Diritto

Trasferimento di azienda e licenziamento illegittimo: il rapporto si trasferisce in capo al cessionario

Trasferimento d'azienda e licenziamento illegittimo: il rapporto si trasferisce in capo al cessionario
In tema di trasferimento d’azienda, l’effetto estintivo del licenziamento illegittimo intimato in epoca anteriore al trasferimento medesimo, in quanto meramente precario e destinato ad essere travolto dalla sentenza di annullamento, comporta che il rapporto di lavoro ripristinato tra le parti originarie si trasferisce in capo al cessionario

In tema di trasferimento di azienda, il licenziamento illegittimo intimato in epoca anteriore al trasferimento medesimo comporta che il rapporto di lavoro ripristinato tra le parti originarie si trasferisce, ai sensi dell’art. 2112 cod. civ., in capo al cessionario (nuovo datore di lavoro).

E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 4130 del 21 febbraio 2014.

IL FATTO

Il caso trae origine dal ricorso di una donna avverso il licenziamento ritenuto illegittimo, al fine di ottenere la reintegrazione sul posto di lavoro e la condanna al risarcimento del danno. Al tal fine, conveniva in giudizio sia la datrice di lavoro (cedente) che la nuova società (cessionaria), subentrata a seguito di trasferimento d’azienda.

In primo grado, il Tribunale di Padova condannava la società alla reintegra della lavoratrice ed al risarcimento del danno.

Tuttavia, in sede di gravame la Corte d’Appello di Venezia, in riforma della sentenza appellata, rigettava la domanda della lavoratrice ritenendo inapplicabile la norma dell’art. 2112 cod. civ. ai rapporti di lavoro cessati prima del perfezionamento del trasferimento di azienda, come nel caso, con conseguente inconfigurabilità sia della prosecuzione del rapporto del lavoratore licenziato con il cessionario sia della responsabilità di quest’ultimo per i debiti del cedente non risultanti dalla contabilità aziendale.

L’art. 2112 cod. civ. dispone che “In caso di trasferimento d’azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento (…)
“.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

Avverso la sentenza di secondo grado ricorreva la lavoratrice per cassazione, deducendo la violazione dell’art. 2112 cod. civ. e dell’art. 18 L. n. 300/70. Per la Suprema Corte è costante nella giurisprudenza della Cassazione il principio cui va data continuità, secondo il quale, in tema di trasferimento d’azienda, l’effetto estintivo del licenziamento illegittimo intimato in epoca anteriore al trasferimento medesimo, in quanto meramente precario e destinato ad essere travolto dalla sentenza di annullamento, comporta che il rapporto di lavoro ripristinato tra le parti originarie si trasferisce, ai sensi dell’art. 2112 cod. civ., in capo al cessionario.

In definitiva, per gli ermellini il rapporto di lavoro del lavoratore illegittimamente licenziato prima del trasferimento di azienda continua con il cessionario dell’azienda ove vi sia ricostituzione giudiziale per effetto dell’annullamento del recesso e dell’applicazione della tutela reale con sentenza tra le parti originarie del rapporto di lavoro, restando irrilevante l’anteriorità del recesso rispetto al trasferimento di azienda. Resta salva la possibilità per il cessionario convenuto in giudizio ex art. 2112 cod. civ. di opporre eccezioni relative al rapporto di lavoro, alle modalità della sua cessazione o alla tutela applicabile al cedente avverso il licenziamento, a prescindere dalle difese spiegate in merito dal cedente e dalla formazione del giudicato nei suoi confronti in favore del lavoratore.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 4130/2014

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