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Termini più lunghi per l’accertamento

Termini più lunghi per l'accertamento
La presentazione di una dichiarazione integrativa a favore è idonea a “rigenerare” i termini per l’accertamento

Nella circolare n. 31/E del 24 settembre 2013 l’Agenzia delle Entrate fornisce un ulteriore contributo nella direzione della risoluzione delle problematiche connesse alla correzione di errori commessi nell’imputazione di un componente positivo o negativo di reddito in applicazione del principio di competenza.

A questo riguardo l’Agenzia chiarisce che, nel caso di errore commesso in un periodo di imposta non più emendabile ai sensi dell’articolo 2, comma 8-bis del Dpr n. 322/98, mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore (per esempio, il periodo di imposta 2009), il contribuente deve ricostruire tutte le annualità interessate dal difetto di competenza fino ad arrivare all’ultima dichiarazione presentata (Unico 2012 per 2011). Solo per quest’ultima è possibile presentare una dichiarazione integrativa a favore (dichiarazione integrativa “di sintesi”), nella quale far confluire le risultanze delle riliquidazioni delle precedenti dichiarazioni (dal 2009 al 2011).

Sul punto, l’ufficio illustra anche le procedure che saranno dallo stesso attivate in questa fattispecie. In considerazione dell’evidente incoerenza tra il contenuto della dichiarazione integrativa “di sintesi” e quella del periodo di imposta alla stessa precedente, sarà inviata una comunicazione di irregolarità al contribuente, il quale avrà così l’occasione di illustrare le rideterminazioni degli imponibili operate.

Sempre in relazione all’attività di controllo connessa alla ripresentazione di una dichiarazione, l’Agenzia ritiene che la presentazione di una dichiarazione integrativa a favore è idonea a “rigenerare” i termini per l’accertamento: a partire dall’anno di presentazione della dichiarazione integrativa a favore “di sintesi” ripartono i termini di decadenza per l’attività accertativa non solo degli elementi esposti nell’integrativa, ma anche dei componenti di redditi «rigenerati in tale dichiarazione». Cosicché se si intendono far valere maggiori costi non dedotti nel 2009 ripresentando entro il prossimo 30 settembre l’Unico 2012 per i redditi 2011, l’ufficio ritiene di poter esercitare i propri poteri di controllo entro il 31 dicembre 2017, verificando anche i costi riferibili al periodo di imposta 2009 che in tale dichiarazione sono stati “rigenerati”.

Agenzia delle Entrate – Circolare N. 31/E/2013

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