Fisco

Studi di settore «superati» con la giustificazione nelle note di Unico

Studi di settore «superati» con la giustificazione
Le annotazioni agli studi di settore, da riportare nel campo “note aggiuntive” di Unico, consentono di chiarire le motivazioni sottese al mancato adeguamento al ricavo puntuale e/o di illustrare le cause relative all’incoerenza nei confronti di uno o più indicatori

In vista dell’invio delle dichiarazioni fiscali, molti professionisti devono definire le ultime questioni aperte. Tra queste, particolare attenzione meritano i casi dei contribuenti risultati non congrui e/o non coerenti agli studi di settore, che hanno deciso di non adeguarsi al ricavo suggerito da Gerico.
Tali casi sono tutt’altro che sporadici. Infatti, il funzionamento degli studi, che per loro natura riflettono una realtà economica “normalizzata”, non permette di percepire correttamente i fenomeni che esulano dalla normalità (si pensi, a titolo esemplificativo, ai casi di non normale svolgimento dell’attività o di marginalità economica). Chi versa in queste situazioni può quindi pensare di non pagare maggiori imposte a fronte di un adeguamento dei ricavi che non rispecchia l’effettiva attività esercitata.

Certo, tali situazioni sono facilmente oggetto di verifica fiscale. La normativa, tuttavia, fornisce al contribuente uno strumento che gli consente di agire preventivamente, fin dalla compilazione della dichiarazione dei redditi, al fine di limitare il rischio-verifica da parte degli uffici. Lo strumento è rappresentato dalle annotazioni agli studi di settore, da riportare nel campo “note aggiuntive” di Unico, che consentono di chiarire le motivazioni sottese al mancato adeguamento al ricavo puntuale e/o di illustrare le cause relative all’incoerenza nei confronti di uno o più indicatori. In altre parole, con tale strumento è possibile dimostrare, ancor prima che l’Agenzia delle Entrate metta in atto l’attività di accertamento, che le risultanze degli studi non rispecchiano la realtà aziendale.

Va ricordato un aspetto di estrema rilevanza: affinché le annotazioni acquisiscano reale “forza probatoria” è quanto mai opportuno che le stesse vengano accompagnate da una attestazione, apposta da un professionista abilitato. In questo caso, infatti, il fisco ne dovrà tenere conto «fin dal momento della selezione delle posizioni nei cui confronti effettuare l’accertamento basato sugli studi di settore» (circolare n. 38/E del 12 giugno 2007).
Per rendere efficace l’annotazione, è consigliabile riportare elementi oggettivi – e, come tali, facilmente dimostrabili – evitando spiegazioni teoriche e/o non puntuali. Inoltre, ove possibile, è buona norma fare riferimento a eventuali circolari o risoluzioni ministeriali, se non a casistiche giurisprudenziali particolari, che abbiamo già trattato il caso specifico che si intende illustrare, definendolo “fuori” dalla portata degli studi di settore.

Vi è una possibile alternativa, che si affianca a quella prevista a quella appena illustrata (e utile anche per chi dimenticasse di riportare, in Unico, le annotazioni): anche per le dichiarazioni relative al 2012, verrà reso disponibile il software per la segnalazione di eventuali circostanze in grado di giustificare lo scostamento dai risultati attesi da Gerico.
Tali indicazioni, tramite il software “segnalazioni”, potranno essere comunicate all’amministrazione finanziaria entro dicembre, con un termine quindi più ampio rispetto a quello ordinariamente previsto per la trasmissione telematica delle dichiarazioni.

COME COMPILARE LE NOTE AGGIUNTIVE CASO PER CASO
Il campo “note aggiuntive” di Gerico consente al contribuente di chiarire le motivazioni sottese al mancato adeguamento al ricavo puntuale e/o di illustrare le cause relative all’incoerenza nei confronti di uno o più indicatori. Con le Note è possibile spiegare perché le risultanze degli studi non rispecchiano la realtà aziendale.
Naturalmente il contribuente ha l’interesse a essere efficace per evitare l’azione di accertamento da parte dell’Agenzia.
Di seguito proponiamo alcune “giustificazioni” relative a casi piuttosto diffusi (marginalità economica, eventi eccezionali, attività particolari).
Nelle prime righe si sintetizza la situazione, nella seconda parte – in corsivo – si riporta la possibile annotazione per giustificare il mancato adeguamento.

All’interno dell’intervallo
Si evidenzia che il contribuente può considerarsi in linea con le risultanze degli studi di settore.

Il contribuente, pur non raggiungendo il ricavo puntuale, si situa nell’intervallo di confidenza, con un valore dei ricavi dichiarati intermedio tra quello minimo ammissibile e quello puntuale.
Si evidenzia che, in base alla circolare n. 5/E/2008, il contribuente che si colloca naturalmente all’interno dell’intervallo di confidenza deve essere considerato in linea con gli studi di settore
.

Sotto il ricavo minimo
Il riferimento va alla circolare n. 5/E/2008.

La società si trova al II esercizio di attività. L’applicazione dello studio ha sostanzialmente confermato che gli indici di coerenza risultano “coerenti” e gli indici di normalità economica risultano “normali”. Gerico ha determinato un ricavo puntuale di 530.000 e uno minimo di 515.000. Lo scostamento rispetto ai ricavi dichiarati, pari a 512.000, è in quello ammissibile. Per la circolare n. 5/E/2008 i contribuenti i cui ricavi hanno scostamenti di lieve entità rispetto al ricavo minimo sono da considerarsi sostanzialmente congrui.

Attività sospesa (per ora)
Si richiede l’indicazione nella scheda «Note aggiuntive» dell’applicazione Gerico della motivazione che ha impedito lo svolgimento dell’attività economica in maniera regolare.

La società non ha conseguito ricavi in quanto è scaduto l’unico contratto di appalto per la fornitura di beni e servizi con l’ente pubblico appaltante. In attesa di potersi aggiudicare nuovi appalti, la società è rimasta inoperante per tutto il 2012. Il contribuente ha ritenuto quindi corretto non adeguarsi alle risultanze di Gerico, inapplicabili.

Società immobiliare con immobili sfitti
Un’immobiliare proprietaria di una palazzina prima locata a un unico locatario, fallito.

La società ha subito un forte calo dei ricavi (-65% rispetto all’esercizio precedente) per la mancata locazione di una palazzina uffici per anni locata ad un’ unica impresa, dichiarata fallita. Si tratta di un immobile di 5 piani non divisibile se non con importanti opere di ristrutturazione e che rientra in un mercato di nicchia, in un contesto generale e locale in crisi. Situazione che lo studio di settore non ha idoneamente rappresentato.

Seconda attività
Immobiliare con seconda attività con ricavi oltre il 30% del totale.

La società ha due attività:

  1. sublocazione di immobili;
  2. prestazioni di servizi infragruppo, di natura anche finanziaria.

Con riferimento a 1) l’unico complesso immobiliare, detenuto in leasing, è locato solo in minima parte, rimanendo di fatto inutilizzato per controversie con la società di leasing che rendono incerta la gestione. La seconda attività ammonta a oltre il 30% dei ricavi complessivi: per la multiattività le risultanze di Gerico sono solo ai fini statistici.

Cessione di ramo d’azienda
Una società con una piccola rete di negozi ha ceduto un ramo di azienda con riduzione dei ricavi senza correlata riduzione dei costi.

A determinare un minor ricavo nell’esercizio 2012 (che ha comportato una non congruità rispetto a Gerico) ha contribuito in modo determinante la cessione del ramo d’azienda (negozio) sito in …, al quale non è seguita subito una proporzionale riduzione dei costi fissi, che hanno così influito negativamente sul risultato d’esercizio. Si ritiene corretto non adeguarsi al ricavo puntuale.

Marginalità economica
Per le circolari n. 31/E/2007 e 38/E/2007 è la condizione di chi opera fuori da logiche di mercato.

L’azienda, commercio all’ingrosso, per l’età avanzata del socio accomandante, è caratterizzata da: ridotte dimensioni di struttura; assenza di investimenti anche se in presenza di attrezzature minimali e obsolete; debole competitività verso i committenti; incapacità – impossibilità di diversificare la clientela; situazione di crisi nel settore di riferimento, con impossibilità di riconversione (comunicato stampa Entrate n. 28/6/2007).

Marginalità economica
Una immobiliare opera in un mercato particolare.

La società concede immobili in locazione prevalentemente a enti socialmente utili che non perseguono scopo di lucro. I valori di mercato per i canoni di locazione obbediscono a regole proprie. Inoltre, non è possibile, nel corso del rapporto locatizio, modificare i contratti. In conclusione la società è caratterizzata da: debole competitività dei prodotti – servizi erogati; clientela di fascia economicamente debole; incapacità – impossibilità di diversificare la clientela.

Incoerenze giustificate
Immobiliare: Gerico ha rilevato un’incoerenza nell’indice ricavo per metro quadrato locata.

In ordine alla “incoerenza” che lo studio ha rilevato rispetto al ricavo per metro quadrato locato pari a 40 euro, inferiore al minimo indicato dall’indice (45), si precisa che i metri quadrati indicati (3mila) esprimono l’estensione complessiva del complesso, incluso il cortile interno di 200mq e le tettoie di 800mq. Se Gerico basasse i calcoli sulla superficie effettiva del cespite (2mila) lo studio sarebbe risultato congruo e coerente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *