Lavoro

Tirocini formativi e di orientamento: ecco le linee guida delle Regioni

Tirocini formativi e di orientamento: ecco le linee guida delle Regioni
Le linee guida fondamentali che le Regioni dovranno tenere in considerazione per disciplinare i tirocini formativi e di orientamento

La legge Fornero n. 92 del 28 giugno 2012 prevede la stipula, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di un accordo per la definizione di Linee-guida condivise al fine di fornire una cornice nazionale per la disciplina dei tirocini formativi e di orientamento. L’obiettivo è revisionare la disciplina dei tirocini formativi, contrastare l’uso distorto, individuando modalità con cui il tirocinante presta la propria attività. Un altro ulteriore passo è il riconoscimento di una congrua ricompensa anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione lavorativa svolta.

Le Linee guida forniscono un quadro di riferimento comune a tutte le Regioni e Province autonome al fine dell’esercizio delle rispettive potestà legislative e amministrative, sistematizzando quanto finora definito in materia dai diversi provvedimenti. Le Regioni e le Province autonome sono tenute ad adeguare la propria normativa agli standard minimi entro sei mesi dalla data dell’Accordo.

La competenza regionale ribadita dalla Corte Costituzionale. Le linee guida rappresentano uno standard minimo di carattere disciplinare, restando inalterata la facoltà per le Regioni e Province autonome di fissare disposizioni. Fatti salvi gli aspetti eventualmente ricadenti nelle materie di potestà legislativa dello Stato, la regolamentazione in materia di tirocini è di competenza delle amministrazioni regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano.

C’è da segnalare in tal senso la sentenza della Corte Costituzionale n. 287 del dicembre 2012 con la quale è stata dichiarata la illegittimità costituzionale dell’articolo 11 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 convertito con modificazioni in legge 14 settembre 2011, n. 148, ribadendo la competenza normativa residuale delle Regioni in materia di tirocini formativi e di orientamento. Le linee guida prevedono che le regioni e province autonome, nell’esercizio delle proprie competenze legislative e nella organizzazione dei relativi servizi, si impegnano a recepire nelle proprie normative quanto previsto nelle Linee guida entro sei mesi dalla data dell’accordo sulle Linee guida.

I principi alla base delle Linee guida delle regioni del 24 gennaio 2013. La premessa all’accordo sulle linee guida in materia di tirocini ne traccia gli obiettivi. Al fine di qualificare l’istituto del tirocinio e di limitarne gli abusi, nelle linee guida si concorda sui seguenti principi:

  • il tirocinio non può essere utilizzato per tipologie di attività lavorative per le quali non sia necessario un periodo formativo;
  • i tirocinanti non possono sostituire i lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività e non possono essere utilizzati per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodi di malattia, maternità o ferie né per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione dello stesso;
  • le parti si impegnano a definire politiche di accompagnamento e avviamento al lavoro anche attraverso la predisposizione, nell’ambito del settore privato, di misure di incentivazione per trasformazione del tirocinio in contratti di lavoro;
  • le parti si impegnano, a due anni a far data dal presente accordo e nell’ambito delle attività di monitoraggio previste nelle Linee guida, a verificare l’effettiva efficacia delle misure volte a sostenere i tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro.

Tipologie di tirocini e la durata secondo le linee guida. Il tirocinio è una misura formativa di politica attiva, finalizzata a creare un contatto diretto tra un soggetto ospitante e il tirocinante allo scopo di favorirne l’arricchimento del bagaglio di conoscenze, l’acquisizione di competenze professionali e l’inserimento o il reinserimento lavorativo. Il tirocinio consiste in un periodo di orientamento al lavoro e di formazione in situazione che non si configura come un rapporto di lavoro.

Sono configurabili le seguenti tipologie di tirocini:

  • Tirocini formativi e di orientamento. Sono finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani nel percorso di transizione tra scuola e lavoro mediante una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro. I destinatari sono i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio entro e non oltre 12 mesi;
  • Tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro. Sono finalizzati a percorsi di inserimento/reinserimento nel mondo del lavoro. Sono rivolti principalmente a disoccupati (anche  in mobilità) e inoccupati. Questa tipologia di tirocini è altresÌ attivabile in favore di lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione sulla base di specifici accordi in attuazione delle politiche attive del lavoro per l’erogazione di ammortizzatori sociali;
  • Tirocini di orientamento e formazione o di inserimento/reinserimento in favore di disabili di cui all’articolo l, comma l, della legge n. 68/99, persone svantaggiate ai sensi della legge n. 381 del 1991 nonché richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Le Linee guida rappresentano standard minimi di riferimento anche per quanto riguarda gli interventi e le misure aventi medesimi obiettivi e struttura dei tirocini, anche se diversamente denominate.

Tirocini formativi esclusi dalle linee guida. Non rientrano tra le materie oggetto delle presenti Linee guida:

  • i tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale, ovvero tutte le fattispecie non soggette alle comunicazioni obbligatorie, in quanto esperienze previste all’interno di un percorso formale di istruzione o di formazione;
  • i periodi di pratica professionale, nonché i tirocini previsti per l’accesso alle professioni ordinistiche;
  • i tirocini transnazionali, ad esempio, quelli realizzati nell’ambito dei programmi comunitari per l’istruzione e per la formazione, quali il Lifelong Learning Programme;
  • i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso;
  • i tirocini estivi.

Resta ferma la speciale disciplina attualmente vigente in tema di tirocini formativi attivati dalle cooperative Sociali. Le Linee guide contengono principi e criteri applicabili anche per i casi in cui il soggetto ospitante sia una Pubblica Amministrazione.

Durata del tirocinio. La durata massima prevista per le diverse tipologie, comprensiva delle eventuali proroghe, è la seguente:

  • Tirocini formativi e di orientamento, non può essere superiore a 6 mesi;
  • Tirocini di inserimento e reinserimento, non può essere superiore a 12 mesi;
  • Tirocini in favore di soggetti svantaggiati non può essere superiore a 12 mesi;
  • Tirocini per i soggetti disabili la durata complessiva può arrivare fino a 24 mesi.

AI fine di assicurare il conseguimento delle finalità proprie dei tirocini per le persone svantaggiate e disabili, le Regioni e le Province autonome potranno definire misure di agevolazione, nonché prevedere, al solo fine di garantire l’inclusione, eventuali circostanziate deroghe in materia di durata e ripetibilità.

maternità o malattia durante il tirocinio. Il tirocinante ha diritto ad una sospensione del tirocinio per maternità o malattia lunga, intendendosi per tale quella che si protrae per una durata pari o superiore ad un terzo del tirocinio. Il periodo di sospensione non concorre al computo della durata complessiva del tirocinio secondo i limiti massimi precedentemente indicati.

Il tirocinio prevede tre tipologie di soggetti: il promotore, il soggetto ospitante ed il tirocinante. Vediamo anche gli aspetti relativi ai soggetti promotori e ospitanti dei tirocini.

Soggetti promotori e ospitanti dei tirocini. Le linee guida definiscono anche chi sono i soggetti promotori. Le Regioni e Province Autonome individuano soggetti, pubblici e privati, accreditati o autorizzati, che possono promuovere il tirocinio nel proprio territorio e ne danno pubblicità e visibilità nel rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione. Tra gli altri, i soggetti promotori possono essere i servizi per l’impiego, le agenzie regionali per il lavoro, gli istituti di istruzione universitaria, istituti scolastici statali, le agenzie per il lavoro. I soggetti ospitanti sono gli enti pubblici o privati presso i quali viene realizzato il tirocinio, i quali devono essere in regola con le norme relative alla sicurezza sul lavoro.

Modalità di attivazione e attuazione dei tirocini: le convenzioni stipulate tra soggetti promotori e ospitanti. L’attivazione dei tirocini avviene sulla base di apposite convenzioni stipulate tra i soggetti promotori e i soggetti ospitanti pubblici e privati. Alla convenzione, che può riguardare più tirocini anche di diverse tipologie, deve essere allegato un progetto formativo per ciascun tirocinante, predisposto sulla base di modelli definiti dalle Regioni e Province Autonome, da sottoscrivere da parte dei tre soggetti coinvolti nell’esperienza di tirocinio (tirocinante, soggetto ospitante e soggetto promotore).

Il progetto formativo per ciascun tirocinante dovrà essere strutturato secondo le seguenti sezioni:

  • anagrafica: dati identificativi del tirocinante, dell’azienda o amministrazione pubblica, del soggetto promotore, del tutor individuato dal soggetto ospitante e del referente nominato del soggetto promotore;
  • elementi descrittivi del tirocinio: tipologia di tirocinio, settore di attività economica dell’azienda (codici di classificazione ATECO) o dell’amministrazione pubblica, area professionale di riferimento dell’attività del tirocinio (codici di classificazione CP Istat), sede prevalente di svolgimento, estremi identificativi delle assicurazioni, durata e periodo di svolgimento del tirocinio, sede prevalente di svolgimento, entità dell’importo corrisposto quale indennità al tirocinante;
  • specifiche del progetto formativo: a) indicazione, ove possibile, della figura professionale di riferimento nel Repertorio nazionale di cui alla legge n. 92/2012, art. 4, comma 67, ed eventuale livello EQF; b) attività da affidare al tirocinante durante il tirocinio; c) obiettivi e modalità di svolgimento del tirocinio; d) competenze da acquisire con riferimento alla figura professionale di riferimento;
  • diritti e doveri delle parti coinvolte nel progetto di tirocinio: tirocinante, tutor del soggetto ospitante e referente del soggetto promotore.

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