Fisco

Tares: dal 1 gennaio 2013 si paga la nuova tassa sui rifiuti

Dal 1 gennaio 2013 si pagherà la Tares, ovvero la nuova tassa comunale sui rifiuti e sui servizi. Istituita dall’art. 14 del decreto “Salva Italia” (DL 201/2011), la conferma della sua entrata in vigore al prossimo anno è arrivata lo scorso 31 ottobre nel corso di un question time alla Camera, in cui il Dipartimento delle Finanze ha negato la richiesta di differimento del nuovo tributo, che sarà quindi applicato anche se non è stato emanato il decreto attuativo.
Cerchiamo di capire nel dettaglio cosa è la Tares, come si calcola e come si paga, chi ne è escluso e chi usufruisce di tariffe ridotte e quali sono le scadenze.

[alert_custom]COS’E’ LA Tares[/alert_custom]

Il nuovo tributo accorperà in una sola tassa le diverse fasi della gestione dei rifiuti da parte dei Comuni. Essa abroga tutti gli altri tributi sui rifiuti vigenti (Tarsu, Tia1 e Tia2), sia di natura patrimoniale sia di natura tributaria, inclusa l’addizionale per l’integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza. Essa semplifica il processo di imposizioni sui rifiuti (che oggi è suddiviso tra settore privato, residenziale e commerciale) in attuazione del federalismo municipale. In sostanza, si tratta di un’unica tassa sui rifiuti sia per la gestione, sia per la raccolta, che per lo smaltimento, che si applicherà sia agli utenti persone fisiche sia agli esercizi commerciali.

[alert_custom]ENTRATA IN VIGORE[/alert_custom]

La nuova tassa entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013 in tutti i Comuni del territorio nazionale.

[alert_custom]SOGGETTI PASSIVI DEL TRIBUTO[/alert_custom]

La Tares va pagata da tutti i soggetti (persone fisiche e giuridiche) che possiedono/occupano/detengono case, abitazioni, locali commerciali e non, aree coperte e scoperte e qualsiasi unità locale e non, in grado di generare rifiuti solidi urbani.

[alert_custom]SOGGETTI ESONERATI DAL PAGAMENTO[/alert_custom]

Come accadeva per Tarsu e Tia, vi sono categorie di soggetti che non dovranno versare tale imposta. Sono esonerate dal pagamento:

  • le persone fisiche che possiedono aree scoperte accessorie o pertinenziali a civili abitazioni e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva;
  • le imprese, società persone giuridiche o altri soggetti che gestiscono rifiuti speciali e che già provvedono allo smaltimento diretto di quella tipologia di rifiuti.
[alert_custom]METODO DI CALCOLO DEL TRIBUTO[/alert_custom]

Per gli immobili a destinazione ordinaria o iscrivibili nel catasto edilizio urbano la superficie soggetta al tributo sarà pari all’80% della superficie catastale, determinata secondo i criteri stabiliti dal regolamento di cui al D.P.R. 138/1998 in materia di revisione generale delle zone censuarie e delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane. Per gli altri immobili vale la superficie calpestabile. Nei casi di unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria prive di planimetria catastale o con attribuzione di rendita presunta, sarà l`Agenzia del Territorio a determinare una superficie convenzionale sulla base degli elementi di consistenza in proprio possesso. La tipologia dell’immobile e la zona censuaria in cui si situa l’area potranno determinare, a seconda dei comuni, maggiorazioni o agevolazioni nel pagamento.

[alert_custom]CRITERI DI DETERMINAZIONE DEL TRIBUTO[/alert_custom]

La tariffa è commisurata all’anno solare e alla quantità e qualità media ordinaria di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. Si compone di tre parti:

  • una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti;
  • una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione;
  • una quota inerente i costi dello smaltimento.
[alert_custom]MODALITA’ ATTUATIVA DI DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA[/alert_custom]

Fino a quando non sarà emanato il regolamento ministeriale che stabilirà i criteri per l’individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti non è possibile quantificare con precisione quali saranno le tariffe. Nel frattempo, i Comuni dovranno deliberare la tariffa facendo riferimento alle disposizioni contenute nel D.P.R. 158/1999. Alla tariffa così determinata si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni. I Comuni possono modificare la misura della maggiorazione fino a 0,40 euro.

[alert_custom]RIDUZIONI TARIFFARIE[/alert_custom]

Il Comune può prevedere anche riduzioni tariffarie, nella misura massima del 30%, nel caso di:

  • abitazioni con unico occupante;
  • abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo;
  • locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti a uso stagionale o a uso non continuativo, ma ricorrente;
  • abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di 6 mesi all’anno, all’estero;
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Altri possibili “sconti” sono previsti:

  • per le zone in cui non è effettuata la raccolta, il tributo è dovuto in misura non superiore al 40% della tariffa da determinare, anche in maniera graduale, in relazione alla distanza dal più vicino punto di raccolta;
  • relativamente alla raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche sono assicurate riduzioni nella modulazione della tariffa;
  • nel caso di recupero dei rifiuti, alla tariffa è applicato un coefficiente di riduzione proporzionale alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero.
[alert_custom]MODALITA’ DI RISCOSSIONE[/alert_custom]

Non essendo ancora stati deliberati i decreti attuativi, non si conoscono le modalità di pagamento della nuova Tarsu. Probabilmente il pagamento avverrà tramite modello F24.

2 Commenti

  1. La tassa rifiuti dovrebbe essere per ogni persona fisica e non sulle abitazioni, (nessuno puo vivere senza produrre rifiuti),di conseguenza ogni persona che vive sul suolo nazionale dovrebbe pagare il proprio contributo, le tasse sono già applicate sui consumi (IVA), sullo stipendio, sulle auto ecc. ecc. È ora di dire basta a questa banda di ladri che ci governa !!!
    Invece di cercare altri miliardi con altre tasse perché non si colpisce chi rubava e continua a rubare da 50 anni a tutt’oggi ??? Le leggi in Italia vengono fatte in base ai voti che si possono raccogliere per poter tenere il culo sulla poltrona, nel frattempo le industrie chiudono e la disoccupazione aumenta, e l’Italia e in vendita….

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