Lavoro

Tirocinio formativo, il compenso minimo per lo stagista è 300 euro

Regole in ordine sparso per i tirocini in Italia. Nonostante le linee guida approvate da Stato e Regioni (che hanno competenza esclusiva sul tema), il quadro normativo è ancora frastagliato e lacunoso.
Innanzitutto perché non tutte le regioni hanno adottato tali linee guida. In secondo luogo perché le stesse si applicano solo ad alcune forme di tirocinio, cioè quelli formativi e di orientamento nell’ambito della transizione tra scuola e lavoro nonché quelli dedicati al reinserimento dei lavoratori disoccupati o all’inserimento/reinserimento dei disabili. Sono escluse dalle linee guida, tanto per avere un’idea, i periodi di pratica professionale, i tirocini per l’accesso alle professioni con un Ordine (regolati dal Dpr n. 173 del 2012, quelli curriculari promossi da università e altre istituzioni scolastiche.

L’accordo Stato-Regioni, peraltro, si limita a fissare delle regole minime che poi le Regioni stesse possono integrare. Una delle novità principali è costituita dal compenso minimo a cui ha diritto ogni stagista, individuato in 300 euro lordi al mese, ma che per esempio Emilia Romagna (450 euro) e Toscana (500 euro) hanno già provveduto a incrementare. La durata massima dei tirocini formativi, invece, è stata fissata in 6 mesi. Peraltro, come ha precisato nei mesi scorsi il ministero del Lavoro, non è nemmeno prevista la visita medica preventiva, ma durante l’attività anche per gli stagisti si applicano le norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Obbligatoria, invece, secondo quanto previsto dalle linee guida, l’iscrizione all’Inail per la copertura contro gli infortuni sul lavoro e una polizza di responsabilità civile verso terzi.

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