Fisco

Studi di settore, regime premiale limitato a 91 categorie

Regime premiale solo per 91 dei 205 studi di settore di Unico 2013
Regime premiale solo per 91 dei 205 studi di settore di Unico 2013

Regime premiale ancora per pochi. Il provvedimento n. 82537 delle Entrate conferma che i bonus previsti dall’articolo 10 del Dl n. 201/2011 per i soggetti congrui e coerenti, operano solo per 91 dei 205 studi di settore di Unico 2013. Per i restanti 114, quindi, l’abbinamento potrà solo attribuire l’esimente per il regime previsto per le società di comodo.

La norma premiale consegna tre vantaggi: la preclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici in tema di imposte dirette ed Iva; la riduzione di un anno dei termini per l’accertamento; l’aumento da 1/5 a 1/3 dello scostamento reddituale consentito per l’applicazione del redditometro.

Non si tratta di aspetti di poco conto perché gli accertamenti analitico–induttivi (articolo 39, co. 1, lett. d) del Dpr n. 600/73) sono i più diffusi per le piccole imprese e i lavoratori autonomi e perché, anche nella prospettiva della prossima campagna di accertamenti redditometrici, l’innalzamento della soglia di tolleranza, potrebbe garantire una maggiore tenuta della posizione del contribuente. Su quest’ultimo aspetto le Entrate hanno chiarito che il bonus scatta quando lo studio si applica alla persona fisica e non anche quando interessa il soggetto partecipato come, ad esempio, le società di persone.

L’articolo 1 del provvedimento in esame conferma le regole dello scorso anno. Possono accedere alla norma di favore i soggetti che: si pongono naturalmente o per effetto di adeguamento, in posizione di congruità rispetto a Gerico; risultano coerenti in relazione a indici e indicatori previsti dai decreti di approvazione dei singoli studi; hanno assolto agli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di appartenenza. Sono tollerati errori nella gestione delle informazioni richieste dal modello a condizione che le inesattezze o le omissioni non comportino la modifica dell’assegnazione ai cluster, del calcolo dei ricavi stimati, del posizionamento rispetto agli indicatori di normalità e di coerenza. Confermato che se il soggetto applica due diversi studi di settore, la congruità e la coerenza deve interessare entrambi.

I 91 studi di settore interessati dalla norma premiale per il 2013 sono stati individuati tra quelli per i quali risultano approvati specifici indicatori di coerenza economica e che rientrano in settori di attività che hanno segnato un trend virtuoso in quanto interessati da una riduzione del sommerso a fronte di una modifica dei comportamenti dichiarativi dei contribuenti (il rilievo ha interessato i dati 2011). L’intento, quindi, è premiare gli studi per i quali vi è maggiori garanzia che i dati dichiarati siano fedeli (con un riscontro demandato a indici e indicatori) e i settori di attività nei quali il sommerso dovrebbe essere meno presente (qui il riscontro è più aleatorio). Resta l’amara constatazione che dopo due dichiarazioni interessate dalla norma premiale, il sistema opera ancora a favore di una platea molto ristretta.

In via sperimentale a partire da Unico 2013 il regime premiale interessa anche coloro che applicano gli studi di settore per i quali risultano approvati gli indicatori di coerenza economica riferibili a tre diverse tipologie tra quelle previste e che prevedono l’indicatore “Indice di copertura del costo di godimento di beni di terzi e degli ammortamenti” (introdotto dal decreto del 28.03.2013). Grazie a questa novità rispetto allo scorso anno vengono attratti alla norma premiale 31 studi appartenenti per la maggior parte al settore commercio ed il primo studio del comparto professionale (WK21U Studi odontoiatrici) anche se limitatamente all’attività svolta in regime d’impresa.

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