Lavoro

Tirocini per inclusione sociale: ecco le linee guida

Tirocini per inclusione sociale: ecco le linee guida
La Conferenza Stato-Regioni ha approvato le linee guida per i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento lavorativo finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione al lavoro

In occasione della Conferenza Stato-Regioni del 18 dicembre 2014 è stato dato il via libera dalla Conferenza al documento recante “Linee guida per i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e della riabilitazione” per la sottoscrizione di un Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Prima di passare ai contenuti, preme evidenziare quanto immediatamente emerge dalla titolazione delle Linee Guida e cioè che si tratta di un documento propedeutico alla sottoscrizione di un futuro Accordo. Le Linee guida sono state trasmesse al Ministro per gli Affari Regionali proprio per agevolare il perfezionamento del suddetto accordo.

Uno sguardo al contenuto.

Definizione
Oltre alle tipologie espressamente previste all’interno delle Linee Guida in materia di tirocini (Accordo sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni del 24 gennaio 2013 che trova applicazione anche per quanto concerne la tipologia di tirocini in esame per quanto non stabilito dalle Linee guida) vengono istituiti i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione in favore di persone prese in carico dal servizio sociale professionale e/o dai servizi sanitari competenti.

Per “presa in carico” si intende la funzione esercitata dal servizio sociale professionale e/o sanitario in favore di un persona o di un nucleo familiare in risposta a bisogni complessi che richiedono interventi personalizzati di valutazione, consulenza, orientamento, attivazione di prestazioni sociali, nonché attivazione di interventi in rete con altre risorse e servizi pubblici e privati del territorio.

Durata del tirocinio
Questa particolare tipologia di tirocinio non può essere superiore a 24 mesi. Le Linee guida ammettono deroghe alla durata e alla ripetibilità al solo fine di garantire l’inclusione, l’autonomia e la riabilitazione. In ogni caso, il tirocinio può essere prorogato o ripetuto, anche oltre i 24 mesi, solo in seguito all’attestazione della sua necessità da parte del servizio pubblico che ha in carico la persona.

Modalità di attivazione: operativamente cosa si prevede?
Il periodo di tirocinio fa leva sulla convenzione, che lo regola, alla quale deve essere allegato un “progetto personalizzato” per ciascun tirocinante:

  • predisposto sulla base di modelli definiti dalle Regioni e Province autonome;
  • da sottoscrivere da parte dei soggetti coinvolti nell’esperienza di tirocinio (tirocinante, soggetto ospitante e soggetto promotore nonché della Pubblica Amministrazione che ha in carico la persona se diversa dal soggetto promotore o ospitante).

Altre informazioni contenute nella convenzione riguardano i dati anagrafici del tirocinante, dell’azienda, del soggetto promotore, del tutor individuato dal soggetto ospitante e del referente nominato del soggetto promotore.

Il progetto personalizzato: in che cosa consiste?
Le Linee guida indicano le seguenti specifiche del progetto personalizzato:

  • competenze da acquisire in riferimento agli obiettivi di inclusione sociale, autonomia della persona e riabilitazione;
  • competenze professionali di base e trasversali con eventuale indicazione, ove possibile, della figura professionale di riferimento nel Repertorio nazionale di cui alla legge n. 92/2012, art. 4, comma 67, ed eventuale livello EQF. Nelle more della definizione del Repertorio nazionale si fa riferimento ai Repertori regionali, ove definiti dalla Regione;
  • attività da affidare al tirocinante durante il tirocinio;
  • obiettivi e modalità di svolgimento del tirocinio; diritti e doveri delle parti coinvolte nel progetto di tirocinio: tirocinante, tutor del soggetto ospitante e referente del soggetto promotore.

Nel progetto personalizzato deve essere motivata la ragione dell’attivazione del tirocinio di cui al presente accordo in relazione alle esigenze del tirocinante.

Misure di agevolazione, tutela e modalità organizzative
Al fine di assicurare il conseguimento delle finalità proprie di questi tirocini, le Regioni e le Province autonome possono definire misure di agevolazione, di tutela e modalità organizzative. I tirocini in parola sono esclusi dai limiti relativi al numero massimo di tirocini attivabili all’interno della medesima unità operativa.

Per le particolari caratteristiche e natura di questo particolare tirocinio, l’attivazione dello stesso non può essere inserito tra le modalità stabilite delle convenzioni di cui all’art. 11, comma 2, della legge n. 68/99 (legge sul collocamento obbligatorio mirato dei lavoratori diversamente abili) per il soggetto ospitante. Detta ultima norma concerne per l’appunto le convezioni stipulate per l’inserimento lavorativo dei disabili. Nello specifico il comma 2 del richiamato art. 11 dispone che “nella convenzione sono stabiliti i tempi e le modalità delle assunzioni che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. Tra le modalità che possono essere convenute vi sono anche la facoltà della scelta nominativa, lo svolgimento di tirocini con finalità formative o di orientamento, l’assunzione con contratto di lavoro a termine, lo svolgimento di periodi di prova più ampi di quelli previsti dal contratto collettivo, purché l’esito negativo della prova, qualora sia riferibile alla menomazione da cui è affetto il soggetto, non costituisca motivo di risoluzione del rapporto di lavoro”.

Indennità
Nel caso dei tirocini in esame, l’indennità costituisce un sostegno di natura economica finalizzata all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione indicata dal progetto personalizzato. L’indennità è corrisposta, di norma, da parte dell’ente responsabile che ha preso in carico il tirocinante.

Per chiudere, infine, le Regioni e le Province autonome si impegnano a dare attuazione alle Linee guida entro 6 mesi dalla data di adozione in sede di Conferenza Stato-Regioni.

Conferenza Stato-Regioni – Linee Guida

Potrebbe anche interessarti:

Speciale linee guida sui tirocini
Tirocini formativi e di orientamento: ecco le linee guida delle Regioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *