Fisco

Tutte le novità su fisco e agevolazioni con la Legge di Stabilità

Dalla rivoluzione nella tassazione immobiliare legata alla Trise alla modifica delle detrazioni per i lavoratori dipendenti, dal taglio del cuneo fiscale alla proroga dei bonus per ristrutturazioni e risparmio energetico all’incremento dell’ACE: tutte le novità in materia fiscale e agevolativa contenute nel Disegno di Legge di Stabilità.

Il Ddl di Stabilità 2014 è stato presentato al Senato e presenta, dunque, ufficialmente, il suo ricco menù di novità. Si interviene su più fronti, dal fisco al lavoro, dalla P.A. alle agevolazione e ai finanziamenti. In particolare, in materia fiscale ci sono norme incisive tra cui, oltre alla introduzione di una vera e propria rivoluzione nella tassazione immobiliare, con la nuova Trise, la modifica delle detrazioni per i lavoratori dipendenti e l’intervento su cuneo fiscale, la proroga delle maggiori detrazioni sulle ristrutturazioni e il risparmio energetico e l’incremento dell’ACE, giusto per citarne alcune.

Di seguito, quindi, si riporta una sintesi delle principali novità.

Dotazione Fondo sviluppo e coesione Viene determinata la dotazione finanziaria del Fondo Sviluppo e coesione, con lo stanziamento di risorse adeguate per le esigenze dell’intero periodo di programmazione, sulla base della quantificazione proposta dal Ministro delegato, compatibilmente con il rispetto dei vincoli di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, provvedendo alla ripartizione della dotazione finanziaria per quote annuali, collegate all’andamento stimato della spesa.

In particolare, la dotazione aggiuntiva del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione è determinata, per il periodo di programmazione 2014-2020, in 54.810 milioni di euro. Il complesso delle risorse è destinato a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale, con la ripartizione dell’80% nelle aree del Mezzogiorno e del 20% nelle aree del Centro-Nord.

Finanziamento dei contratti di sviluppo Per la concessione delle agevolazioni connesse ai c.d. contratti di sviluppo (art. 43, D.L. n. 112/2008), è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e di 100 milioni di euro per l’anno 2016, da utilizzare per l’erogazione di finanziamenti agevolati.

Le risorse sono destinate, per il 50%, a Contratti di Sviluppo nel settore industriale, ivi inclusi quelli relativi alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, da realizzare nei territori regionali diversi dalle aree dell’Obiettivo Convergenza e, per il restante 50%, a Contratti di Sviluppo in ambito turistico.

Finanziamenti altri Fondi Vengono autorizzate le seguenti spese:

  • 100 milioni di euro per l’anno 2014 e 50 milioni di euro per l’anno 2015 per incrementare la dotazione del Fondo per la crescita sostenibile. Le risorse saranno utilizzate per l’erogazione di finanziamenti agevolati, in modalità rotativa, senza effetti in termini di indebitamento netto;
  • 50 milioni di euro per l’anno 2014 per incrementare la dotazione del Fondo rotativo destinato ad interventi per favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Le risorse saranno utilizzate per l’erogazione di finanziamenti agevolati, in modalità rotativa, senza effetti in termini di indebitamento netto.
Misure per i giovani agricoltori Al fine di favorire la nascita e il rafforzamento di imprese agricole e agroalimentari condotte da giovani imprenditori, gli interventi per l’accesso al mercato dei capitali (art. 66, comma 3, legge n. 289/2002), devono essere prioritariamente rivolti a giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 ed i 40 anni. Inoltre, al fine di agevolare lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in agricoltura, i beni agricoli e a vocazione agricola (art. 6, commi 1 e 7, D.L. n. 1/2012), possono formare oggetto delle operazioni di riordino fondiario di cui all’art. 4, legge n. 441/1998.

Infine, per i terreni demaniali, qualora alla scadenza della concessione amministrativa o del contratto di affitto abbiano manifestato interesse all’affitto o alla concessione amministrativa giovani imprenditori agricoli, di età compresa tra i 18 ed i 40 anni, l’assegnazione dei terreni avviene al canone base indicato nell’avviso pubblico o nel bando di gara. In caso di pluralità di richieste da parte dei predetti soggetti, fermo restando il canone base, si procede mediante sorteggio tra gli stessi.

Detrazioni Irpef per lavoratori dipendenti Viene modificato l’art. 13 TUIR, prevedendo un incremento delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente. In particolare:

  • passa da 1.338 a 1.520 euro la detrazione “base” per i redditi sino 55.000 euro;
  • passa da 502 a 320 il coefficiente per il calcolo della detrazione per i redditi sino a 15.000 euro;
  • scompare la maggiorazione da 10 euro a 25 euro per i redditi compresi tra 23.000 e 28.000 euro.
Riduzione premi INAIL Dal 1° gennaio 2014, con apposito decreto ministeriale verrà stabilita la riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, nel limite complessivo di un importo pari a 1.000 milioni di euro per l’anno 2014, 1.100 milioni di euro per l’anno 2015 e 1.200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.
Cuneo fiscale Si interviene sul cuneo fiscale aumentando le deduzioni Irap sul lavoro dipendente. In particolare, modificando l’art. 11, commi da 4-quater a 4-septies, D.Lgs. n. 446/1997, si introduce, a regime, un sistema di integrale defiscalizzazione ai fini Irap degli oneri classificabili alla voce di cui all’art. 2425, lettera B, numeri 9) e 14), c.c., sostenuti dai soggetti passivi Irap che incrementano, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, il numero dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, rispetto al numero dei lavoratori mediamente occupati con il medesimo contratto, nel periodo d’imposta precedente.

Tale deduzione spetta per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione con contratto a tempo indeterminato e per i due successivi, per un importo annuale non superiore a 15.000 euro per ciascun nuovo dipendente assunto.

Nella determinazione della base imponibile Irap per i contribuenti che fruiscono della agevolazione sul cuneo fiscale sono deducibili i contributi previdenziali, assistenziali e i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro, oltre ad una deduzione fissa pari a 7.500 euro per ogni lavoratore ed in misura di anno.

Tale ulteriore deduzione è incrementata a 15.000 euro se il lavoratore è impiegato nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Inoltre, è prevista una ulteriore deduzione pari a 6.000 euro nel caso di lavoratori di sesso femminile e per i lavoratori con età inferiore ai 35 anni.

Modifiche all’ACE Si modifica l’agevolazione ACE prevista dall’art. 1, D.L. n. 201/2011. Tale norma ha disposto, a partire dal 2011, l’esclusione dalla base imponibile Irpef / Ires del rendimento nozionale riferibile ai nuovi apporti di capitale di rischio e agli utili reinvestiti in riserve di capitale (per i soggetti Ires). Per le società di persone e le imprese individuali rileva invece l’intero patrimonio netto.

Con le modifiche apportate si incrementa in via progressiva il rendimento nozionale riferibile ai nuovi apporti di capitale di rischio e agli utili reinvestiti in riserve di capitale (per i soggetti Ires; per le società di persone e le imprese individuali rileva invece l’intero patrimonio netto) dall’attuale 3% al:

  • 4% per il periodo di imposta 2014;
  • 4,50% per il periodo 2015;
  • 4,75% dal 2016.

Inoltre, viene previsto che i soggetti che beneficiano della deduzione ACE determinano l’acconto delle imposte sui redditi dovute per i periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2014 e al 31 dicembre 2015 utilizzando l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nozionale del capitale proprio relativa al periodo d’imposta precedente.

Bonus ristrutturazioni, acquisto mobili e risparmio energetico Modificate le aliquote di detrazione per interventi di efficienza energetica e ristrutturazione edilizia e prorogate quelle per l’acquisto di mobili. In particolare, la detrazione per le spese per interventi per il risparmio energetico viene così stabilita:

  • 65% anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014;
  • 50% alle spese sostenute dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015.

Nel caso in cui tali spese siano sostenute per interventi su parti comuni degli edifici condominiali le aliquote vengono stabilite come segue:

  • 65%, per le spese sostenute fino al 30 giugno 2015;
  • 50%, per le spese sostenute dal 1° luglio 2015 fino al 30 giugno 2016.

Per le spese relative agli interventi di ristrutturazione edilizia, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, vengono fissate le seguenti aliquote:

  • 50%, per le spese sostenute nel 2014;
  • 40%, per le spese sostenute nel 2015.

Per le spese riguardanti interventi di ristrutturazione edilizia, relativi all’adozione di misure antisismiche fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare, vengono fissate le seguenti aliquote:

  • 65%, per le spese sostenute nel 2014;
  • 50%, per le spese sostenute nel 2015.

Per coloro che usufruiscono delle detrazioni per ristrutturazione edilizia viene inoltre prorogata per l’anno 2014 la detrazione del 50% per le ulteriori spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

In tutti i casi, resta comunque ferma la ripartizione delle detrazioni spettanti in 10 quote annuali di pari importo.

Imposta sostitutiva per la rivalutazione beni d’impresa e partecipazioni Viene concessa la possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni (così come previsto dalla legge n. 342/2000, e successive modificazioni), ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, risultanti dal bilancio in corso al 31 dicembre 2012, a fronte del pagamento di una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap e di eventuali addizionali fissata nelle seguenti misure:

  • 16% per i beni ammortizzabili;
  • 12% per i beni non ammortizzabili.

Il saldo attivo di rivalutazione risultante può essere affrancato mediante pagamento di una imposta sostitutiva del 10%.

I maggiori valori si considerano fiscalmente riconosciuti a partire dal periodo di imposta 2016 (terzo esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita).

Il versamento deve avvenire in 3 rate annuali di pari importo sia per la rivalutazione che per l’affrancamento del saldo attivo, di cui la prima entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita (pertanto entro il 16 giugno 2014).

Imposta sostitutiva su affrancamento maggior valori per operazioni straordinarie Viene estesa “a regime” la possibilità, offerta dall’art. 23, commi 12-15, D.L. n. 98/2011, di affrancamento dei maggiori valori contabili emersi in seguito ad operazioni straordinarie anche ai maggiori valori impliciti nelle partecipazioni di controllo, purché tali valori siano iscritti in via autonoma nel bilancio consolidato a titolo di avviamento, marchi d’impresa e altre attività immateriali.

Tale norma – estendendo le ipotesi di affrancamento – ha inteso eliminare una penalizzazione per quei soggetti che effettuano operazioni di acquisizione di aziende ma con modalità diverse rispetto a quelle tradizionali e che non iscrivono maggiori valori in modo autonomo nei bilanci individuali (acquisto di partecipazioni vs aggregazioni aziendali). Tuttavia, tale previsione, con le modifiche ed integrazioni di cui all’art. 20, D.L. n. 201/2011, ha riguardato esclusivamente l’affrancamento per le operazioni effettuate sino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2011.

Ora, invece, si stabilisce che tale facoltà di affrancamento sia “a regime”, così come accade per fusioni, scissioni e conferimenti di azienda.

Deducibilità rettifiche su crediti e perdite su crediti per banche e assicurazioni Per i soggetti che operano nei settori bancariofinanziario edassicurativo, a partire dal periodo di imposta 2013, è prevista la deducibilità fiscale in 5 anni ai fini Ires ed Irap, delle rettifiche su crediti e delle perdite su crediti derivanti da elementi certi e precisi.

Estese, inoltre, le ipotesi in cui si considerano soddisfatti i requisiti per la deducibilità delle perdite su crediti anche all’ipotesi di cancellazione dei crediti dal bilancio redatto secondo i principi contabili nazionali: pertanto anche per i soggetti non IAS le perdite su crediti derivanti dalla cancellazione del credito dal bilancio diventano deducibili in unico esercizio.

La disposizione vale anche ai fini Irap.

Iva per le prestazioni di assistenza e sicurezza sociale rese dalle cooperative e dai loro consorzi Modificando quanto previsto dall’art. 1, commi 488-490, legge n. 228/2012, si ripristina la “vecchia” aliquota Iva del 4% (al posto di quella del 10%) per le prestazioni di assistenza e sicurezza sociale rese dalle cooperative e dai loro consorzi. In particolare, la norma in oggetto prevede il ripristino dell’aliquota Iva del 4% per le prestazioni socio-sanitarie, di cui alla tabella A) del D.P.R. n. 633/1972, parte III (beni e servizi assoggettati ad aliquota del 10%), per le sole cooperative sociali.
Deduzione Irpef delle somme restituite al soggetto erogatore A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, viene stabilità la possibilità di dedurre, ai fini Irpef, l’onere corrispondente alle somme restituite al soggetto erogatore, se assoggettate a tassazione in anni precedenti (art. 10, comma 1, lettera d-bis, TUIR)

In particolare, la norma prevede la facoltà, per il contribuente, di portare in deduzione dal reddito complessivo dei periodi d’imposta successivi l’ammontare, in tutto o in parte, non dedotto nel periodo d’imposta di restituzione o, in alternativa, di chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto.

Cabina di regia per il monitoraggio delle crisi d’impresa Viene istituita presso il Ministero dello Sviluppo economico una cabina di regia per monitorare e coordinare gli interventi previsti a legislazione vigente per le crisi d’impresa. La cabina di regia si avvale della Struttura per le crisi d’impresa del Ministero dello Sviluppo economico.
Riparto del 5 per mille Prorogate le disposizioni relative al riparto della quota del 5 per mille Irpef in base alle scelte del contribuente, che si applicano anche relativamente all’esercizio finanziario 2014, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi 2013, sia per quanto riguarda le disposizioni finanziarie, sia per quanto riguarda le modalità applicative e i termini di cui al D.P.C.M. 23 aprile 2010.

A tal fine, viene indicato in 400.000.000 euro il limite di spesa per la liquidazione della quota del 5 per mille Irpef per l’anno 2014.

Monitoraggio interventi cofinanziati dall’UE Il monitoraggio degli interventi cofinanziati dalla UE per il periodo 2014/2020, a valere sui Fondi strutturali, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca (FEAMP), nonché degli interventi complementari previsti nell’ambito dell’Accordo di partenariato finanziati dal Fondo di rotazione della legge n. 183/1987, è assicurato dal Ministero dell’Economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato – IGRUE, attraverso le specifiche funzionalità del proprio sistema informativo.
Fondo straordinario per interventi nell’editoria Prevista l’istituzione di un fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria con dotazione di 50 milioni di euro per il 201440 milioni di euro per il 2015 e 30 milioni di euro per il 2016. Il fondo sarà destinato ad incentivare l’innovazione tecnologica e digitale, a promuovere l’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali.

La ripartizione delle risorse del predetto Fondo sarà definita con successivo D.P.C.M., previa ricognizione annuale delle specifiche esigenze di sostegno delle imprese.

Fondi per la riforma del catasto e l’attuazione della delega fiscale Viene autorizzata la spesa di 20 milioni per l’anno 2014 e di 50 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019, da destinare alla realizzazione della riforma del catasto in attuazione della delega in materia fiscale.
Giustizia – Assunzione di magistrati e proroga dei giudici di pace Si procederà all’assunzione del personale di magistratura ordinaria vincitore di concorso nell’anno 2013.

Al fine di non ostacolare l’attuazione in corso della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, i giudici onorari di tribunale e i vice procuratori onorari il cui mandato scade il 31 dicembre 2013 e per i quali non è consentita un’ulteriore conferma, nonché i giudici di pace il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2014 e per i quali non è consentita un’ulteriore conferma, sono ulteriormente prorogati nell’esercizio delle rispettive funzioni fino alla riforma organica della magistratura onoraria e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2014.

Gasolio ad uso agricolo Con apposito D.M. si provvederà all’incremento dei consumi medi standardizzati di gasolio da ammettere all’impiego agevolato in agricoltura, nei limiti di spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2014, di 21 milioni di euro per l’anno 2015, di 16 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016.
Consiglio di presidenza della giustizia tributaria Viene eliminata l’autonomia contabile del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, sopprimendo l’art. 29-bis, D.Lgs. n. 545/1992, in base al quale “il Consiglio di presidenza provvede all’autonoma gestione delle spese per il proprio funzionamento, nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nel bilancio dello Stato e iscritto con unico capitolo nello stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. La gestione si svolge in base al bilancio di previsione e a rendiconto consuntivo soggetto al controllo della Corte dei conti. Il bilancio e il rendiconto sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale”.
Soppressione Garanti dei contribuenti Dal 1° gennaio 2014, il Garante del contribuente, organo operante in piena autonomia, coinciderà, senza oneri a carico della finanza pubblica, con il Presidente della Commissione tributaria regionale (o di 2° grado) nella cui circoscrizione è compresa la direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate. Nel contempo, decadono i Garanti già operanti.
Compensi ai CAF Viene prorogata per gli anni 2015 e 2016 la sospensione dell’adeguamento Istat dei compensi spettanti ai CAF, già in vigore per gli anni 2011, 2012 e 2013, al fine del contenimento della spesa registrata negli ultimi anni, in concomitanza di scarsità di risorse. Pertanto, il compenso spettante ai CAF e agli intermediari abilitati (Commercialisti, Consulenti del lavoro ecc.) per prestare l’assistenza fiscale resta fissato in misura pari a 14 euro per ciascuna dichiarazione (modello 730) elaborata e trasmessa.

L’importo è di 26 euro per l’elaborazione e la trasmissione delle dichiarazioni in forma congiunta.

Soppressione esenzione Irap imprese lavoratori autonomi senza dipendenti Prevista la soppressione dell’autorizzazione di spesa di cui all’art. 1, comma 515, Legge n. 228/2012, con conseguente definanziamento del fondo, istituito nello stato di previsione del MEF a decorrere dall’anno 2015, destinato ad esentare dall’Irap – a decorrere dal 2014 – le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegano anche in locazione beni strumentali di ammontare massimo determinato con decreto del MEF.
Contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro Per il triennio 2014-2016, i trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie, i cui importi complessivamente superino l’importo di 150.000 euro lordi annui, siano assoggettati ad un contributo di solidarietà destinato alle relative gestioni previdenziali pari al:

  • 5% della parte eccedente fino a 200.000 euro;
  • 10% per la parte eccedente 200.000 euro;
  • 15% per la parte eccedente 250.000 euro.

a favore delle gestioni previdenziali obbligatorie di appartenenza.

Visto di conformità per le dichiarazioni con crediti superiori a 15.000 euro Viene introdotto l’obbligo di apporre il visto di conformità alla dichiarazione dalla quale emerge un credito annuo di importo superiore a 15.000 euro, utilizzabile in compensazione con modello F24, per imposte dirette e sostitutive.

La disposizione si applica alle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013.

In alternativa, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, la dichiarazione è sottoscritta, oltre che dal rappresentante legale anche dai soggetti che sottoscrivono la relazione di revisione, relativamente ai contribuenti per i quali è esercitato il controllo contabile di cui all’art. 2409-bis c.c..

Razionalizzazione delle detrazioni Irpef per oneri e spese Prevista l’emanazione, entro il 31 gennaio 2014, di provvedimenti normativi di razionalizzazione delle detrazioni per oneri (art. 15 TUIR) al fine di assicurare maggiori entrate per l’anno 2014, e a decorrere dall’anno 2015. Qualora entro tale data non siano adottati i provvedimenti previsti, la norma stabilisce la riduzione di un punto percentuale per l’anno 2013 (quindi si passa dall’attuale 19% al 18%) e di due punti percentuali (quindi si va al 17%), a partire dal 2014, dell’aliquota di detrazione per oneri.
Razionalizzazione dei crediti d’imposta Prevista una razionalizzazione della spesa per i crediti d’imposta. In particolare, la norma agisce sulla fruizione dei crediti indicati in un elenco allegato al Ddl (si va dal bonus fiscale per il gasolio degli autotrasportatori a quello destinato alle imprese che finanziano progetti di ricerca universitaria, passando per gli investimenti in agricoltura e l’acquisto di beni strumentali nelle aree svantaggiate) e, di conseguenza, anche sull’ammontare delle risorse disponibili in bilancio che in definitiva dovranno allinearsi alla fruizione effettiva.

Con apposito decreto, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, saranno stabilite le quote percentuali di fruizione dei crediti d’imposta non inferiori all’85% di quanto spettante sulla base della normativa vigente istitutiva del credito d’imposta.

Imposta di bollo su conto titoli Aumento al 2 per mille dell’imposta di bollo su conto titoli (attualmente pari all’1,5 per mille).
Erogazione rimborsi derivanti dal modello 730 Al fine di contrastare l’erogazione di rimborsi indebiti Irpef da parte dei sostituti d’imposta nell’ambito dell’assistenza fiscale nonché di quelli per il modello 730 Situazioni particolari (art. 51-bis, D.L. n. 69/2013), viene stabilito che l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborso complessivamente superiore a 4.000 euro, anche determinato da eccedenze d’imposta derivanti da precedenti dichiarazioni.

Le nuove disposizioni si applicano alle dichiarazioni presentate a partire dal 2014 (quindi, relative ai redditi 2013).

Contributo di solidarietà sui redditi alti Viene prorogato il contributo di solidarietà pari al 3% sulla parte eccedente il reddito complessivo di 300.000 euro per gli anni 2014, 2015 e 2016. Tale contributo è deducibile ai fini Irpef e delle addizionali locali.
Imposta di bollo Prevista l’introduzione della disciplina dell’imposta di bollo forfettaria sulle istanze trasmesse in via telematica e sugli atti e i provvedimenti rilasciati tramite i medesimi canali. In particolare, sono previsti i seguenti importi:

  • istanze trasmesse per via telematica agli uffici e agli organi, anche collegiali, dell’Amministrazione dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni, loro consorzi e associazioni, delle comunità montane e delle unità sanitarie locali, nonché agli enti pubblici in relazione alla tenuta di pubblici registri, tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento amministrativo o il rilascio di certificati, estratti, copie e simili: 16 euro
  • atti e provvedimenti degli organi dell’amministrazione dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni, loro consorzi e associazioni, delle comunità montane e delle unità sanitarie locali, nonché quelli degli enti pubblici in relazione alla tenuta di pubblici registri, rilasciati per via telematica anche in estratto o in copia dichiarata conforme all’originale a coloro che ne abbiano fatto richiesta: 16 euro.
Contributo unificato nel processo tributario Modificate alcune disposizioni concernenti il contributo unificato:

  • nei processi tributari, il valore della lite, determinato per ciascun atto impugnato anche in appello (inciso inserito dalla legge), deve risultare da apposita dichiarazione resa dalla parte nelle conclusioni del ricorso, anche nell’ipotesi di prenotazione a debito;
  • il diritto di copia senza certificazione di conformità non è dovuto dalle parti che si sono costituite con modalità telematiche ed accedono con le medesime modalità al fascicolo; tale norma vale per il processo tributario telematico;
  • le modalità telematiche di pagamento del contributo unificato e delle spese di giustizia disciplinate dall’art. 4, comma 9, D.L. n. 193/2009, si applicano, in quanto compatibili, anche al processo tributario.
Esame di avvocato e magistrato Viene introdotto un contributo obbligatorio per la partecipazione all’esame di abilitazione forense pari a 50 euro, che si aggiungerebbe alla tassa attualmente prevista, di modesta entità, fissata in 12,91 euro.

Inoltre, viene fissato un contributo di 75 euro a carico degli aspiranti cassazionisti.

Infine, viene introdotto un contributo obbligatorio di 50 euro, quale partecipazione alle spese del concorso per l’accesso in magistratura ordinaria.

Giustizia – Diritto forfetario di notifica Si interviene sulla disciplina del diritto forfettario di notifica (art. 30, D.P.R. n. 105/2002). Si prevede l’incremento del diritto forfettizzato da 8 a 27 euro, con decorrenza sui procedimenti iscritti a ruolo successivamente alla data di entrata in vigore della legge.

Inoltre, con il nuovo art. 106-bis si prevede l’abbattimento di 1/3 dei compensi spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato, al consulente tecnico di parte e all’investigatore privato nei casi di patrocinio a spese dello Stato.

Tale disposizione si applica alle liquidazioni successive alla data di entrata in vigore della legge.

Agevolazioni piccola proprietà contadina Previsto il ripristino dell’agevolazione per la piccola proprietà contadina e l’innalzamento dal 9% al 12% dell’aliquota di registro per i trasferimenti di terreni ai soggetti non imprenditori agricoli.
Trise – Istituzione Viene introdotta la Trise (tributo sui servizi comunali) che si articola in due componenti:

  • la prima, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento svolto in regime di privativa pubblica ai sensi della vigente normativa ambientale (Tari);
  • la seconda, a fronte della copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni (Tasi).

Il soggetto attivo della Trise è il comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili.

Trise – Componente Tari La Tari ha le seguenti caratteristiche:

  • ha per presupposto il possesso, l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani;
  • sono escluse le aree scoperte operative, le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e le aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 c.c. che non siano detenute o occupate in via esclusiva;
  • è dovuta da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune i locali o le aree stesse;
  • in caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a 6 mesi nel corso dello stesso anno solare, è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie;
  • nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento della Tari dovuta per i locali e le aree scoperte di uso comune e per i locali e le aree scoperte in uso esclusivo ai singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo;
  • fino all’attuazione delle procedure di interscambio tra comuni e Agenzia delle Entrate, la superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile alla Tari è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati;
  • per l’applicazione della Tari si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti. Relativamente all’attività di accertamento, il comune, per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, può considerare come superficie assoggettabile alla Tari quella pari all’80% della superficie catastale determinata secondo i criteri stabiliti dal D.P.R. n. 138/1998;
  • nella determinazione della superficie assoggettabile alla Tari non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente;
  • la Tari è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare coincidente con un’autonoma obbligazione tributaria;
  • le procedure di interscambio tra i comuni e l’Agenzia delle Entrate dei dati relativi alla superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria sono quelle stabilite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 29 marzo 2013. Inoltre, verranno attivate le procedure per l’allineamento tra i dati catastali relativi alle unità immobiliari a destinazione ordinaria e i dati riguardanti la toponomastica e la numerazione civica interna ed esterna di ciascun comune, al fine di addivenire alla determinazione della superficie assoggettabile alla Tari pari all’80% di quella catastale;
  • per le unità immobiliari diverse da quelle a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile alla Tari rimane quella calpestabile;
  • il comune nella commisurazione della tariffa tiene conto dei criteri determinati con il D.P.R. n. 158/1999, e quindi delle norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani;
  • il comune, in alternativa ai predetti criteri e nel rispetto del principio “chi inquina paga” (art. 14, direttiva n. 2008/98/CE relativa ai rifiuti), può commisurare la tariffa alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia delle attività svolte nonché al costo del servizio sui rifiuti. Le tariffe per ogni categoria o sottocategoria omogenea sono determinate dal comune moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo, per uno o più coefficienti di produttività quantitativa e qualitativa di rifiuti;
  • in ogni caso deve essere assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio, ricomprendendo anche i costi di cui all’art. 15, D.Lgs. n. 36/2003, ad esclusione dei costi relativi ai rifiuti speciali al cui smaltimento provvedono a proprie spese i relativi produttori e ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente;
  • restano ferme le speciali norme sul tributo dovuto per il servizio di gestione dei rifiuti delle istituzioni scolastiche;
  • la Tari è dovuta nella misura massima del 20% della tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente;
  • nelle zone in cui non è effettuata la raccolta, la Tari è dovuta in misura non superiore al 40% della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o di fatto servita;
  • nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche;
  • il tributo non è dovuto in relazione alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero (per la Tares, invece, in tal caso era riconosciuta una riduzione);
  • per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati prodotti da soggetti che occupano o detengono temporaneamente (e cioè per periodi inferiori a 183 giorni), con o senza autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico, i comuni con il regolamento stabiliranno le modalità di applicazione della Tari, in base a tariffa giornaliera;
  • la misura tariffaria è determinata in base alla tariffa annuale della Tari, rapportata a giorno, maggiorata di un importo percentuale non superiore al 100%.
Trise – Componente Tasi Per la Tasi, pur avendo in comune con la Tari il presupposto impositivo, le esclusioni e i soggetti obbligati (aspetti che riprendono la Tares), viene disposto che la sua base imponibile è quella prevista per l’applicazione dell’Imu (o, in alternativa, la superficie così come terminata per la Tari).

L’aliquota di base della Tasi è pari all’1 per mille. Il comune, con la propria deliberazione, può determinare l’aliquota rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della Tasi, al netto dell’aliquota di base, e dell’Imu per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’Imu al 31 dicembre 2013, in relazione alla medesima tipologia di immobile. Per il 2014, l’aliquota massima relativa all’abitazione principale non può eccedere il 2,5 per mille.

Nel caso in cui l’unità immobiliare è occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria così regolata:

  • l’occupante versa la Tasi nella misura, stabilita dal comune nel regolamento, compresa fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo della Tasi;
  • la restante parte è corrisposta dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare.
Trise – Disciplina generale Per quanto riguarda le regole generali, al comune viene attribuito un potere regolamentare, concernente tra l’altro:

per quanto riguarda la Tari:

  1. i criteri di determinazione delle tariffe;
  2. la classificazione delle categorie di attività con omogenea potenzialità di produzione di rifiuti;
  3. la disciplina delle riduzioni tariffarie;
  4. la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni, che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l’applicazione dell’ISEE;
  5. l’individuazione di categorie di attività produttive di rifiuti speciali alle quali applicare, nell’obiettiva difficoltà di delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano, percentuali di riduzione rispetto all’intera superficie su cui l’attività viene svolta;

per quanto riguarda la Tasi:

  1. la disciplina delle riduzioni, che tengano conto altresì della capacità contributiva della famiglia, anche attraverso l’applicazione dell’ISEE;
  2. l’individuazione dei servizi indivisibili e l’indicazione analitica, per ciascuno di tali servizi, dei relativi costi alla cui copertura la Tasi è diretta.

Sono poi previste particolari regole per la dichiarazione (il termine di presentazione dovrebbe essere fissato al 30 giugno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo), per i versamenti (molto probabilmente in quattro rate trimestrali, scadenti entro il 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre) e per la gestione del nuovo tributo (non da ultimo, gli aspetti sanzionatori).

Viene abolita, dal 2014, la Tares.

Modifiche Imu Le modifiche all’Imu riguardano i seguenti aspetti:

  • viene eliminato il riferimento, contenuto nell’art. 13, D.L. n. 201/2011, all’Imu sperimentale;
  • l’Imu non si applica al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • i comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata, nonché l’unità immobiliare concessa in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che la utilizzano come abitazione principale, prevedendo che l’agevolazione operi o limitatamente alla quota di rendita risultante in catasto non eccedente il valore di 500 euro oppure nel solo caso in cui il comodatario appartenga a un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro annui. In caso di più unità immobiliari, la predetta agevolazione può essere applicata ad una sola unità immobiliare;
  • viene confermato che l’Imu non si applica, altresì, alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali; alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • viene previsto che dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 nonché per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. I comuni possono disporre l’elevazione dell’importo della detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. La suddetta detrazione si applica agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP.

Inoltre, vengono modificate alcune disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 23/2011:

  • l’art. 8, comma 3, secondo cui l’imposta non si applica al possesso dell’abitazione principale e alle pertinenze della stessa, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A1, A8 e A9 (la modifica si è resa necessaria per ragioni di coordinamento tra le vecchie e le nuove norme);
  • l’art. 8, comma 4, secondo cui l’Imu ha per base imponibile il valore dell’immobile determinato ai sensi dell’art. 5, D.Lgs. n. 504/1992;
  • l’art. 8, comma 5 per il quale nel caso di possesso di immobili non costituenti abitazione principale, l’imposta è dovuta annualmente in ragione di un’aliquota dello 0,76% e i comuni possono, con deliberazione modificare, in aumento o in diminuzione, sino a 0,3 punti percentuali, l’aliquota fissata dal primo periodo del presente comma, ovvero sino a 0,2 punti percentuali l’aliquota di cui al punto seguente;
  • l’art. 8, comma 6 secondo cui nel caso in cui l’immobile sia locato, l’aliquota base è ridotta alla metà;
  • l’art. 8, comma 7 in base al quale i comuni possono, con deliberazione del consiglio comunale, prevedere che l’aliquota base, sia ridotta fino alla metà anche nel caso in cui abbia ad oggetto immobili non produttivi di reddito fondiario, ovvero nel caso in cui abbia ad oggetto immobili posseduti dai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società.
Slittamento Imposta municipale secondaria Slitta al 2015, l’entrata in vigore delle norme che prevedono la nuova Imposta municipale secondaria (art. 11, D.Lgs. n. 23/2011).
Deducibilità Imu per imprese e professionisti Ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito degli esercenti arti e professioni, è prevista la deducibilità del 20% dell’Imu relativa agli immobili strumentali, per destinazione e per natura, a partire dal periodo d’imposta 2013.

Ai fini della determinazione dell’acconto delle imposte sui redditi dovute per il medesimo periodo d’imposta non si tiene conto della disposizione in parola. Permane la indeducibilità ai fini Irap.

Parziale soppressione del principio di alternatività Imu – Irpef Viene introdotto, a decorrere dall’anno d’imposta 2013, la tassazione al 50% ai fini Irpef dei redditi degli immobili non locati ad uso abitativo ubicati nello stesso comune di residenza.

Si attenua, quindi, il principio di alternatività tra Imu e Irpef.

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