Lavoro

Trattamento straordinario di integrazione salariale: prorogato solo se si avvia il piano di gestione delle eccedenze occupazionali

In caso di crisi aziendale, le imprese che intendono avvalersi della Cigs devono presentare un piano biennale di gestione delle eccedenze occupazionali ed avviarlo in concreto
In caso di crisi aziendale, le imprese che intendono avvalersi della Cigs devono presentare un piano biennale di gestione delle eccedenze occupazionali ed avviarlo in concreto

Il Ministero del Lavoro chiarisce che in caso di crisi aziendale che determini la cessazione dell’attività di un’azienda o di un settore di attività o di uno o più stabilimenti, le imprese che intendono avvalersi del trattamento straordinario di integrazione salariale devono presentare un piano biennale di gestione delle eccedenze occupazionali ed avviarlo in concreto.
Nello specifico, ai sensi dell’art. 1, comma 1, D.L. n. 249 del 5.10.2004, convertito dalla Legge n. 291 del 3.12.2004, nel caso di cessazione dell’attività dell’intera azienda, di un settore di attività, di uno o più stabilimenti o parte di essi, il trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale può essere prorogato, sulla base di specifici accordi in sede governativa, per un periodo fino a dodici mesi nel caso di programmi, che comprendono la formazione ove necessaria, finalizzati alla ricollocazione dei lavoratori, qualora il Ministero del lavoro e delle politiche sociali accerti nei primi dodici mesi il concreto avvio del piano di gestione delle eccedenze occupazionali.

Sull’argomento il Ministero del Lavoro è intervenuto con circolare n. 20 del 6 Giugno 2013 per specificare che la norma soprarichiamata ha introdotto una fattispecie di crisi aziendale che – anche se si richiama al più ampio genus della fattispecie regolamentata dall’art. 1, Legge n. 223/91 e dell’art. 2 del DM 18.12.2002 – introduce, per le aziende in cessazione totale o parziale dell’attività, un diverso elemento consistente in un piano di articolazione delle eccedenze occupazionali da articolarsi su un più ampio arco temporale rispetto ai 12 mesi previsti dal citato art. 1, Legge n. 223/91.

Quindi, le imprese che intendono avvalersi della norma in questione, devono presentare, in sede di consultazione sindacale, un piano biennale che preveda in modo preciso gli interventi che si vogliono adottare per la gestione delle suddette eccedenze.

Non potranno, invece, rientrare nella normativa di cui trattasi i piani di gestione dei lavoratori in esubero da attuare in dodici mesi.

Nel caso in cui, invece, il piano degli esuberi si articoli su un periodo più ampio, fino a 24 mesi, il trattamento di CIGS per il primo anno – qualora non possa essere autorizzato per i 12 mesi previsti dall’art. 1, Legge n. 223/91 perché l’azienda nell’arco del quinquennio di riferimento abbia già beneficiato di altri periodi di integrazione salariale – potrà essere autorizzato nel limite del periodo residuo al raggiungimento del computo massimo di 36 mesi.

Il trattamento straordinario di integrazione salariale per il secondo anno potrà essere autorizzato solo nel caso in cui le DTL accertino che nel periodo già autorizzato l’impresa abbia avviato in concreto il piano di gestione delle eccedenze occupazionali, rimodulato al periodo di integrazione salariale autorizzato.

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