Lavoro

Terziario, l’Inail aggiorna le tariffe

Terziario, l’Inail aggiorna le tariffe
Riscrittura del settore terziario per adeguarlo alla dimensione attuale, introduzione di voci oggi assenti come ipermercati, supermercati e asili nido, accorpamento di alcune voci tariffarie per rendere più semplice il processo di classificazione, verifica della possibilità di portare nella tariffa ordinaria anche i cicli produttivi del settore navigazione

Riscrittura del settore terziario per adeguarlo alla dimensione attuale, introduzione di voci oggi assenti come ipermercati, supermercati e asili nido, accorpamento di alcune voci tariffarie per rendere più semplice il processo di classificazione, verifica della possibilità di portare nella tariffa ordinaria anche i cicli produttivi del settore navigazione.

La revisione delle tariffe Inail – da realizzare entro il biennio 2014-2016 per esplicita disposizione della legge di Stabilità per il 2014 (legge n. 147/13) – sta impegnando su più fronti i tecnici dell’Istituto.

Si ricorda che la tariffa attuale viene distinta in quattro gestioni (Industria, Artigianato, Terziario, altre attività) e con una distribuzione delle aziende nelle gestioni in base alla classificazione delle attività fatta in Inps. Tale sistema tariffario consente di distribuire gli oneri assicurativi secondo un criterio di solidarietà tra i diversi comparti produttivi. Il criterio mutualistico viene poi temperato attraverso la previsione dell’oscillazione del tasso medio per ciascuna azienda in base al proprio rischio specifico.

I tassi di tariffa ora vigenti sono stati determinati nel 2000, assumendo a base gli infortuni e le malattie professionali maturati nel triennio di osservazione 1995-97.

L’aggiornamento è doveroso sia perché il fenomeno infortunistico varia il proprio andamento, sia perché lo sviluppo tecnologico incide sulle lavorazioni facendole evolvere. In particolare, sotto il profilo dell’andamento infortunistico, si assiste oggi ad una contrazione degli infortuni sul lavoro, ad un incremento delle malattie professionali e ad una crescita esponenziale degli infortuni in itinere, il cui costo non ricade sulla singola azienda (come nel caso dell’infortunio sul lavoro), ma si spalma secondo un criterio di mutualità su tutti i datori di lavoro.

Ferma restando l’attuale suddivisione della tariffa in gruppi e sottogruppi, per quanto concerne le lavorazioni l’Inail sta partendo da una analisi accurata dei propri archivi che faccia emergere la significatività ad oggi delle voci di tariffa vigenti in base al numero delle posizioni assicurative territoriali (Pat). Detta analisi sta evidenziando l’esigenza di taluni accorpamenti di voci di tariffa attualmente disgiunte e in taluni casi anche di scorpori per la particolare importanza assunta nel tempo da alcuni cicli produttivi o segmenti di essi.

In quest’ottica si sta procedendo a una revisione nel settore terziario dell’attuale tariffa con introduzione espressa di alcune voci dedicate e da tempo ambite come ipermercati, supermercati e altro, ad oggi assenti. Dovranno, inoltre, essere introdotte voci ad hoc come nel caso degli asili nido oggi ascritti alla generica voce degli ospizi, brefotrofi e così via, con conseguente svecchiamento anche della terminologia dell’attuale tariffa.

Poiché quanto rappresentato nel nomenclatore tariffario rappresentala base del procedimento di classificazione da parte degli operatori dell’Istituto, si sta procedendo ad una complessiva opera di semplificazione che favorisca la omogeneità della classificazione sul territorio nazionale, evitando che aziende con cicli produttivi analoghi vengano diversamente classificate.

Nel contempo, per quanto concerne l’industria o l’artigianato, si stanno valutando aggiustamenti che renderanno i cicli produttivi meglio aderenti alla loro operatività attuale, facendo tesoro anche delle criticità operative palesatesi nel tempo.

Un’altra ipotesi sul tappeto è, infine, quella di poter avere una tariffa unica e valida anche per il settore navigazione, superando l’annoso problema della diversità tra le prestazioni rese ai lavoratori marittimi possibilmente, ove ne sussistano le precondizioni in termini di equilibrio tecnico finanziario, attraverso un miglioramento complessivo delle prestazioni economiche rese alla generalità dei lavoratori.

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