Italia

Studenti meritevoli fuori sede, in vista 30mila borse di studio da 5mila euro

Favorire gli studenti meritevoli e la mobilità verso gli atenei con sede fuori dalle regioni di origine degli iscritti incrementando gli aiuti per il diritto allo studio
Favorire gli studenti meritevoli e la mobilità verso gli atenei con sede fuori dalle regioni di origine degli iscritti incrementando gli aiuti per il diritto allo studio

Favorire gli studenti meritevoli e la mobilità verso gli atenei con sede fuori dalle regioni di origine degli iscritti incrementando gli aiuti per il diritto allo studio. È l’obiettivo di due emendamenti targati Pd approvati in commissione Bilancio e Affari costituzionali della Camera, impegnata nell’esame del “Decreto Fare” che sarà in Aula lunedì prossimo. Prevista l’istituzione di un “Programma nazionale di sostegno allo studio degli studenti capaci e meritevoli“, per lauree, lauree magistrali e dottorati di ricerca, mentre l’assegnazione delle “borse di mobilità” passa da regionale a nazionale.

Agli studenti meritevoli il 7% dei fondi per gli atenei. Il programma di sostegno allo studio, in vigore dal 2014, sarà introdotto con un decreto del ministro dell’Istruzione e sarà realizzato attraverso la Fondazione per il merito, nata nel 2011. Le risorse saranno reperite dalla quota statale destinata alle università; in particolare, si prevede che al programma venga destinato il 20% dell quota destinata al miglioramento della qualità del sistema universitario (pari al 7% delle risorse che lo Stato destina agli atenei).

13 milioni di euro per le “Borse di mobilità”. Il secondo emendamento approvato modifica l’articolo 59 del decreto legge, che stanzia delle “borse di mobilità” di 5.000 euro, per una somma complessiva di 5 milioni di euro l’anno nel 2013-2014 e 7 milioni nel 2015, destinate a finanziare circa 24-30mila borse. Nella versione voluta dal governo le borse di studio venivano assegnate in base a una graduatoria regionale, mentre le commissioni hanno stabilito che la graduatoria sarà nazionale. Al momento, la competenza sul diritto allo studio è delle Regioni, che concedono borse di studio per un ammontare di circa 3.200 euro.

Bando aperto a studenti che frequentano Università e dottorati. Le modifiche, proposte del deputato Marco Meloni, puntano a rafforzare il sostegno allo studio con un Programma nazionale finanziato con il 20% del Fondo ordinario universitario che selezionerà gli studenti meritevoli grazie ad un bando nazionale per assegnare le borse di studio entro il 31 marzo di ciascun anno. L’importo della borsa sarà tarato rispetto al reddito, misurato con l’Isee, e “maggiorato” per i ragazzi che studieranno fuori dalla propria regione. La prima metà della borsa sarà versata al momento della comunicazione dell’iscrizione e la seconda metà il 31 marzo dell’anno successivo. Potranno concorrere al bando gli studenti che vogliono iscriversi ai corsi di laurea, a quelli di laurea magistrale e ai dottorati di ricerca. La borsa sarà incompatibile con altre borse ma non con quelle destinate a finanziare i soggiorni di studio o di ricerca all’estero.

Meloni (Pd): piccola rivoluzione per studenti italiani. «Se confermate, le norme sulle borse di mobilità e sul programma nazionale di diritto allo studio – sottolinea Meloni, responsabile Istruzione Università del Pd – si aprirà una pagina nuova per gli studenti italiani e il loro diritto a una piena attuazione dell’articolo 34 della Costituzione». Per Meloni, si tratta di «una piccola rivoluzione per i diritti, il merito e la mobilità, dovuta al lavoro di governo e Parlamento, che mantiene la promessa su un punto fondamentale della proposta del Pd in campagna elettorale», «un primo passo» da potenziare, «con l’obiettivo di raggiungere entro la legislatura una percentuale di studenti che usufruiscono di borse di studio simile al resto d’Europa». «Dobbiamo colmare un grande divario – conclude Meloni – e passare dal 7% ad almeno il 20%».

Via libera ad amendamento Lorenzin a corsia per famaci innovativi. In giornata, le commissioni hanno approvato anche altri emendamenti di rilievo, tra cui il cosiddetto “emendamento Lorenzin“, dal nome del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, che prevede una sorta di corsia preferenziale per i farmaci “orfani” e per quelli di eccezionale rilevanza terapeutica e sociale. Tempi rapidi quindi per le procedure di autorizzazione e negoziazione di speciali categorie di farmaci dispensati a carico del Servizio sanitario, che dovranno arrivare alla dispensazione entro 100 giorni complessivi dall’inizio dell’iter. Via libera anche ad un emendamento che eslude dall’obbligo delle visite fiscali di controllo per il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento Inps i malati incurabili ed i soggetti affetti da sindrome di Down.

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