Fisco

Trattamento contabile e fiscale dei rimborsi spese ai professionisti

Trattamento contabile e fiscale dei rimborsi spese ai professionisti
L’Accademia Romana di Ragioneria commenta le recenti modifiche, introdotte dal decreto semplificazioni, al regime fiscale delle spese di vitto e alloggio sostenute dai committenti per conto dei professionisti.

Nella nota operativa n. 17/2014 l’Accademia Romana di Ragioneria riepiloga il trattamento fiscale e contabile delle spese di vitto e alloggio, sostenute dal committente per conto del professionista, alla luce delle recenti modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 175/2014 sulle semplificazioni fiscali.

Nella prassi, infatti, è frequente che i lavoratori autonomi, nel portare a termine l’attività commissionata dal proprio cliente, si trovino nella necessità di dover anticipare delle spese che vengono successivamente chieste a rimborso. In alternativa può essere lo stesso committente a farsi carico delle spese.
In tal senso, osserva l’Accademia, il decreto sulle semplificazioni ha mosso un primo passo per semplificare la normativa fiscale, e conseguentemente le procedure contabili, relativamente alle spese di vitto e alloggio sostenute dal committente.

In particolare, ai sensi della nuova normativa, “le prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista”.
Nella locuzione “acquistati direttamente”, precisa la nota, devono intendersi ricompresi “tutti gli acquisti che rientrano direttamente nella sfera giuridica del committente, quindi tutti gli acquisti fatturati direttamente al committente: sia se il pagamento è anticipato dal professionista, sia se il pagamento è effettuato direttamente dal committente”.

In conseguenza di tale interpretazione:

  • le spese di vitto e alloggio, fatturate direttamente al committente, seguono le regole generalmente per le spese anticipate in nome e per conto del cliente. Esse, pertanto, sono deducibili dal committente e non incidono, in alcun modo, sul reddito del professionista;
  • le spese di vitto e alloggio, fatturate dal terzo al professionista, se riaddebitate da quest’ultimo al committente, invece, saranno considerate compensi per il professionista e il costo sarà deducibile entro i limiti stabiliti dal quinto comma dell’art. 54 del TUIR.
Accademia Romana di Ragioneria – Nota Operativa N. 17/2014

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