Italia

Stop prima rata Imu, rinvio Tares e subito riforma del catasto: ecco la proposta del Senato

Stop prima rata Imu, rinvio Tares e subito riforma del catasto: ecco la proposta del Senato
Eliminare la prima rata Imu 2013 sulla prima casa, approvare entro ottobre la delega fiscale per avviare la riforma del catasto e rinviare al 2014 l’entrata in vigore della Tares

Tre interventi puntuali: eliminare la prima rata Imu 2013 sulla prima casa, approvare entro ottobre la delega fiscale per avviare la riforma del catasto, e rinviare al 2014 l’entrata in vigore della Tares. E, accanto a questo, un più generale ripensamento sulla tassazione degli immobili, a partire dall’Imu. È il messaggio che la commissione Finanze del Senato consegna nel documento conclusivo dell’indagine condotta sulla tassazione degli immobili all’attenzione del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che dovrà presentare entro la fine del mese una compiuta proposta di riforma. La Commissione ha approvato all’unanimità il documento messo a punto da Raffaella Bellot (Lega), Franco Carraro (Pdl), Federico Fornaro (Pd) e Andrea Olivero (Sc) e lo ha consegnato al viceministro dell’Economia, Luigi Casero.

Le linee direttrici del documento sono le seguenti:

Federalismo: la tassazione relativa agli immobili deve essere di esclusiva competenza degli Enti locali.

Riforma del catasto: la riforma è estremamente urgente. Per questo serve l’approvazione del Ddl di delega fiscale entro ottobre. Questa dovrebbe comportare l’adozione di misure di revisione provvisoria per i centri urbani di maggiore dimensione, passando al criterio dei metri quadri e la soppressione delle categorie catastali completamente superate dalle reali caratteristiche del patrimonio immobiliare. Infine, a regime, la Commissione propone l’adozione di un meccanismo automatico di revisione periodica delle rendite catastali.

Imu: sulla prima casa, la riforma deve essere improntata ai principi di equità, sostenibilità dell’imposta e di ragionevolezza ma si deve concretizzare un intervento volto a eliminare la scadenza del versamento della prima rata del 2013. Per le attività produttive serve «un’immediata riduzione del prelievo sugli immobili strumentali». La Commissione segnala inoltre “asimmetrie” da eliminare sia per i terreni agricoli sia tra gli immobili ad uso residenziale tenute a disposizione rispetto a quelle date in locazione. Devono inoltre essere esentate le prime case dei residenti all’estero e serve una nuova regolamentazione per gli immobili dati in comodato d’uso ai parenti di primo grado e per le abitazioni di coloro che hanno trasferito la residenza in case di cura.

Cedolare secca: il gettito stimato al momento dell’introduzione non è stato confermato così come l’emersione del reddito imponibile precedentemente non dichiarato. La proposta è dunque di incrementare la deduzione dall’imponibile ai fini dell’imposta sostitutiva, ripristinando la percentuale di deducibilità del 15 per cento, nonché di individuare meccanismi di incentivazione per contrastare l’evasione.

Tares: anche il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, dovrà essere di esclusiva competenza dei Comuni. È inoltre necessario rinviare al 2014 l’entrata in vigore di tale imposta.

Mercato immobiliare: infine la Commissione, condividendo le preoccupazioni per la congiuntura fortemente negativa del mercato immobiliare, propone di adottare misure sul lato delle compravendite, riducendo gli oneri per i contraenti sul fronte delle spese accessorie (notarili, certificazioni tecniche ecc.) nonché riducendo le imposte sui trasferiment.

Le conclusioni della Commissione partono dalla considerazione che il comparto immobiliare ha contribuito in maniera rilevante allo sforzo fiscale reso necessario per raggiungere gli obiettivi di bilancio nel 2012. Nel documento si ricordano i dati: le entrate derivanti dalla tassazione sugli immobili sono circa 44,2 miliardi (32,3 miliardi del 2011) con un aumento del 36,8%. Di queste, oltre la meta sono dovute al prelievo Imu. Quindi, rileva la Commissione per alcuni settori del comparto le ragioni eccezionali che avevano guidato Parlamento e Governo a irrobustire il prelievo possono essere in parte considerate superabili nel medio periodo. In particolare, per l’Imu ragioni di equità e ragionevolezza del prelievo, anche a motivo della specificità nel contesto europeo della proprietà immobiliare in Italia fanno ritenere urgente un intervento di revisione profonda dell’imposta municipale, anche in relazione alle altre imposte e alle altre forme di prelievo sul patrimonio immobiliare. Nel documento si ricorda comunque che la reintroduzione dell’Imu sulla prima casa ha allineato il sistema fiscale italiano a quello degli altri paesi europei. In ogni caso, per la Commissione la fiscalità immobiliare, come per altri settori economici, può contribuire a creare condizioni migliori per lo sviluppo economico e la ripresa produttività. In questa direzione, nel documento si plaude al consolidamento delle agevolazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per il risparmio energetico che va nella direzione giusta. In tale modo – si rileva – la fiscalità generale contribuisce alle spese di rinnovamento del patrimonio edilizio, dando al contempo occasione alle imprese del settore delle costruzioni di contrastare la grave crisi produttiva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *