Italia

Trise sulla prima casa: ecco come e quanto pagheremo

I contribuenti italiani fanno conoscenza della Trise, la nuova tassa introdotta nella Legge di Stabilità varata martedì dal governo al posto della prevista Service tax. La Trise si articolerà in due parti. La prima riguarderà la gestione dei rifuti urbani (Tari), la seconda coprirà i costi relativi ai “servizi indivisibili” dei comuni (Tasi) che sarà dovuta “da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo le unità immobiliari, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune le unità stesse“.

Come e quando si paga. Il versamento è effettuato, per l’anno di riferimento, in quattro rate trimestrali, scadenti entro il 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre. I comuni possono variare la scadenza e il numero delle rate di versamento. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.

Più del 2013, meno del 2012. Con l’introduzione della Trise, un proprietario di prima casa subirebbe un aggravio di imposta rispetto al 2013, ma pagherebbe di meno rispetto al 2012. Ciò è dovuto al fatto che nel 2012 la prima casa era soggetta all’Imu, mentre quest’anno l’imposta sulla prima casa è stata abolita. L’analisi è stata realizzata dal centro studi della Cgia di Mestre considerando, per l’anno 2012, l’importo del servizio di asporto rifiuti e dell’Imu sostenuto da un proprietario di prima casa; per l’anno 2013 si è invece considerato solo l’importo della Tares (tassa sui rifiuti), comprensivo della maggiorazione di 30 centesimi al metro quadrato; infine, per l’anno 2014, si è calcolato l’esborso derivante dall’introduzione della Trise, la nuova tassa che dovrebbe essere composta dalla somma della Tari (ex Tarsu/Tia/Tares) e della Tasi (tassa sui servizi indivisibili) che in queste simulazioni abbiamo ipotizzato con aliquota all’1 per mille.

 SIMULAZIONE SU ABITAZIONE CATEGORIA A2 (114 mq)
Trise sulla prima casa: ecco come e quanto pagheremo
SIMULAZIONE 1 – Su una abitazione di tipo civile (categoria A2), con una superficie di 114 metri quadrati (valore medio nazionale) e una rendita catastale di 625 euro, nel 2014 il proprietario dovrebbe versare 369 euro (264 euro di rifiuti più 105 euro di Tasi). Ovvero, 71 euro in più rispetto al 2013, ma 147 euro in meno di quanto pagato nel 2012. Se si tiene conto anche della composizione familiare, il beneficio rispetto al 2012 diminuisce al crescere del numero dei figli, in quanto l’Imu prevedeva una detrazione di 50 euro per ogni figlio residente.
 Fonte: Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Agenzia del Territorio
 SIMULAZIONE SU ABITAZIONE CATEGORIA A3 (80 mq)
Trise sulla prima casa: ecco come e quanto pagheremo
SIMULAZIONE 2 – Nel caso di una abitazione di tipo economico (categoria A3) con una superficie di 80 metri quadrati e una rendita catastale di 423 euro, nel 2014 il proprietario potrebbe pagare 257 euro (186 di rifiuti e 71 euro di Tasi). Vale a dire 47 euro in più rispetto al 2013 e 35 euro in meno di quanto dovuto per il 2012. Se si tiene conto della composizione familiare, emergono sempre degli aggravi rispetto al 2012: con un figlio pagherebbe 15 euro in più, con due avrebbe un aggravio di 65 euro e con tre addirittura di 81 euro.
 Fonte: Elaborazione: Ufficio Studi CGIA di Mestre su dati Agenzia del Territorio

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