Diritto

Stop alla sentenza senza contraddittorio col contribuente

Stop alla sentenza di primo grado se è mancato il contraddittorio e il contribuente non è stato avvisato pur avendo chiesto la trattazione della controversia in pubblica udienza
Stop alla sentenza di primo grado se è mancato il contraddittorio e il contribuente non è stato avvisato pur avendo chiesto la trattazione della controversia in pubblica udienza

Stop alla sentenza di primo grado se è mancato il contraddittorio e il contribuente non è stato avvisato pur avendo chiesto la trattazione della controversia in pubblica udienza. Il collegio d’appello deve rinviare la causa alla Commissione tributaria provinciale che ha emesso la pronuncia impugnata per un nuovo giudizio e consentire così la partecipazione del ricorrente al contraddittorio. La mancata trattazione in pubblica udienza richiesta da una delle parti non determina una mera irregolarità ma la nullità del procedimento e della sentenza per violazione del contraddittorio e, più precisamente, del diritto di difesa garantito dalla Costituzione (articolo 24).

È quanto emerge dalla sentenza n. 82/33/2013 della Ctr Lombardia.

La pronuncia trae origine da una ripresa a tassazione di maggiori imposte di registro e ipocatastali effettuata da un ufficio delle Entrate nei confronti dell’acquirente e dei venditori di alcuni terreni non destinati all’edilizia abitativa, a seguito della erronea applicazione di agevolazioni non spettanti. I contribuenti hanno presentato ricorso in Ctp che ha accolto le ragioni del fisco senza dare avviso della data di udienza né ai ricorrenti né ai difensori che avevano chiesto la trattazione pubblica.
Così, i contribuenti hanno presentato appello in Ctr e hanno chiesto prima di tutto la dichiarazione di nullità per violazione del diritto di difesa. I diretti interessati hanno sottolineato che era stato loro impedito di produrre documentazione integrativa e di essere presenti in sede di discussione della controversia in assenza di comunicazione di avviso di trattazione dell’udienza.
Di norma il processo tributario si svolge in camera di consiglio, senza la presenza del ricorrente e del convenuto, qualora le parti non abbiano interesse a essere presenti alla trattazione della causa. Il contribuente o l’ufficio possono anche chiedere la discussione della controversia in pubblica udienza con un’istanza contenuta nel ricorso introduttivo (o in altri atti come, per esempio, le controdeduzioni, il ricorso in appello) o con atto separato da depositare presso la segreteria della Commissione tributaria.
La trattazione della causa in pubblica udienza consente di presentare memorie integrative e documenti prima del contraddittorio per poi illustrare, direttamente e a voce, le proprie ragioni in udienza. In questa ipotesi, il presidente della Commissione tributaria ammette le parti presenti alla discussione orale, dando prima la parola al giudice relatore per esporre i fatti, poi al ricorrente e infine alla parte resistente. Così il contribuente può esercitare a pieno il suo diritto alla difesa, come sancito dalla Costituzione.

Nel caso in esame, la sentenza n. 82/33/2013 ha accolto l’istanza e ha precisato che la pronuncia di primo grado deve essere annullata e la causa va rimessa alla Ctp che l’ha pronunciata (secondo quanto sancito dall’articolo 59 del D.lgs n. 546/1992) qualora il contraddittorio non sia stato regolarmente costituito nonostante la richiesta di trattazione in pubblica udienza da parte del ricorrente e tale circostanza venga eccepita nel ricorso in appello.
La disposizione dell’articolo 59 del D.lgs n. 546/1992 prevista per il giudizio di primo grado è applicabile anche al procedimento di appello per effetto del richiamo fatto dall’articolo 61 dello stesso provvedimento.

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