Lavoro

TFR in busta paga: penalizzate le piccole imprese

Uno degli elementi di maggior novità della Legge di Stabilità 2015 è rappresentato dall’anticipazione del TFR in busta paga. Il lavoratore potrà sperimentalmente chiedere l’erogazione diretta in busta paga, anziché l’accantonamento, del proprio TFR maturando. Quali le misure compensative per le imprese?
Uno degli elementi di maggior novità della Legge di Stabilità 2015 è rappresentato dall’anticipazione del TFR in busta paga. Il lavoratore potrà sperimentalmente chiedere l’erogazione diretta in busta paga, anziché l’accantonamento, del proprio TFR maturando. Quali le misure compensative per le imprese?

Per i periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, è previsto che i lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro, possano richiedere al datore di lavoro di percepire direttamente in busta paga la quota maturanda di TFR (al netto del contributo di cui all’articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297), compresa quella eventualmente destinata ad una forma pensionistica complementare. Sono esclusi i lavoratori domestici ed i lavoratori del settore agricolo.
L’opzione va presentata con modalità esplicite e non è reversibile, quindi la richiesta interessa il TFR maturando per 40 mesi e tale periodo non è negoziabile e non può essere ridotto.
L’importo erogato in busta paga è assoggettato a tassazione ordinaria e non è imponibile ai fini previdenziali.
Tale meccanismo non è consentito nei caso di datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali e alle aziende dichiarate in crisi di cui all’articolo 4 della legge 29 maggio 1982, n. 297.

Effetti sul datore di lavoro
Gli effetti più rilevanti si rimarcano in relazione ai datori di lavoro con meno di 50 dipendenti che, fino ad ora, non erano stati obbligati a conferire altrove il TFR e avevano potuto continuare ad averne la disponibilità in azienda.

I datori di lavoro con più di 50 dipendenti, infatti, già dal 2007 erano stati obbligati dal legislatore a conferire il TFR a previdenza complementare (o a FONDINPS – nel quale confluiscono i versamenti di coloro che aderiscono tacitamente alla previdenza complementare e per i quali o non è attiva alcuna forma pensionistica collettiva di riferimento o, tra più forme collettive di riferimento, non è individuabile quella di destinazione.), ovvero al Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS (che è il fondo che raccoglie il TFR dei lavoratori impiegati presso datori di lavoro con una media di almeno 50 dipendenti nel 2006 che hanno deciso di mantenere il TFR in azienda).

Con il nuovo disposto normativo, anche nel caso in cui il lavoratore – dipendente da un datore di lavoro che occupi meno di 50 dipendenti – opti per avere il pagamento direttamente in busta paga del TFR maturando, il pagamento dovrà essere effettuato dal datore di lavoro direttamente in busta paga.
Il legislatore ha previsto che i datori di lavoro che non intendono corrispondere immediatamente con risorse proprie la quota di TFR maturanda possono accedere ad un finanziamento assistito da garanzia. A questo proposito viene istituito presso l’INPS un apposito Fondo di garanzia.

Modalità e costi dell’accesso ai finanziamenti
I datori di lavoro che intendano accedere ai finanziamenti per il pagamento del TFR maturando, devono tempestivamente richiedere all’INPS apposita certificazione del trattamento di fine rapporto maturato in relazione ai montanti retributivi dichiarati per ciascun lavoratore. Sulla base delle certificazioni tempestivamente rilasciate dall’INPS, il datore di lavoro può presentare richiesta di finanziamento presso una delle banche o intermediari finanziari che aderiscono all’apposito accordo-quadro da stipularsi tra i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze e l’Associazione bancaria italiana. Il finanziamento è assistito da garanzia rilasciata dal Fondo costituito presso l’INPS.
I medesimi datori di lavoro versano al Fondo un contributo mensile pari a 0,2 punti percentuali della retribuzione imponibile ai fini previdenziali nella stessa percentuale della quota maturanda liquidate come parte integrativa della retribuzione (al netto del contributo di cui all’articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297).
Il costo del finanziamento è dunque rappresentato dal tasso applicato dalla banca più il contributo dello 0,2%.

Effetti della disposizione normativa
Per espressa previsione normativa, in relazione alla determinazione del reddito imponibile per stabilire il diritto al cd “cuneo fiscale” (bonus di 80€/mese), non si tiene conto delle somme erogate a titolo di TFR maturando erogato direttamente in busta paga.
Più complessa e articolata è la valutazione relativa ad altri elementi connessi.

Ad esempio si può ipotizzare che la tassazione IRPEF corrente cui è assoggettato il TFR maturando in caso di erogazione diretta in busta paga sia più elevata rispetto a quella (di solito più favorevole) differita.

Allo stesso modo si potrebbero ipotizzare riduzioni nell’importo delle detrazioni IRPEF spettanti al lavoratore (per effetto dell’aumento della retribuzione, maggiorata dall’importo del TFR), e una eventuale riduzione dell’importo degli assegni al nucleo familiare per lo stesso motivo. Anche altre prestazioni legate al reddito (ad esempio gli assegni per invalidità civile parziale o 100%) potrebbero non spettare più per superamento del reddito derivante dall’aumento di imponibile dovuto al TFR.
Per quanto riguarda gli effetti pensionistici di tale scelta, dal punto di vista del lavoratore, dal momento che la somma non costituisce imponibile contributivo, il montante contributivo e la retribuzione media settimanale sulla quale l’INPS andrà a calcolare l’importo della pensione non aumentano, quindi l’importo della pensione rimarrà invariato. Naturalmente il TFR erogato al termine del rapporto di lavoro sconterà la mancanza di 40 mesi di versamenti e relative rivalutazioni annuali.
Per quanto riguarda il mancato versamento delle somme sia a previdenza complementare o a FONDINPS, sia al Fondo di Tesoreria, per gli stessi si verifica un minor gettito immediato e una conseguente minore erogazione di prestazione nei confronti del lavoratore in seguito.
Dal punto di vista delle aziende, si evidenzia la necessità di ulteriori adempimenti per la gestione della scelta del lavoratore e dell’eventuale richiesta di una linea di credito e del relativo pagamento di ulteriori oneri, sia in termini di interessi che di misure compensative non applicabili.

Misure compensative
Per quanto attiene alle misure compensative, previste dal legislatore solo nel caso di conferimento del TFR a previdenza complementare (o FONDINPS) e al Fondo di Tesoreria, la situazione fino ad oggi era la seguente:

  • l’art. 10, comma 2, del D.Lgs. n. 252/2005 stabilisce che “il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo al Fondo di garanzia previsto dall’articolo 2 della legge 297/1982, e successive modificazioni, nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al Fondo di Tesoreria”;
  • l’art. 8, comma 1, della Legge n. 203/2005 stabilisce che “in relazione ai maggiori oneri finanziari sostenuti dai datori di lavoro per il versamento di quote di trattamento di fine rapporto (TFR) alle forme pensionistiche complementari ovvero al Fondo di Tesoreria, è riconosciuto, in funzione compensativa, l’esonero dal versamento dei contributi sociali (..), per ciascun lavoratore, nella misura dei punti percentuali indicati nell’allegata tabella A, applicati nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al predetto Fondo presso la tesoreria dello Stato”.

Con la nuova disposizione in corso di approvazione:

  • per i datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze meno di 50 addetti e non optino per lo schema di accesso al credito (finanziamento) e per i datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o superiore a 50 addetti, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, relativamente alle quote maturande di TFR liquidate in busta paga;
  • per i datori di lavoro che abbiano alle proprie dipendenze meno di 50 addetti, i quali optino per lo schema di accesso al credito (finanziamento), si applicano le disposizioni di cui all’articolo 10, comma 2, del D.Lgs. n. 252/2005 e non si applicano le disposizioni di cui al predetto articolo 10, commi 1 e 3.
 
MISURE COMPENSATIVE PER LE IMPRESE (D.LGS. N. 252/2005, ARTICOLO 10)
NORMATIVA IN VIGORE LEGGE DI STABILITA’ 2015
Comma 1. Dal reddito d’impresa è deducibile un importo pari al 4 per cento dell’ammontare del TFR annualmente destinato a forme pensionistiche complementari e al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile; per le imprese con meno di 50 addetti tale importo è elevato al 6 per cento. (deduzione 4% o 6% dal reddito di impresa)
– OK per datori di lavoro con più di 50 addetti;
– OK per datori di lavoro con meno di 50 addetti che non optino per l’accesso al credito;
NON applicabile per datori di lavoro con meno di 50 addetti che optino per l’accesso al credito.
Comma 2. Il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo al Fondo di garanzia previsto dall’articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297, e successive modificazioni, nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile. (0,20% ovvero 0,40% per i dirigenti industriali)
– OK per datori di lavoro con più di 50 addetti;
– OK per datori di lavoro con meno di 50 addetti che non optino per l’accesso al credito;
OK per datori di lavoro con meno di 50 addetti che optino per l’accesso al credito.
Comma 3. Un’ulteriore compensazione dei costi per le imprese, conseguenti al conferimento del TFR alle forme pensionistiche complementari e al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile, è assicurata anche mediante una riduzione del costo del lavoro, attraverso una riduzione degli oneri impropri, correlata al flusso di TFR maturando conferito, nei limiti e secondo quanto stabilito dall’articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e successive modificazioni.
L’art. 8 c. 1 della Legge n. 203/2005 stabilisce che in relazione ai maggiori oneri finanziari sostenuti dai datori di lavoro per il versamento di quote di trattamento di fine rapporto (TFR) alle forme pensionistiche complementari ovvero al Fondo di Tesoreria, è riconosciuto, in funzione compensativa, l’esonero dal versamento dei contributi sociali (..), per ciascun lavoratore, nella misura dei punti percentuali indicati nell’allegata tabella A, applicati nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al predetto Fondo presso la tesoreria dello Stato.
(0,28% dal 2014)
– OK per datori di lavoro con più di 50 addetti;
– OK per datori di lavoro con meno di 50 addetti che non optino per l’accesso al credito;
NON applicabile per datori di lavoro con meno di 50 addetti che optino per l’accesso al credito.

I datori di lavoro con meno di 50 dipendenti che accedano al finanziamento per il pagamento del TFR maturando direttamente in busta paga, non potranno quindi beneficiare delle misure compensative di cui ai commi 1 e 3 dell’articolo 10 del D.Lgs. n. 252/2005 e tale circostanza rappresenta un ulteriore e pesante onere nei loro confronti, che va ad aggiungersi al fatto di non più poter disporre delle somme che prima potevano essere accantonate.

Tags

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di sicurezza *Captcha loading...

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close