Lavoro

Stop alla ritenuta del 2,5% sul Tfr dei dipendenti pubblici. Minatori in pensione un anno più tardi

Stop alla ritenuta del 2,5% sul Tfr dei dipendenti pubblici, in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale che aveva bocciato la parte della manovra Tremonti del 2010 che estendeva il Tfr anche ai pubblici impiegati. La notizia si legge nel comunicato di Palazzo Chigi pubblicato al termine del Consiglio dei ministri. Il Consiglio dei Ministri, sottolinea la nota, «ha approvato un decreto legge che, in attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 2012, ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio nei riguardi del personale interessato dalla pronuncia». La sentenza della Consulta interveniva anche su altri temi relativi al pubblico impiego, bocciando anche i tagli alle retribuzioni delle alte dirigenze pubbliche. Per quanto riguarda le altre parti della sentenza della Consulta, il Consiglio dei Ministri ha stabilito che si procederà in via amministrativa attraverso un Dpcm ai sensi della legislazione vigente.

Minatori in pensione un anno dopo

L’armonizzazione dei requisti delle pensione con la riforma colpisce i minatori. «Per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere é previsto l’aumento di un anno, da 55 a 56, dell’età pensionabile di vecchiaia, mentre per l’accesso alla pensione anticipata il requisito minimo contributivo é di 37 anni e due mesi per il 2013, e di un ulteriore mese per il 2014». È quanto si legge nella nota di palazzo Chigi a proposito dello schema di regolamento approvato dal Consiglio Dei Ministri che armonizza i requisti delle pensione con la riforma per alcune categorie. Si tratta, in particolare, del comparto difesa-sicurezza, Vigili del fuoco e soccorso pubblico e di iscritti a fondi Inps, ex-Enpals ed ex-Inpdap. Vengono gradualmente incrementati i requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia del personale militare delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza, le Forze di polizia a ordinamento civile e i Vigili del fuoco, nel rispetto delle peculiarità ed esigenze di queste categorie. Lo schema di regolamento passa ora all’esame delle competenti Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato.

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