Lavoro

Tassazione TFR: ecco come calcolare il suo ammontare e l’aliquota

I dipendenti privati possono chiedere un anticipo, i privati accedono ai Fondi Pensione negoziali
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Quello che viene comunemente denominato TFR, è l’acronimo del trattamento di fine rapporto, ossia la prestazione economica che compete al lavoratore subordinato all’atto della cessazione del rapporto di lavoro (per qualsiasi motivo, sia esso licenziamento, dimissioni, o raggiungimento dell’età della pensione). Per calcolare quanto TFR spetta all’atto della cessazione del rapporto lavorativo occorre effettuare un “semplice” calcolo. Per calcolare il montante totale occorre sommare la retribuzione annua e dividerla per 13,5. Tale montante va poi moltiplicato annualmente per l’indice di rivalutazione (attualmente tale indice è pari al 75 per cento dell’inflazione più 1,5 per cento fisso).

Tassazione separata del TFR. L’importo così calcolato viene definito lordo, in quanto maturato inglobando anche le tasse dovute. In particolare il trattamento di fine rapporto è soggetto ad una tassazione separata (per cui la somma totale è assoggettata ad un particolare trattamento fiscale). Le ultime modifiche all’art. 19 del TUIR sono state fatte con il decreto del 20 marzo 2008 con il quale sono stabilite nuove regole per quanto riguarda le indennità percepite dopo il 1° aprile 2008. La materia infatti è stata frequentemente oggetto di modifiche, e pertanto non risulta agevole, a prima vista, effettuare il calcolo di quanto sia dovuto in termine di imposte all’erario.

Come determinare l’imponibile. In base all’attuale normativa, le quote di TFR che sono maturate a partire dall’1 gennaio 2001 sono imponibili solo per la quota capitale, senza quindi considerare le rivalutazioni annuali. In generale, l’obbligo per il datore di lavoro di effettuare la ritenuta ai fini fiscali sorge al momento in cui il TFR viene erogato al lavoratore (stesso discorso per le indennità equipollenti come l’indennità di buonuscita). In ogni caso, la data del 1° gennaio 2001 fa da spartiacque, considerando che le somme maturate prima di tale data sono disciplinate in un particolare modo, mentre quelle maturate dopo sono disciplinate differentemente. Infatti, le quote maturate sino al 31.12.2000 sono interamente tassate dal datore di lavoro, mentre le altre sono assoggettate solo a ritenuta parziale da parte del datore di lavoro, in quanto sarà poi l’amministrazione finanziaria ad effettuare il calcolo corretto dell’imposta dovuta.

Come determinare l’aliquota del TFR. Dopo aver determinato la base imponibile totale del TFR occorre determinare l’aliquota media che sarà applicabile alla stessa. Questa tiene conto dell’aliquota media che il lavoratore ha subito negli ultimi cinque anni ai fini della tassazione Irpef. Per i rapporti di lavoro con durata inferiore ai due anni e per i TFR che hanno un reddito di riferimento non superiore ai 30 mila euro, con diritto che sorge a partire dal 1° aprile 2008 sono previste detrazioni particolari.

Inoltre, ai sensi dell’art. 1 del D.M. 20.03.2008 emanato in attuazione della legge n. 244 del 2007 viene applicata una particolare riduzione, a partire dall’indennità e trattamenti corrisposti dopo il 1° aprile 2008, sull’importo totale da versare all’erario. Tali riduzioni sono pari a:

  • 70 euro qualora il reddito di riferimento non superi i 7.500 euro;
  • 50 euro più 20 euro x (28 mila euro – reddito di riferimento) / 20.400 euro se l’ammontare del reddito di riferimento è comunque superiore a 7.500 euro ma non a 28 mila euro;
  • 50 euro x (30 mila euro – reddito di riferimento) / 20.500 euro, se il reddito di riferimento è superiore a 28 mila euro ma non a 30 mila euro.

Successivamente a tali operazioni gli uffici dell’Agenzia delle Entrate riliquidano l’imposta dovuta in base all’aliquota media di tassazione dei 5 anni anteriori alla cessazione del rapporto di lavoro, e se la differenza di imposta non pagata supera i 100 euro emettono un avviso di pagamento al diretto interessato (è possibile anche che il datore di lavoro abbia effettuano una trattenuta maggiore del dovuto, ed in questo caso gli uffici finanziari rimborsano il maggiore credito).

Indennità equipollenti al TFR. Le indennità equipollenti sono in genere imponibili per un importo che si determina riducendo l’ammontare netto per una somma pari a 309,87 euro per ogni anno in cui si è maturata tale tipo di indennità. Inoltre, nel caso in cui il reddito non superi i 30 mila euro, per le indennità erogate dopo il 1° aprile 2008 viene applicata un’ulteriore riduzione (61,97 euro per ciascun anno).
L’imposta è determinata applicando un’aliquota definita in base alla formula:

(indennità + somme versata a fondi di previdenza) x 12 / numero di anni di anzianità effettiva

A tale somma viene tolta una detrazione calcolata in base all’aliquota del contributo previdenziale posto a carico dei lavoratori dipendenti e l’aliquota del contributo versata dal fondo o cassa di previdenza.

Anticipo del TFR. All’atto dell’erogazione viene effettuata la ritenuta che viene calcolata in base alle regole sopra esposte, alla stregua del totale del trattamento, calcolando di conseguenza l’aliquota media dovuta per i cinque anni antecedendi alla data di erogazione dell’anticipo.

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