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Tesoro: per le famiglie 1 miliardo di tasse in meno

Tesoro: per le famiglie 1 miliardo di tasse in meno
Con la nuova Legge di Stabilità “complessivamente le famiglie dovrebbero beneficiare di una riduzione della pressione fiscale di circa 1 miliardo di euro”

Con la nuova Legge di Stabilità “complessivamente le famiglie dovrebbero beneficiare di una riduzione della pressione fiscale di circa 1 miliardo di euro”. È quanto scrive il Ministero del Tesoro in una nota. “Le famiglie – spiega – sono quindi tenute al riparo da significativi incrementi di imposta (sono solo parzialmente interessate dall’aumento dell’imposta di bollo su conti deposito titoli e altri strumenti finanziari e dalla revisione delle detrazioni) mentre sono oggetto di sgravi fiscali (1,5 miliardi di maggiori detrazioni Irpef) e di un intervento in favore dei comuni pari a 1 miliardo teso a ridurre l’impatto delle imposte sugli immobili“.

Per la prima volta negli ultimi anni – sottolinea il Ministero – la manovra finanziaria riduce la pressione fiscale di un decimo di punto percentuale (da 44,3 a 44,2% del Pil) segnando una inversione di tendenza: obiettivo prioritario del Governo è di ridurre le tasse e la diminuzione della pressione fiscale sarà più marcata negli anni successivi (43,7% nel 2016, che potrebbe diminuire ulteriormente grazie alla revisione della spesa recentemente avviata)”.

La risposta della Cgia di Mestre. L’aumento delle tasse sulle banche avrà anche ricadute negative sulle famiglie e sulle imprese. Lo sostiene la Cgia di Mestre, ribadendo che con la Legge di Stabilità “le imposte aumenteranno di 1,1 miliardo di euro nel 2014“. “Nel confermare la correttezza dei dati diffusi sull’impatto economico prodotto da tutte le voci fiscali introdotte dal disegno di Legge di Stabilità, pari a 1,1 miliardi di euro di tasse in più nel 2014 – si legge in una nota – la Cgia, in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal Vice Ministro dell’Economia Stefano Fassina, segnala che nel proprio comunicato stampa ha riportato con evidenza e precisione che l’aggravio fiscale più importante interesserà gli istituti di credito“.

Analizzando le singoli voci – prosegue la Cgia – notiamo che tra le maggiori entrate spiccano i 2,6 miliardi di euro relativi alle svalutazioni dovute alle perdite dei crediti. Si tratta di maggiori entrate legate al mutamento delle regole che disciplinano il trattamento fiscale delle perdite e delle svalutazioni dei crediti delle banche e delle imprese che operano nel settore finanziario e assicurativo“. “Le novità normative permetteranno in futuro di ottenere dei risparmi di imposta, consentendo a queste imprese di dedurre le perdite in cinque anni“, aggiunge.

E’ molto discutibile – continua la Cgia – sostenere che l’aumento del prelievo fiscale sulle banche non darà luogo a nessuna ricaduta sulle famiglie e sulle imprese. Anche se si aumentano le tasse solo alle banche, sempre  tasse sono e gli effetti negativi sui correntisti rischiano di essere molto pesanti“. “Le tasse – ricorda la Cgia – si possono traslare: in questo caso percuoteranno le banche, ma potranno incidere anche sui portafogli dei cittadini“.

La Cgia poi ricorda “quanto è emerso nel gennaio di quest’anno nella relazione al Parlamento redatta  dall’Autorità dell’Energia elettrica e del Gas che, a seguito dell’introduzione della Robin Hood Tax (addizionale Ires che nel 2008 interessò le aziende energetiche e petrolifere) ha monitorato il comportamento delle 476 imprese interessate da questa nuova imposta. Ebbene, l’Autorità ha avuto modo di rilevare che ben 199 aziende avevano trasferito il maggiore onere tributario sui propri clienti, nonostante questa operazione fosse vietata dalla legge“.

Sono convinto – dichiara il Segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – che il Governo sta lavorando bene e in più di una occasione ho avuto modo di affermare che in questo momento è l’unico Esecutivo in grado di guidare il Paese. Fermo restando che la precisazione del Vice Ministro Stefano Fassina è sicuramente opportuna, se avesse avuto modo di leggere in nostro comunicato e le tabelle allegate avrebbe capito che queste cose le avevamo già dette noi“. “A dimostrazione della nostra equanimità, già nel sottotitolo del comunicato avevamo avuto modo di sottolineare che gli effetti positivi della manovra si faranno sentire nel 2015 e nel 2016“, conclude.

Per la Cgia “il nuovo peso fiscale che graverà l’anno prossimo sulle banche” è “una tassa una tantum che almeno in parte potrà essere traslata sui clienti, potrà incentivare la riduzione del credito erogato alle imprese, in particolar modo a quelle più piccole, e mettere in difficoltà i piccoli istituti di credito che in questo momento si trovano in grave difficoltà“.

Cresce la disoccupazione. Dall’inizio della crisi economica – il 2007 – ci sono un milione e 200mila disoccupati in più. A lanciare l’allarme, che riguarda in larga parte i giovani, il Ministero del Lavoro, che parla di “controtendenza” per la fascia d’età fra i 55 e i 64 anni. Nel 2012, il tasso di disoccupazione giovanile (fra i 15 e i 24 anni) ha superato il 35%, ed è cresciuto nell’anno in corso. Intanto, gli incentivi per le assunzioni di “Under30” – decisi a giugno dal Governo – hanno coinvolto circa 13mila unità e 5.300 datori di lavoro.

Polemica Letta-Grillo. La lotta alla disoccupazione giovanile rappresenta “il pilastro della nostra azione“. È quanto afferma il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, replicando su Facebook alle critiche di Beppe Grillo sul Bonus giovani.

Le difficoltà emerse dai dati relativi ai mesi precedenti all’avvio del Bonus confermano un disagio diffuso e preoccupante e rafforzano la convinzione che questa debba essere la priorità del Governo e dell’intero Paese – aggiunge -. Io non mollerò questa lotta. E ciò a dispetto del disfattismo di chi pare non riuscire a non criticare chi cerca di agire e di fare le cose per bene, quasi solo per la soddisfazione di vedere le cose andare ancora peggio, oltreché per la necessità di caratterizzarsi solo e soltanto per contrasto. I 14mila giovani che in queste settimane hanno trovato un lavoro grazie al nostro Bonus sono il vero stimolo ad andare avanti. Ancor più determinati“, conclude.

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