Lavoro

Tirocini formativi con stranieri: le procedure per attivarli

Tirocini formativi con stranieri: le procedure per attivarli
Per attivare i tirocini formativi con cittadini stranieri occorre rispettare i limiti numerici previsti per l’ingresso in Italia dal Decreto Ministeriale 25 giugno 2014 e osservare le prescrizioni contenute nelle Linee Guida varate con l’Accordo Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano. In sintesi gli step sono: apposizione del visto al progetto formativo prima dell’ingresso in Italia dello straniero e attivazione del tirocinio nei 15 giorni seguenti

E’ approdato in Gazzetta Ufficiale solo alla fine del mese di ottobre il Decreto Ministeriale 25 giugno 2014 che per la prima volta definisce il contingente triennale 2014/2016 per l’ingresso nel territorio nazionale di cittadini stranieri per la partecipazione a corsi di formazione professionali e tirocini formativi.

Le origini normative
La pubblicazione del decreto prende le mosse da un articolato panorama normativo che affonda le proprie radici nel decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 recante il Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. In particolare, in tale sede è l’art. 27, comma 1 che, tra i casi particolari di ingresso dall’estero, alla lettera f), prevede l’ingresso di «persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani, effettuando anche prestazioni che rientrano nell’ambito del lavoro subordinato».
A seguire il D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 recante il Regolamento di attuazione del citato Testo unico ove l’art. 40, comma 9, lettera a), prevede che gli stranieri possano fare ingresso in Italia, per finalità formativa, per lo svolgimento di tirocini funzionali al completamento di un percorso di formazione professionale.
L’art. 44-bis, comma 5, aggiunge che gli stranieri, in possesso dei requisiti previsti per il rilascio del visto di studio, che intendano frequentare corsi di formazione professionale, organizzati da enti di formazione accreditati ovvero che intendano svolgere i tirocini formativi possono essere autorizzati all’ingresso nel territorio nazionale nei limiti di un contingente (annuale). Si arriva infine al 2013 con l’introduzione della programmazione triennale in luogo di quella, menzionata, annuale da emanarsi con D.M. Lavoro di concerto con il Ministro dell’interno e degli affari esteri, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.

Determinazione del contingente per il triennio 2014-2016
Il contingente per l’anno 2013 è stato fissato nel numero di 5.000 gli ingressi per stranieri ammessi a frequentare i corsi e nel numero di 5.000, gli ingressi per stranieri chiamati a svolgere i tirocini formativi.
Considerato che, dal numero dei visti di ingresso per studio, tirocinio e formazione rilasciati dal Ministero degli affari esteri, l’utilizzo del contingente risulta molto ridotto rispetto alla disponibilità, e considerato altresì che si tratta della prima programmazione su base triennale, che avviene in un contesto di sostanziale blocco di quote di ingresso, e che le tipologie di ingresso considerate, al termine del periodo di formazione o tirocinio, sono convertibili in permessi di soggiorno per motivi di lavoro, consentendo l’ingresso di manodopera qualificata, per le eventuali future esigenze del mercato del lavoro italiano, con il recente D.M. viene determinato il contingente per triennio 2014-2016 (si tratta della prima programmazione) recante il limite massimo all’ingresso in Italia di stranieri per motivi di studio.
In particolare, si fa riferimento a:

  • 7.500 unità per la frequenza a corsi di formazione professionale finalizzati al riconoscimento di una qualifica o alla certificazione delle competenze acquisite di durata non superiore a 24 mesi, organizzati da enti di formazione accreditati secondo le norme regionali in attuazione dell’Intesa tra Stato e Regioni del 20 marzo 2008;
  • 7.500 unità per lo svolgimento di tirocini formativi e d’orientamento promossi dai soggetti promotori individuati dalle discipline regionali in materia di tirocini extracurricolari e di orientamento così come previsto dal D.M. 22 marzo 2006, in funzione del completamento di un percorso di formazione professionale.

Quali sono gli adempimenti previsti per l’avvio dei tirocini?
Chi intende avviare un cittadino straniero ai tirocini deve rispettare quanto prescritto dalle Linee guida contenute nell’Accordo Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 5 agosto 2014. In tale occasione, oltre alle Linee Guida, sono state approvate anche la modulistica e le modalità operative con le quali deve avvenire l’ingresso dei cittadini extracomunitari per motivi formativi.
I passaggi salienti da ricordare sono i seguenti:
<ul

  • il tirocinio deve essere attivato entro 15 giorni dalla richiesta del permesso di soggiorno;
  • oltre agli ordinari obblighi, l’ospitante deve fornire al tirocinante idoneo vitto e alloggio, secondo la regolamentazione nazionale;
  • l’ospitante ha l’obbligo, nei confronti dello Stato, di pagare le spese di viaggio per il suo rientro coattivo nel Paese di provenienza, salvo diversi accordi con il promotore. Le spese di vitto e alloggio vanno calcolate a parte rispetto alla indennità di partecipazione stabilite dalle normative regionali.

Oltre a questo, si annota come vi sia l’obbligo di redigere un progetto formativo da sottoporre al visto delle competenti autorità (uffici regionali o provinciali) ove viene indicato il percorso di formazione professionale che si intende completare con il tirocinio in Italia che comunque non potrà essere utilizzato per attività lavorative per le quali non sia necessario un periodo formativo, ne’ per professionalità elementari connotate da compiti generici e ripetitivi ovvero per attività riconducibili alla sfera privata.
Successivamente, una volta ottenuto:

  • il visto per il progetto, il soggetto promotore/ospitante deve trasmettere tutta la documentazione allo straniero affinchè questi richieda il visto d’ingresso, rilasciato nel rispetto del contingente triennale. In particolare, il progetto formativo viene presentato alla rappresentanza diplomatica o consolare competente ai fini del rilascio del visto di ingresso;
  • il visto d’ingresso, lo straniero dovrà richiedere entro 8 giorni dall’ingresso in Italia al Questore della provincia in cui si trova il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di tirocinio.

Infine, il soggetto ospitante deve comunicare per via telematica l’attivazione del tirocinio, così come la cessazione, la proroga ed eventuale trasformazione del rapporto.

Predisposizione dei moduli formativi
I moduli formativi obbligatori che compongono il progetto formativo devono essere finalizzati:

  • almeno alla conoscenza della lingua italiana a livello A1, ove non già posseduta;
  • alla acquisizione di competenze relative alla organizzazione e sicurezza del lavoro, ai diritti e ai doveri dei lavoratori e delle imprese.
Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano

Potrebbe anche interessarti:

Tirocini formativi con stranieri: procedura e modalità di attivazione
Tirocini formativi: come si calcola il premio INAIL
Speciale linee guida sui tirocini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *