ modificata);

Previsto il venir meno dell’attuale comma 2 dell’art. 13 cit. che contempla l’aumento della detrazione di cui all’attuale lett. C.).

Riduzione dei premi e contributi INAIL Con effetto dal 1° gennaio 2014, con decreto ministeriale, su proposta dell’INAIL, tenendo conto degli andamenti degli eventi relativi al rispetto della normativa generale sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, è stabilita la riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nel limite complessivo di un importo pari a 1.000 milioni di euro per l’anno 2014, 1.100 milioni di euro per l’anno 2015 e 1.200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.
ASpI Con effetto dal 1° gennaio 2014 e con riferimento alle trasformazioni di contratto a tempo indeterminato decorrenti dalla predetta data, si prevede la soppressione della limitazione del periodo di sei mesi in relazione al quale l’impresa che trasforma un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato può beneficiare, a normativa vigente (articolo 2, comma 30 della legge n. 92/2012) della restituzione del contributo addizionale di 1,4% dovuto per ASpI sulle retribuzioni relative ai rapporti di lavoro a tempo determinato.
Misure di carattere sociale (art. 7)
Ammortizzatori in deroga Previsto il rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga (2014); autorizzazione di spesa prevista per i contratti di solidarietà; previsione del finanziamento delle proroghe a ventiquattro mesi della cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività.
Esodati Con effetto sulle pensioni decorrenti dall’anno 2014 il contingente numerico previsto dall’articolo 9 del D.M. 22 aprile 2013 attuativo delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 231 e 233, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, con riferimento alla tipologia di lavoratori relativa alla lettera b) del medesimo comma 231 dell’articolo 1 della citata legge n. 228 del 2012 è incrementato di 6.000 unità. Trattasi dell’aumento del contingente numerico dei lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione. La Relazione tecnica alla Legge di Stabilità precisa che il predetto incremento del contingente numerico consente di dare attuazione ad un’interpretazione estensiva della disposizione esplicitata in sede di approvazione del decreto attuativo, con particolare riferimento ai soggetti coloro i quali, hanno ripreso l’attività lavorativa anche prima del 4 dicembre 2011.
LSU Previsto il rifinanziamento delle disposizioni in materia di lavori socialmente utili, integrazione salariale e formazione professionale per l’anno 2014; una parte delle risorse viene destinata per le finalità relative agli interventi in favore del comune e della provincia di Napoli e del comune di Palermo: prevista altresì la concessione di un contributo ai comuni con meno di 50.000 abitanti per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili con oneri a carico del bilancio comunale da almeno otto anni.
Carta acquisti La possibilità di potere godere della Carta Acquisti viene estesa ai cittadini comunitari ovvero familiari di cittadini italiani o comunitari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. La norma prevede altresì il rifinanziamento del fondo relativo al programma carta acquisti per l’anno 2014.
Rifinanziamento di esigenze indifferibili e ulteriori finanziamenti (art. 9)
Sostegno all’editoria Prevista l’istituzione di un fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria sul triennio 2014/2016. Il fondo sarà destinato ad incentivare l’innovazione tecnologica e digitale, a promuovere l’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali.
Compensi ai CAF La misura del compenso spettante ai CAAF per le attività svolte a favore dei contribuenti, dovrebbe essere annualmente adeguata sulla base della variazione dell’indice dei prezzi al consumo accertata dall’Istat. Detto adeguamento, tuttavia, potrebbe essere sospeso anche per gli anni 2015 e 2016.
Razionalizzazione della spesa pubblica (art. 10/11)
Apporto delle Casse professionali A decorrere dall’anno 2014, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea e del rispetto dei saldi strutturali di finanza pubblica, gli enti di cui al D.lgs. 30 giugno 1994, n. 509, e al D.lgs. 10 febbraio 1996, n. 103, possono assolvere alle disposizioni vigenti in materia di contenimento della spesa dell’apparato amministrativo effettuando un riversamento a favore dell’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun anno, pari al 12% della spesa sostenuta per consumi intermedi nell’anno 2010. Per detti enti, la presente disposizione sostituisce tutta la normativa vigente in materia di contenimento della spesa pubblica che prevede, ai fini del conseguimento dei risparmi di finanza pubblica, il concorso delle amministrazioni, ferme restando, in ogni caso, le disposizioni vigenti che recano vincoli in materia di spese di personale. Precisa la Relazione Tecnica che le disposizioni fin qui introdotte potrebbero, infatti, limitare la funzionalità delle casse in termini di minori investimenti e di mancati controlli sui rischi e sull’evasione contributiva, compromettendo il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità previsti da ultimo all’art. 24, comma 24, del D.L. n. 201/2011.
Blocco della contrattazione Le procedure contrattuali e negoziali ricadenti negli anni 2013-2014, del personale dipendente dalle Pubbliche Amministrazioni, possono produrre effetti limitatamente alla sola parte normativa e senza possibilità di recupero per la parte economica.
IVC La misura da computare per il periodo contrattuale 2015-2017 sarà quella in godimento al 31 dicembre 2013, nelle misure previste dall’articolo 9, comma 17, del D.L. n. 78/2010.
Trattamento accessorio del personale Proroga al 2014 delle norme volte a limitare l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche a livello dirigenziale. Ulteriore decurtazione (permanente) è prevista per il 2015.
“Turn over” nel pubblico impiego Le amministrazioni dello Stato (ad esclusione dei Corpi di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle Università ed Enti di ricerca), le Agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici, potranno procedere al turn-over del personale nella misura del 40% per l’anno 2015, del 60% per l’anno 2016, dell’80% per l’anno 2017 e del 100% a decorrere dall’anno 2018, anziché nei limiti attualmente vigenti pari al 50% nell’anno 2015 e al 100% a decorrere dall’anno 2016.Università ed enti di ricerca potranno procedere al turn-over del personale nella misura del 60% per l’anno 2016, dell’80% per l’anno 2017 e del 100% a decorrere dall’anno 2018, anziché del 50% nell’anno 2015 e al 100% a decorrere dall’anno 2016 (confermato l’attuale limite per il 2015).
Prestazione lavorativa in giorno di riposo La prestazione lavorativa resa nel giorno destinato al riposo settimanale o nel festivo infrasettimanale (nel settore pubblico) non dà diritto a retribuzione a titolo di lavoro straordinario se non per le ore eccedenti l’ordinario turno di servizio giornaliero. Sono fatti salvi gli effetti delle sentenze passate in giudicato alla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità 2014.
Razionalizzazione della spesa previdenziale (art. 12)
Rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici Rivisitata la norma in materia di indicizzazione delle pensioni per il triennio 2014-20016: si prevede un nuovo schema di indicizzazione per tutti i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS. Confermato il blocco delle indicizzazioni anche per l’anno entrante che riguarderà le pensioni di importo di euro 1.400 circa mensili (valore 2013).
Trattamento di fine servizio Il Legislatore intende

  1. incrementare di sei mesi (da sei a dodici mesi) il posticipo della prima scadenza utile per il riconoscimento dei trattamenti di fine servizio per limiti di età;
  2. rimodulare i limiti annuali del riconoscimento dei trattamenti di fine servizio, prevedendo il riconoscimento dello stesso in un unico importo annuale se l’ammontare complessivo della prestazione è complessivamente pari o inferiore a 50.000 euro (a normativa vigente, 90.000 euro); in due importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione è complessivamente superiore a 50.000 euro ma inferiore a 100.000 euro (a normativa vigente 150.000 euro). In tal caso il primo importo annuale è pari a 50.000 euro e il secondo importo annuale è pari all’ammontare residuo; in tre importi annuali se l’ammontare complessivo della prestazione è complessivamente uguale o superiore a 100.000 euro, in tal caso il primo importo annuale è pari a 50.000 euro, il secondo importo annuale è pari a 50.000 euro e il terzo importo annuale è pari all’ammontare residuo.

La disposizione si applica con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento dal 1° gennaio 2014.

Contributo di solidarietà sulle pensioni di importo elevato Si prevede per il triennio 2014-2016 che i trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, i cui importi complessivamente superino l’importo di 150.000 euro lordo annui, siano assoggettati ad un contributo di solidarietà destinato alle relative gestioni previdenziali pari al 5% della parte eccedente fino a 200.000 euro, al 10% per la parte eccedente 200.000 euro e al 15% per la parte eccedente 250.000 euro a favore delle gestioni previdenziali obbligatorie di appartenenza.
Casse professionali – Norma di interpretazione autentica Si intende inserire una norma di interpretazione autentica per chiarire la portata dell’ultimo periodo dell’art.1, comma 763, della Legge n. 296/2006, che, a completamento della riformulazione dell’art.3, comma 12, della Legge n. 335/95, fa salvi atti e deliberazioni adottati dagli Enti di cui al D.lgs. n. 509/94 e al D.lgs. n. 103/96 e approvati dai Ministeri vigilanti prima dell’entrata in vigore della medesima Legge n. 296. La genericità del concetto di “fatti salvi” ha infatti reso possibile, da parte del giudice della Cassazione, l’annullamento, per illegittimità, di talune delibere adottate dalle Casse in vigenza della disciplina antecedente alla Legge n. 296, imponendo l’applicazione del principio del pro-rata in fase di liquidazione delle prestazioni pensionistiche in favore dei ricorrenti. Tali pronunce – così la Relazione Tecnica – hanno provocato ovviamente un aggravio di oneri per le Casse, che potrebbe divenire più vistoso, ai limiti della sostenibilità, laddove il contenzioso aumentasse di mole, inserendosi in un indirizzo giurisprudenziale che pare consolidarsi in senso sfavorevole alle Casse stesse.

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