Diritto

Tassazione separata: il Fisco deve comunicare l’esito della liquidazione

Tassazione separata: il Fisco deve comunicare l'esito della liquidazione
Nulla l’iscrizione a ruolo se l’Erario non comunica al contribuente l’esito dell’attività di liquidazione dei redditi soggetti a tassazione separata

In tema di riscossione delle imposte, sussiste l’obbligo in capo all’Agenzia delle Entrate di comunicare al contribuente l’esito dell’attività di liquidazione, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata, sicché l’omissione di tale comunicazione determina la nullità del provvedimento di iscrizione a ruolo, indipendentemente dalla ricorrenza, o meno, di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 14544 del 13 luglio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate contro la sentenza con la quale la CTR, in accoglimento dell’impugnazione proposta da un contribuente, annullava una cartella di pagamento emessa per Irpef relativa a redditi soggetti a tassazione separata per l’anno 2006, ritenendo decisivo il mancato invio alla parte contribuente dell’invito bonario di pagamento o di altra comunicazione che appariva obbligatoria dopo l’entrata in vigore dello Statuto del contribuente.

Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, lamentando che la comunicazione o invito bonario anche in tema di redditi soggetti a tassazione separata era dovuta solo in presenza di incertezze di aspetti rilevanti della dichiarazione.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate. Sul punto, gli Ermellini richiamano l’orientamento della Suprema Corte in base al quale: “In tema di riscossione delle imposte, l’art. 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, obbliga l’Agenzia delle Entrate, in esecuzione di quanto sancito dall’art. 6, comma 5, della legge 27 luglio 2000, n. 212, a comunicare al contribuente l’esito dell’attività di liquidazione, effettuata ai sensi dell’art. 36-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata, sicché l’omissione di tale comunicazione determina la nullità del provvedimento di iscrizione a ruolo, indipendentemente dalla ricorrenza, o meno, di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione” (Cass. n. 11000/2014).

Nel caso di specie, la CTR aveva escluso che l’avviso bonario fosse necessario per le ipotesi di somme indicate dal contribuente nella dichiarazione e non versate o quando fosse stato commesso un evidente errore materiale, invece ritenendo dovuta detta comunicazione “(…) in tutti gli altri casi, specie se vengono comminate sanzioni ed accessori, trattandosi di veri e propri atti impositivi, nemmeno potendosi imporre al contribuente di recarsi presso gli Uffici per ottenere chiarimenti o l’eliminazione e riduzione delle sanzioni”.

In definitiva la Corte territoriale, ritenendo necessario il previo avviso bonario, si è uniformata ai principi giurisprudenziali della Suprema Corte appena esposti.

Ne consegue il rigetto del ricorso.

Corte di Cassazione – Ordinanza N. 14544/2015

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