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Tributi locali: modifiche alla riscossione coattiva e condono cartelle Equitalia

Tributi locali: modifiche alla riscossione coattiva e condono cartelle Equitalia
La legge di Stabilità 2014 non ha mancato d’incidere sulle procedure inerenti alla riscossione coattiva delle entrate locali. I punti toccati dal legislatore riguardano principalmente la (ennesima) proroga – al 31 dicembre 2014 – delle attività di riscossione svolte da Equitalia a favore dei Comuni, il “condono” delle cartelle di Equitalia e l’eliminazione dei limiti di valore per procedere all’accertamento e alla riscossione coattiva dei tributi locali

La legge di Stabilità 2014 non ha mancato d’incidere sulle procedure inerenti alla riscossione coattiva delle entrate locali. I punti toccati dal legislatore riguardano principalmente la (ennesima) proroga – al 31 dicembre 2014 – delle attività di riscossione svolte da Equitalia a favore dei Comuni, il “condono” delle cartelle di Equitalia e l’eliminazione dei limiti di valore per procedere all’accertamento e alla riscossione coattiva dei tributi locali.

Proroga delle attività di riscossione svolte da Equitalia a favore dei Comuni. In forza dell’art. 1, comma 610, legge n. 147/2013, l’addio dell’agente nazionale della riscossione e di Riscossione Sicilia S.p.a. (la società di riscossione attiva esclusivamente nella regione Sicilia) per i Municipi slitta al 31 dicembre 2014: la cessazione delle attività di riscossione, volontaria e coattiva, sulle entrate patrimoniali e tributarie locali da parte di Equitalia (nonché delle società per azioni dalla stessa partecipate), già prevista al 31 dicembre 2013, termine che l’ultima proroga concessa dal decreto del Fare aveva definito “inderogabile“, è nuovamente posticipata.

La legge modificata prevedeva che i Comuni dovessero iniziare a riscuotere con proprie strutture dal 1° gennaio 2014; con la proroga, il Governo attesta che i Sindaci non sono ancora pronti; inoltre, l’ipotesi alternativa del Consorzio fra Equitalia e Comuni, ventilata con quello stesso decreto, non ha fatto un passo in avanti, e la “deroga” del termine “inderogabile” è parsa al legislatore una scelta obbligata.

Il “condono” delle cartelle di Equitalia. L’art. 1, commi 618-624, della legge di Stabilità prevede la possibilità di “condonare” le cartelle Equitalia, limitatamente a quelle relative a creditianche degli enti localiposti in riscossione coattiva entro il 31 ottobre 2013, e con la sola eccezione delle posizioni debitorie in essere con la Corte dei Conti.

La scadenza per usufruire della definizione agevolata è il 28 febbraio 2014: entro questo termine, i debitori interessati potranno effettuare, ma in un’unica soluzione, il pagamento del debito contenuto nella cartella esattoriale, escludendo gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e quelli di mora; restano dovuti, quindi, gli importi iscritti a ruolo (somma originaria/residuo) e le somme a titolo di remunerazione dell’agente della riscossione.

Il perfezionamento della fattispecie si ha, dunque, con l’integrale versamento delle somme dovute, che comporta l’automatico discarico dell’agente della riscossione delle somme residue, con la contestuale eliminazione dei crediti corrispondenti alle quote discaricate dalle scritture patrimoniali degli enti impostori.

Per permettere agli enti creditori di eliminare dalle proprie scritture patrimoniali i crediti corrispondenti alle quote discaricate a seguito della definizione agevolata, l’agente della riscossione dovrà trasmettere a ciascun ente interessato,entro il 30 giugno 2014, l’elenco dei debitori che hanno effettuato il versamento nel termine previsto e dei codici tributo per i quali è intervenuto il pagamento; entro la stessa data gli agenti della riscossione, via posta ordinaria, informano i debitori che hanno effettuato il versamento nel termine previsto dell’avvenuta estinzione del debito.

Al fine di consentire il versamento delle somme dovute entro la scadenza del 28 febbraio 2014 e la registrazione delle operazioni relative, la riscossione dei relativi carichi resta sospesa fino al 15 marzo 2014, e per il corrispondente periodo sono sospesi i termini di prescrizione.

L’eliminazione dei limiti di valore per l’accertamento e la riscossione coattiva dei tributi locali. L’art. 1, comma 736, della legge di Stabilità ha escluso – a decorrere dal 1° gennaio 2014 – i tributi locali dal novero di quelli per i quali, ai sensi dell’art. 3, commi 10 e 11, D.L. n. 16/2012, non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti qualora l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l’importo di 30 euro, con riferimento ad ogni periodo d’imposta.

La norma si riferisce anche alla procedura ingiunzionale.

Si ricorderà che l’attuale limite era stato introdotto, con decorrenza 1° luglio 2012, innalzando quello precedente di 16,53 euro.

Il nuovo scenario della fiscalità locale, con particolare riferimento alla mini IMU, ha indotto però il legislatore a un dietrofront su questo tema.

La somma che i contribuenti sono tenuti a versare per adempiere l’obbligazione tributaria relativa al conguaglio richiesto per l’Imu, infatti, in taluni casi è al limite dell’attuale valore minimo, se non addirittura inferiore alla soglia dei 12 euro per il quale viene meno l’obbligo di pagare.

Per evitare la perdita di una quota del gettito d’imposta, quindi, la legge di Stabilità ha soppresso ogni limite di valore fino a quel momento imposto agli uffici tributi dei Comuni per attivare procedure di accertamento, ovvero di successiva riscossione coattiva, sia con cartella esattoriale, sia con ingiunzione fiscale.

Nell’ambito delle misure di rafforzamento dell’attività di controllo e razionalizzazione contenute nella legge di Stabilità 2014, tese a potenziare l’attività di contrasto all’evasione fiscale, dunque, si dispone che dal 1° gennaio 2014, in deroga alle regole generali, si proceda ad accertamento, iscrizione a ruolo piuttosto che emissione ingiunzione fiscale, e riscossione delle somme dovute per tributi locali, anche se l’ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni e interessi, non superi per ciascun credito l’importo di 30 euro, con riferimento a ogni periodo d’imposta.

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