Diritto

TARSU alberghi: cartelle annullate per rilevanza del giudicato esterno

TARSU alberghi: cartelle annullate per rilevanza del giudicato esterno
La CTR Puglia ha rigettato l’appello di un Comune annullando varie cartelle esattoriali relative a TARSU emesse nei confronti di una società alberghiera. Secondo la CTR, poiché una precedente sentenza, passata in cosa giudicata, ha per oggetto il medesimo rapporto di tassazione di quello sottoposto al loro giudizio (TARSU, sia pure riferita ad annualità diverse) e risolve una questione di diritto fondamentale (equiparazione o differenza tra tassazione per gli alberghi e le residenze) e comune a tutte le cause, essa costituisce giudicato esterno di cui si deve necessariamente tenere conto, a prescindere dalla correttezza delle sue impostazioni in punto di diritto

Con sentenza n. 2452/23/14 del 28 novembre 2014, la Commissione Tributaria Regionale di Bari ha rigettato l’appello di un Comune annullando varie cartelle esattoriali relative a TARSU emesse nei confronti di una società alberghiera.

IL FATTO
Il caso trae origine dall’impugnazione, da parte di un Comune, della sentenza di primo grado che aveva annullato le cartelle esattoriali relative a TARSU, anni 2005 e 2006, per un importo complessivo pari a 150.000 euro.

Peraltro, la CTR, constatato che, a sua volta, la società aveva proposto appello avverso la sentenza relativa alla cartella esattoriale TARSU, anno 2007 (che, invece, aveva confermato la legittimità della pretesa fiscale) ha correttamente disposto la riunione di tutti i giudizi (anni 2005, 2006 e 2007) per evidente connessione oggettiva e soggettiva.

LA DECISIONE DELLA CTR BARI
Ebbene, i giudici di secondo grado hanno confermato le sentenze relative agli anni 2005 e 2006 ed hanno riformato la sentenza relativa all’anno 2007, annullando la relativa cartella. In particolare, i giudici sono giunti a tale decisione a seguito del deposito in giudizio da parte della società della sentenza della CTP di Lecce n. 248 del 21 febbraio – 30 maggio 2008, passata in giudicato, con la quale i giudici tributari, a seguito di ricorso da parte della contribuente, avevano annullato la cartella esattoriale relativa a TARSU, anno 2004, dell’importo di 75.000 euro.

Nello specifico, la Commissione Tributaria Regionale ha ritenuto che – poiché la sentenza n. 248 del 2008, passata in cosa giudicata, ha per oggetto il medesimo rapporto di tassazione di quello sottoposto al loro giudizio (TARSU, sia pure riferita ad annualità diverse) e risolve una questione di diritto fondamentale (equiparazione o differenza tra tassazione per gli alberghi e le residenze) e comune a tutte le cause – essa costituisce giudicato esterno di cui si deve necessariamente tenere conto, a prescindere dalla correttezza delle sue impostazioni in punto di diritto.

“Né ad avviso di questa Commissione sono ravvisabili disposizioni imperative di rango costituzionale che consentano l’esclusione dell’efficacia preclusiva del giudicato, in considerazione che non sono ravvisabili nella specie situazioni riconducibili ad abuso del diritto – principio posto a base delle sentenze contrarie che hanno ristretto la efficacia del giudicato esterno – ed ancora trattandosi nella specie di TARSU e cioè di tributo non armonizzato, entro certi limiti, valgono, ancora, i principi dell’art. 2909 c.c.”.

Infine, si rileva come, poiché anche per il 2008, 2009 e 2010 la società aveva presentato ricorso avverso le cartelle esattoriali TARSU, ed ora nei confronti delle relative sentenze favorevoli alla contribuente ha proposto appello il Comune, con molta probabilità i giudici, tenendo conto di questa sentenza, annulleranno anche le suddette cartelle (per un importo complessivo di circa 250.000 euro).
Per l’anno 2007, invece, il Comune dovrà procedere al rimborso di quanto già pagato dalla società per un importo complessivo di 100.000 euro.

CTR Bari – Sentenza N. 2452/23/2014

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